Green Economy, torna a Rimini l’appuntamento con Ecomondo

ecomondoDal 5 all’8 novembre torna a Rimini l’appuntamento con Ecomondo, la più importante fiera italiana sulla green economy e i nuovi stili di vita, vetrina sulle soluzioni tecnologiche più efficaci per modelli sostenibili di crescita economica e di business. In contemporanea si svolgono Key Energy, la fiera Internazionale per l’Energia e la Mobilità Sostenibili, Key Wind, il Salone dell’Energia del Vento, e H2R – Mobility for Sustainability, il salone dedicato all’auto sostenibile. New entry 2014 è Condomino Eco, rassegna di idee, prodotti e servizi per il condominio sostenibile. Infine, Ecomondo ospita anche quest’anno gli Stati Generali della Green Economy, aperti ufficialmente mercoledì 5 dal Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, mentre giovedì 6 è prevista la presenza del Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi.

Dell’edizione 2014 di Ecomondo ci parla Alessandra Astolfi, project manager di Rimini Fiera SpA e Responsabile di Ecomondo.

Cosa possiamo aspettarci dall’edizione 2014, su quali temi si concentreranno le riflessioni sulle nuove opportunità di sviluppo sostenibile?
Penso che i contenuti dei seminari, a partire dagli Stati Generali della Green Economy, abbiano proprio un filo rosso che li tiene insieme. E’ il tempo per comprendere che non si può più parlare di un’economia verde e di una tradizionale. C’è sviluppo se c’è green economy, altrimenti non c’è sviluppo. Lo stiamo verificando con le nostre imprese, che nell’indagine condotta dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile fanno intendere chiaramente questo orizzonte; lo vediamo nei Paesi che hanno vissuto una travolgente crescita, che hanno compreso come quella crescita disallineata dal monitoraggio della qualità ambientale si stia traducendo in una qualità della vita in realtà pessima. Invito tutti a Rimini Fiera, verificate quanto abbiamo organizzato in termini di contenuti e di esposizione sarà l’opportunità di impostare la rotta del vero sviluppo.

Quali sono le scelte fondamentali che un’impresa deve compiere per impostare una ‘crescita green’?
Deve intanto essere green. Nel senso che in questi anni abbiamo assistito a sforzi positivi, ma spesso tesi prevalentemente ad agire sull’immagine, sulla reputazione.  Bene, ma non basta più. A Ecomondo faremo di più: dagli Stati Generali emergerà la matrice vera di una impresa green,  ciò che la distinguerà da una superficiale attività. Quindi aggiusterei la convinzione diffusa: non parlerei di ‘crescita green’, ma di una crescita che può esserci solo se si adotta pienamente quella matrice.

La gestione efficiente del rifiuto è la via per renderne sostenibili i costi e meno onerosa la responsabilità estesa del rifiuto: quali sono le politiche più idonee a rendere più efficiente il sistema di gestione dei rifiuti?
Uso un concetto che il responsabile del Comitato Scientifico, Prof. Fabio Fava, ci ha fatto condividere: la simbiosi industriale. Nel ciclo industriale abbiamo una catena fatta di progettazione, produzione, raccolta e smaltimento; ognuno di questi step adotta comportamenti sempre più virtuosi e migliora le sue performance. Oggi sono convinta che siamo maturi per miscelare il tutto. Uno scarto non è solo un rifiuto, ma può essere materia per altre filiere. Ci sono già esperienze in atto e in Fiera sarà possibile farne la conoscenza diretta.

Una città sostenibile è anche quella che guarda al suo patrimonio immobiliare e su di esso interviene recuperandolo alla piena funzione, da quella abitativa a quella culturale, così da proteggere la sua ricchezza e valorizzarla. Cosa propone da questo punto di vista il progetto Città Sostenibile?
Città Sostenibile sarà uno spazio nel quale questi temi avranno una declinazione, sia nei convegni che nella realtà delle esperienze e dei progetti. Quest’anno, grazie alla collaborazione con Edicom Edizioni, l’area metterà in evidenza il tema degli edifici storici, il marchio distintivo di un territorio. In particolare l’Italia vanta una ricchezza infinita, fatta di stili e tradizioni, di edifici di pregio architettonico e storico, ma anche più semplicemente di palazzi che disegnano la storia e la cultura delle nostre città. Riportarli progressivamente al loro splendore e al pieno utilizzo, è una priorità condivisa visto che il 60% versa in condizioni di obsolescenza. Quindi, ragionare sul consolidamento strutturale, il risanamento conservativo, senza trascurare le nuove frontiere dell’intervento sul costruito, specie se di pregio, che riguardano il controllo acustico e l’efficienza energetica, così come prescritto dalle nuove normative europee, sarà un’occasione imperdibile per tutti gli operatori. A ciò aggiungo la nuova iniziativa espositiva Condominio Eco.

Si parla molto di eco-innovazione di prodotto come strumento indispensabile della green economy. Come può influire concretamente sul cambiamento dei nostri stili di vita?
Ho la sensazione che sia la traiettoria decisiva. Ogni persona è influenzabile a partire dal proprio stile di vita, che a sua volta in un habitat particolare ed è influenzato dalle conoscenze. Affido all’eco-innovazione un ruolo trasversale, qualcosa che attraversa la nostra quotidianità e incide sulle decisioni. Oggi ogni azienda competitiva si pone la domanda dell’impatto ambientale che produce una scelta industriale. E’ un discorso che vale anche per le pmi. Ci siamo resi conto di questo, quindi abbiamo accentuato ad Ecomondo l’attenzione al dialogo che le piccole e medie imprese, cucendo sulle loro necessità i contenuti della fiera. Su questo orizzonte è inevitabile che la quotidianità di ogni persona trova famigliarità con l’argomento.

 

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