Fipe e Comieco per dare un nome italiano alla doggy bag

Uno dei tanti grandi esempi di civiltà dell’ex First Lady Michelle Obama che in visita in Italia col Presidente, in occasione del G8 chiese, dopo un ottimo pranzo da “Maccheroni” in Via delle Coppelle, di portar via la “doggy bag”, ovvero una confezione con gli avanzi del pasto appena consumato. Per noi provincialissimi italiani un atto di cui vergognarsi: mezzo piatto di fettuccine incartato o un terzo di vino rosso col suo tappo di sughero da mettere in borsa, non sia mai, un retaggio molto anni ’80, il decennio dell’opulenza e degli sprechi, meglio chiedere al cameriere di buttar via piuttosto che domandare con un filo di voce “Scusi può incartare? Porto via”.

Fortunatamente qualche passo avanti si fà, grazie anche a FIPE e Comieco-Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica che, bando agli inglesismi, lancia l’idea di trovare un nome tutto nostrano agli avanzi take-away. Un modo per sensibilizzare i clienti e i gestori dei pubblici esercizi sul grave problema dello spreco alimentare. Un concorso, dunque, in cui la Federazione chiede ai propri esercenti associati di sfoderare la propria fantasia per trovare alternative autoctone ma efficaci contro il cibo buono in pattumiera.

“Abbiamo deciso di lanciare questo concorso perché confidiamo nell’estro dei nostri associati – dichiara Giancarlo Deidda, vicepresidente di Fipe – Imprenditori e operatori che ogni giorno applicano la loro creatività e la loro cura al dettaglio nelle ricette, nel servizio in cucina e in sala, nell’allestimento dei propri spazi. Siamo sicuri che sapranno sorprenderci e sorprendere anche nel dare una dimensione tipicamente italiana alla doggy bag e alla lotta contro lo spreco alimentare. Un impegno che, anche grazie a questo nuovo nome, potrà diventare effettivamente di tutti”.

“Il progetto legato alla doggy bag ha riscontrato positive esperienze in oltre 200 ristoranti tra Milano, Varese, Bergamo e Roma. Grazie all’accordo stipulato con Fipe siamo pronti ad allargare il raggio d’azione del progetto portando le pratiche e sostenibili doggy bag in tutto il territorio nazionale – dichiara Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco – “Ci auguriamo che le nostre doggy bag, completamente riciclabili perché realizzate in cartone, diventino uno strumento utile e quotidiano che aiuti gli italiani a cambiare mentalità e diffondere un comportamento sostenibile verso la riduzione degli sprechi”.

Chi potrà partecipare al concorso “Doggy bag all’italiana”? Tutti gli associati alla Fipe che entro il prossimo 31 maggio presenteranno un progetto che includa, oltre alla proposta di un nuovo nome per la doggy bag, anche idee per valorizzarla e promuoverla come pratica quotidiana.
I progetti saranno esaminati da una Commissione composta da membri del Direttivo Fipe e di Comieco.
Il concorso si concluderà con una graduatoria finale e l’attribuzione di tre diversi premi per un ammontare complessivo di 3.500 euro così ripartiti:

  • 2.000 euro per il primo classificato, 1.000 euro per il secondo e 500 euro per il terzo

di Marzia Fiordaliso

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