1 lavoratrice su 10 vittima di violenze. Ma arriva una buona notizia: la ratifica della C190

L’Italia ratificherà la Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro n. 190 sull’eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro, adottata dall’OIL il 21 giugno 2019. Il 12 gennaio, infatti, il Senato della Repubblica ha approvato all’unanimità l’autorizzazione alla ratifica. Il processo è partito dalla Camera dei Deputati e in particolare dalla proposta di legge dell’On. Laura Boldrini (PD) – approvata dalla Camera, anche qui all’unanimità, il 23 settembre 2020 – la quale, nella sua relazione, ha menzionato la particolare vulnerabilità delle donne lavoratrici del settore dell’abbigliamento. Anche il relatore del disegno di legge al Senato, l’On. Alberto Airola (M5S), ha fatto specifico riferimento alle lavoratrici del settore tessile.

“L’Italia è il primo paese europeo che ratificherà questa convenzione e come Campagna Abiti Puliti non possiamo che esprimere la nostra soddisfazione. Una straordinaria opportunità che riporta al centro del dibattito l’urgenza di norme, controllo pubblico e sistemi rimediali efficaci in grado di proteggere le persone più vulnerabili nei luoghi di lavoro” ha dichiarato la portavoce della campagna Deborah Lucchetti.

La Convenzione 190 rappresenta infatti, almeno in potenza, un passo avanti nel contrasto alle violenze e molestie sul luogo di lavoro. Essa fornisce una definizione ampia di violenza e molestia – definendole ogni comportamento suscettibile di causare un danno fisico, psicologico e economico – e riconosce tali comportamenti come violazione di diritti umani. Inoltre, fa esplicito riferimento alle violenze e molestie fondate sul genere, riconoscendo dunque che le donne sono particolarmente esposte a violenza e molestie sul lavoro sia fisica che economica. La Convenzione si applica sia al settore pubblico che al settore privato, e include fra i soggetti meritevoli di tutela anche quelli in posizioni lavorative più vulnerabili quali tirocinanti, volontari e persone licenziate. È la prima volta che si ha una definizione concordata a livello internazionale di violenza e molestie sul lavoro e molto ampia, poiché comprende anche le molestie e violenze che possono accadere in viaggi, trasferte, eventi di lavoro (quindi al di fuori dell’orario di lavoro, ma collegate all’ambito lavorativo), e anche per via telematica, aspetto quest’ultimo non di secondaria importanza al giorno d’oggi, data la necessità per molte persone di lavorare in smart working. L’Italia dovrà ora recepire la Convenzione con una nuova legge che tenga conto di tutto ciò, e avrà l’obbligo di fornire adeguato accesso alla giustizia per le vittime di violenza o molestie sul luogo di lavoro, incluso il rafforzamento del ruolo degli Ispettorati del lavoro.

Questa legge sarà di importanza fondamentale per le lavoratrici del nostro paese, se consideriamo che – in base agli ultimi dati disponibili, Istat 2016 – 1 milione e 400 mila donne hanno subito molestie sul luogo di lavoro: praticamente una lavoratrice su 10. Nell’81% dei casi, queste lavoratrici non hanno denunciato, perché non vi erano strumenti adeguati per poterlo fare.

Non solo in Italia ma in tutto il mondo, e in particolare nei paesi di produzione tessile, le donne lavoratrici sono esposte a violenza fisica ed economica, come documentato nel paper della Campagna Abiti Puliti sulla violenza lavorativa di genere pubblicato lo scorso 25 novembre. La Campagna Abiti Puliti sta conducendo da mesi una campagna internazionale che chiede a tutti gli stati, soprattutto quelli la cui economia si basa in gran parte sulla produzione tessile e quindi sul lavoro delle donne, di ratificare la Convenzione 190.