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Categorie: Nazionali e News.

Giornata della Terra: 10 abitudini da adottare per ridurre la creazione di rifiuti

Sebbene sia noto a tutti, in queste ultime settimane i media non fanno altro che ripetercelo: la plastica è una vera calamità per il nostro pianeta. È presente nelle confezioni dei nostri prodotti alimentari e igienici, ma anche nel nostro telefono, nelle nostre auto e, naturalmente, nei nostri elettrodomestici. Per non parlare di tutti quegli imballaggi e packaging spesso eccessivi e inutili: i nostri cassonetti sono pieni di rifiuti, la loro raccolta differenziata e consapevole purtroppo non è sempre sufficiente. È urgente cambiare i nostri comportamenti per salvare il nostro pianeta.
Ecco perché, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, promossa dall’ONU e celebrata in tutto il mondo il 22 aprile, SOS Ricambi ha raccolto 10 abitudini da adottare per ridurre la produzione di rifiuti e mettere i nostri bidoni a dieta.

1. Compost, questo sconosciuto!
Il compostaggio domestico non è molto complicato e permette di ridurre la quantità dei rifiuti domestici di 40 kg per persona all’anno. Inoltre, molti comuni in Italia hanno avviato misure amministrative di agevolazioni fiscali e distribuzioni gratuite di compostiere per incrementare la responsabilizzazione degli abitanti e la crescita della coscienza ambientale. Se avete la fortuna di avere un giardino e magari di coltivare qualche verdura nel vostro orto, lo smaltimento corretto dei rifiuti organici è assolutamente raccomandato per generare un fertilizzante naturale al 100% per le colture riducendo al tempo stesso la spazzatura. E per chi vive in appartamento? Basta un semplice balcone per installare una compostiera più piccola e modesta!

2. Meno confezioni, più eco-ricariche!
Abitudine facile da adottare e un gesto estremamente utile per l’ambiente. Per gli articoli per la pulizia e igiene personale, come il sapone liquido, il bagnoschiuma lo shampoo o il detersivo per lavatrice, scegliete quei marchi che offrono il formato eco-ricarica. Questa scelta non solo permette di ridurre i rifiuti in termini di imballaggi e packaging di plastica di circa 1kg per persona all’anno ma garantisce anche una quantità di prodotto maggiore! Basterà dotarsi di un contenitore con il dosatore per riempirlo con le ricariche.

3. Più alimenti sfusi e barattoli in vetro per un gusto shabby chic!
Oggi esistono diversi negozi, come quelli Bio, che permettono di acquistare gli alimenti sfusi, quindi senza packaging e contenitori: riso, pasta, frutta, noci, cereali, muesli, ecc. Basta riutilizzare vecchi sacchetti di carta (o bag in cotone) e riempirli con la quantità necessaria. Facendo così, si eviterà sia il consumo eccessivo di imballaggi sia eventuali sovradosaggi di cibo che poi andrà buttato via. In alcuni punti vendita è possibile utilizzare direttamente i propri contenitori (barattoli, bottiglie, bag in cotone) il cui peso verrà detratto al momento del pagamento.
E una volta a casa? Perché non riutilizzare i bei vecchi barattoli di vetro per conservare gli alimenti e mettere così al bando tutti i contenitori di plastica? La vostra cucina acquisterà anche un tocco di stile shabby chic!

4. Meno carta stampata
Secondo l’Istat, quasi 8 famiglie italiane su 10 riciclano la carta, dato rassicurante se si pensa che qualche anno fa erano la metà ma c’è ancora tanto da fare, come ridurre al massimo le stampe non necessarie. Questa buona abitudine permette una riduzione di 6kg di rifiuti all’anno circa. Nell’era dei canali digitali, l’archiviazione dei dati è ormai dematerializzata. I documenti stampati presentano molti svantaggi: occupano spazio, pesano negli spostamenti e sono costosi in termini di inchiostro e carta. Prima di stampare un documento, quindi, è meglio porsi questa semplice domanda: è davvero necessario stampare questo documento? Se la risposta è positiva, optate per la stampa fronte-retro.
E i buoni vecchi libri di carta?
Mai buttarli via! Dopo averli letti, se non si ha spazio a sufficienza per tenerli, è possibile conceder loro una seconda vita affidandoli ad associazioni che li ridistribuiscono ad altri lettori o lasciandoli negli appositi spazi di Cross-booking. La condivisione e il riciclaggio dei libri aiuterà, inoltre, a promuovere l’accesso alla cultura per tutti.

5. Shopping si, ma consapevole!
Tutti amano fare shopping! Ma i sacchetti di plastica non amano il nostro pianeta! Oltre a impiegare svariati anni a degradarsi, minacciano ogni giorno la natura e la vita di tanti esseri viventi, con conseguenze catastrofiche per la fauna e la flora.
Per gli acquisti, siano essi alimentari e non, iniziate a utilizzare sacche di materiali naturali come canapa, tela o cotone. Un consiglio? Tenete sempre in borsa o in macchina delle bag pieghevoli o tascabili, così da averne sempre una a portata di mano!

6. No ai prodotti monouso!
È ora di dire addio a calici, piatti, tovaglie e posate di carta e plastica! Per i vostri picnic usate contenitori riutilizzabili o piatti biodegradabili, asciugamani lavabili. Scegliete contenitori di vetro per le insalate e del tessuto rivestito in cera per imballare i panini o altri snack! Come regola generale, non utilizzare oggetti quotidiani per uso singolo: tovaglioli, posate, tovaglie, cotone per rimuovere il trucco. Con un po’ di attenzione e un po’ di ricerca scoprirete che esistono alternative che vi permetteranno di ottenere un notevole risparmio nel lungo termine.
Ad esempio, sapevate che anche le cannucce sono una minaccia se gettate in mezzo alla natura? Esistono soluzioni pratiche, come le cannucce di bambù riciclabili, quelle in acciaio inossidabile che possono essere lavate o, per i più piccini, le golose cannucce commestibili!

7. Ok ai dispositivi alimentati a batteria ma ricaricabili!
Nel 2017, solo il 45% delle famiglie italiane ha dichiarato di aver riciclato batterie e pile. Per i dispositivi di tutti i giorni (telecomando, orologio, radiosveglia, bilance) utilizzate batterie ricaricabili. Anche se un po’ più costose, hanno una vita molto più lunga rispetto alla loro versione monouso. In questo modo il risparmio, nonché la riduzione di materiali inquinanti in circolo, saranno garantiti. Infine, quando possibile, scegliete preferibilmente prodotti che possono essere collegati alla rete o ancora meglio prodotti senza batteria (come le calcolatrici a celle solari).

8. …si ma in ufficio?
Nell’arco di una giornata lavorativa sono due i momenti particolarmente propizi alla produzione di rifiuti: la pausa caffè e la pausa pranzo! Le pause in ufficio fanno spesso rima con prodotti usa e getta: calici, cialde, capsule, posate… per non parlare dei bicchieri di plastica! Iniziate a cambiare queste abitudini regalandovi una bella tazza da personalizzare. Oggi la maggior parte dei distributori automatici di caffè permettono di mettere la propria tazza, provare per credere!
E per una pausa pranzo ” rifiuti zero”, se non si ha a disposizione una mensa, portate il vostro pranzo al sacco, la famosa “schiscia” per i milanesi, e usate le posate in acciaio. Oggi è ormai possibile optare anche per posate biodegradabili e compostabili, ad esempio quelle in legno di betulla.

9. Acqua del rubinetto…perché no?
Si stima che in Italia ogni abitante consumi circa 220 litri di acqua potabile al giorno e 7 famiglie italiane su 10 comprino acqua minerale in bottiglia di plastica. Scegliere di bere l’acqua del rubinetto è un’abitudine molto vantaggiosa per l’ambiente, riducendo significativamente la produzione di rifiuti di plastica, e per il vostro portafogli.
Infatti, l’acqua distribuita dalla rete idrica non viene né imballata né trasportata e ha un costo dalle 200 alle 300 volte minore. Eppure, Il 29% delle famiglie italiane non si fida di bere l’acqua del rubinetto. Ma anche l’acqua conservata nelle bottiglie di plastica ha destato ultimamente sospetti, dal momento che viene conservata all’interno di un materiale che potrebbe deteriorarsi se non correttamente conservato. Se la riluttanza nel bere acqua del rubinetto è dovuta al gusto, è possibile conservare la caraffa poche ore in frigorifero o a temperatura ambiente, sarà sufficiente per rimuovere l’odore sgradevole del cloro. L’utilizzo di caraffe con i filtri permetterà invece di depurarla al massimo.
Per gli spostamenti, è possibile invece optare per le numerose borracce coibentate senza BPA (bisfenolo A) e additivi in circolazione.

10. Riparare, regalare o vendere, mai buttare!
Ogni anno nel mondo vengono buttate via 600.000 tonnellate di oggetti potenzialmente riutilizzabili. Molti di questi dispositivi scartati sono dispositivi elettronici riparabili o che richiederebbero soltanto una buona manutenzione per garantirne un ciclo di vita più lungo.
Molte riparazioni sono piuttosto semplici, come la sostituzione di una guarnizione o di una cinghia, o la pulizia di filtri o una pompa di scarico.
Uno dei vostri apparecchi non funziona più o non funziona correttamente? Prima di gettare la spugna, sarebbe opportuno capire la gravità del problema e se basta una semplice riparazione a rimettere in funzione il vostro elettrodomestico. In generale, prima di buttar via un prodotto, è bene porsi le seguenti domande:
• Questo prodotto può essere riparato? Se è così, e se la riparazione non richiede l’intervento di un tecnico, provate a farlo da soli attraverso i numerosi tutorial disponibili sul web
• Può servire a un’altra persona? Molti siti online consentono di vendere oggetti usati, persino su Facebook!
Naturalmente ci sono molte altre abitudini da adottare per ridurre la produzione di rifiuti. La cosa più importante è smettere di credere che questi pochi atti isolati non facciano la differenza. Questa persistente idea che agire nel nostro piccolo non cambierà nulla, porta inevitabilmente a non agire per nulla. Al contrario, ogni gesto conta e proprio la somma di queste piccole azioni individuali spronerà le istituzioni, le aziende e gli altri individui ad agire correttamente a supporto e in difesa del nostro pianeta.
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SOS Ricambi è una società francese, fondata nel 2008 da Olivier de Montlivault. Fa parte della tendenza del “Do It Yourself” e permette di abbassare notevolmente i costi di manutenzione dei propri elettrodomestici, rendendoli 4 o 5 volte meno cari rispetto ai classici servizi post vendita, di assistenza e riparazione. È composta da un team di quindici persone che lavorano presso gli stabilimenti di La Verrière nel dipartimento di les Yvelines. SOS Ricambi è in continua evoluzione da anni e offre oggi ricambi per oltre 250.000 modelli di elettrodomestici che vanno dalle aspirapolveri ai frigoriferi, dalle lavatrici ai robot da cucina.
Per altre informazioni: https://www.sos-ricambi.it o https://www.facebook.com/sosricambi/


Tipologie: Ristorazione.

YogAyur Bistrot

Un centro per il proprio benessere che prevede classi con differenti stili di yoga, pilates e meditazione; trattamenti e massaggi shiatsu, ayurvedici, thailandesi, bagno turco.
Bistrot con menu che cambia ogni settimana: propone piatti vegetariani con varianti vegane, crudiste e per intolleranti al glutine tutto a base biologica, stagionale e naturale. Alcuni prodotti provengono dall’orto personale della chef Catia Briganti e tra i fornitori Grezzo – Raw Chocolate e Piccola Bottega Merenda, presenti nella Guida Eco in città. Da provare estratti, spremute, frullati, Golden Milk, Indian Chai. A pranzo riso o cereali antichi, insalate, zuppe, creme, formaggi di latte crudo, uova in tanti modi.
Aperitivo con vini bio e birra del Birrificio San Biagio. Tanti gli eventi dedicati alla consapevolezza (laboratori di scrittura creativa, floreali, workshop ayurverdici).


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Earth Day: i Chioschi dell’acqua, un aiuto per il Pianeta

Il 22 aprile si celebra la giornata mondiale della terra ed è l’occasione per riflettere sulle modalità più efficaci per preservare la salute della Terra il più a lungo possibile.

Grazie a numerose campagne mediatiche e istituzionali si è creato un forte movimento #PlasticFree in numerosi Paesi del mondo e che ha portato alla abolizione, in Europa, della plastica monouso (cannucce, piatti, stoviglie, etc..) entro il 2021. Le materie plastiche, infatti, costituiscono l’85% dei rifiuti marini e, eliminando le plastiche usa e getta eviteremo l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2.

“Abbandonare il consumo di acqua in bottiglia – sostiene Lauro Prati, Presidente di Associazione Aqua Italia/ANIMA-Confindustria – in favore di quella del sindaco è l’evoluzione che auspichiamo possa prendere piede e che ha già visto la luce negli ultimi anni con la creazione di oltre 2000 Chioschi dell’acqua sul territorio italiano”.

I Chioschi dell’acqua sono un servizio al cittadino, che offre acqua trattata, refrigerata e/o gasata, volto a ridurre e limitare le emissioni di gas serra (2002/358/CE) e orientato a modificare gli attuali modelli di consumo in ambito di prevenzione dei rifiuti (2008/98/CE), oltre ad essere una attività finalizzata all’attuazione del principio dello sviluppo sostenibile (D.lgs. 3 aprile 20116 n. 152 (TUA)).

Basti pensare che un Chiosco dell’acqua da cui vengono prelevati 300.000 litri all’anno si ottengono:

• 200.000 bottiglie di PET da 1,5 l prodotte in meno;

• 60.000 kg di PET in meno (30g/bottiglia);

• 1.380 kg di CO3 risparmiati per la produzione di PET;

• 7.800 kg di CO2 inameno per il trasporto (stimando una media di 350km)


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22 aprile: Giornata Internazionale della Terra. Facciamo la festa al Pianeta

Da quasi 50 anni, il 22 aprile in tutto il mondo si celebra la Giornata della Terra, un momento per riflettere su temi importanti come la protezione dell’ambiente e la salvaguardia di ogni forma di vita e delle risorse naturali. Nel 2019, la ricorrenza coincide con Pasquetta, una giornata che, da tradizione, viene trascorsa all’aria aperta, magari facendo un pic nic sul prato, una passeggiata al mare o una gita fuori porta.

“Mi fa piacere che quest’anno ci sia una coincidenza di queste date, la Giornata della Terra è un po’ come il compleanno del nostro pianeta, un giorno in cui dobbiamo rivolgergli un pensiero in più, e, magari, trascorrerlo proprio a contatto con lui. – Ha detto Barbara Molinario, Presidente di Road to green 2020, associazione per la promozione della sostenibilità. – E visto che è scortese presentarsi ai compleanni a mani vuote, ecco potremmo fare un bel regalo alla Terra, quello di adottare, almeno per questo giorno, una serie di comportamenti corretti, e, magari, mantenerli anche nei giorni a venire”.

GIORNATA DELLA TERRA: COSA FARE E COSA NON FARE

Acqua: un bene preziosissimo per la sopravvivenza di ogni forma di vita. Talvolta, si può avere l’impressione che sia una risorsa inesauribile, ma non è assolutamente così! Impariamo a prestare attenzione e a non sprecarla. Ad esempio, chiudete sempre il rubinetto mentre vi lavate i denti o vi insaponate i capelli sotto la doccia. In generale, non lasciate mai scorrere l’acqua se non la state utilizzando.
Spengete le luci non necessarie: se lasciate una stanza, non ha senso che la luce resti accesa, se vi trovate in cucina, spengete le lampade nel corridoio. Imparate anche ad ottimizzare il dispendio energetico, ovvero, se state leggendo un libro a letto o in poltrona, non serve la luce di un intero lampadario, magari con 5 o 6 lampadine, meglio un abat-jour o una lampada più piccola. Ne guadagnerete anche in bolletta.
No alla plastica: piatti e bicchieri usa e getta sono pratici e veloci, ma hanno un enorme impatto ambientale, così come le buste di plastica. Almeno per questo giorno, scegliamo le alternative compostabili, come le stoviglie usa e getta ottenute da scarti alimentari. Portate, inoltre, sempre con voi delle sportine in stoffa, ne esistono anche di molto resistenti. Potrete riutilizzarle infinite volte.
Pic nic pulito: le scampagnate sono belle, ma bisogna avere cura di lasciare tutto come si è trovato. Niente spazzatura lasciata a terra! Portate con voi diversi sacchetti, nei quali potrete mettere i rifiuti prodotti, suddividendoli per tipo di materiale, così da smaltirli poi nel modo adeguato.
Svuotiamo il frigo: lo spreco alimentare è un enorme problema della società occidentale. Molti alimenti o gli avanzi dei pasti precedenti, finiscono essere per essere dimenticati, scadendo o andando a male. Prestiamo maggiore attenzione, su internet è possibile trovare moltissime ricette per utilizzare gli avanzi. Magari, potete decidere di metterli nel cestino del pic nic di Pasquetta.
Riduciamo i rifiuti: da tempo è stato lanciato il movimento Zero Waste, che invita i sostenitori ad adottare comportamenti per ridurre al minimo la produzione di rifiuti. Per dare il proprio contributo, basterebbe fermarsi a pensare se ciò che stiamo per gettare via, può essere riutilizzato almeno un’altra volta in qualche modo. Un piccolo passo, che potrebbe, però, dare grandi risultati.


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Dal 22 aprile la settimana “Fashion revolution” per una moda sostenibile ed etica

Per far sentire con più forza la voce del mondo del Commercio Equo e solidale, Altromercato, altraQualità ed Equo Garantito hanno deciso di costituire una partnership a sostegno dell’iniziativa di Fashion Revolution che quest’anno si terrà dal 22 al 28 aprile.

La campagna internazionale Fashion Revolution chiama a raccolta per una settimana, in più di 50 Paesi del mondo, tutti coloro che vogliono creare un futuro etico e sostenibile per la moda, chiedendo maggiore trasparenza lungo tutta la filiera fino al consumatore.

Sarà questa un’importante occasione per promuovere una maggiore consapevolezza rispetto a ciò che si nasconde dietro ai vestiti che indossiamo e dell’impatto globale della moda, seconda industria più inquinante al mondo dopo quella petrolifera. L’obiettivo è catalizzare un cambiamento positivo nella moda e dimostrare come un nuovo modello economico ed un consumo responsabile siano possibili, attraverso la valorizzazione di realtà che realizzano capi secondo una filiera etica, come avviene nel Commercio Equo e Solidale.

“I soci di Equo Garantito insieme ai produttori sono, ogni giorno, i protagonisti della rivoluzione dell’economia da oltre 25 anni. Fashion Revolution è una campagna che chiede a tutti di mettere la faccia per cambiare il modello produttivo del fast fashion e sensibilizza i cittadini nel loro ruolo di consumatori” commenta Giovanni Paganuzzi – Presidente Equo Garantito.

“Da 15 anni altraQualità si occupa di moda etica: un impegno costante, come parte di un movimento che è andato crescendo. La consapevolezza dei consumatori rispetto all’impatto sociale e ambientale della produzione di abbigliamento è cresciuta, ma il cambiamento pare ancora lontano. Al sistema moda chiediamo trasparenza e un limite alla voracità del loro modo di fare impresa.

Ai consumatori chiediamo di informarsi e di agire, per costruire un futuro diverso in cui il consumo non sia il cuore del sistema economico e in cui il lavoro torni ad assumere la dignità che gli spetta” aggiunge David Cambioli – Presidente cooperativa altraQualità.

“Il 23 e 24 aprile i nostri consumatori, i nostri soci, i nostri volontari saranno ambasciatori di Fashion Revolution nelle Botteghe Altromercato, luoghi nei quali la moda etica e i diritti sono da sempre protagonisti. Il Commercio Equo e Solidale realizza ogni giorno un modello economico in cui al centro ci sono le persone. Sarà una grande azione collettiva a livello nazionale, invitiamo tutti a venirci a trovare. Vi aspettiamo” commenta Cristiano Calvi – Presidente Altromercato.

L’AZIONE: DIVENTA PROTAGONISTA DI FASHION REVOLUTION

La campagna pone a tutti i consumatori una semplice domanda: “Chi ha fatto i miei vestiti?”. Per rispondere basterà indossare gli abiti al contrario, conl’etichetta bene in vista, fotografarsi e condividere le foto attraverso i social mediacon l’hashtag #WhoMadeMyClothes e #FashRev , taggando Altromercato, altraQualità ed Equo Garantito.

Nelle Botteghe aderenti sarà possibile partecipare all’iniziativa, in particolare nelle giornate del 23 e 24 aprile. A questo link si può scoprire come fare per partecipare: https://www.altromercato.it/it_it/fashion-revolution-2019/

FASHION REVOLUTION

Fashion Revolution nasce in Gran Bretagna da un’idea di Carry Somers e Orsola De Castro, pioniere del fair trade,per ricordare l’anniversario della strage di Rana Plaza a Dhaka, in Bangladesh, dove il 24 aprile 2013il crollo del polo produttivo tessile hanno perso la vita 1133 operai e oltre 2500 persone sono rimaste ferite.

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ALTROMERCATO

Altromercato è la principale realtà di Commercio Equo e Solidale italiana e tra le più grandi al mondo. È una Impresa Sociale formata da 105 Soci e 225 Botteghe, gestisce rapporti con 190 organizzazioni di produttori in oltre 40 paesi, nel Sud e nel Nord del mondo. Il lavoro di centinaia di migliaia di artigiani e contadini viene rispettato ed equamente retribuito, perché si basa su una filiera trasparente e tracciabile, che tutela i produttori, l’ambiente e garantisce la qualità dei prodotti.

Altromercato propone prodotti che hanno una caratteristica comune: sono buoni per chi li sceglie e per chi li produce. La sua gamma si compone di prodotti alimentari, molti dei quali biologici, anche freschi e una selezione di prodotti tipici italiani (Solidale Italiano), una linea di igiene e cosmesi naturale (Natyr), articoli di artigianato per la casa e ricorrenze, abbigliamento e accessori della linea di moda etica.

Le principali referenze sono presenti anche in 1500 punti vendita della grande distribuzione e 2000 negozi specializzati bio, oltre che in ristoranti, mense scolastiche, bar ed erboristerie, Gruppi di Acquisto Solidale.

Con Altromercato si alimenta un’economia sana, un circolo virtuoso – dal produttore al consumatore – che dura da trent’anni, uno stile di vita sostenibile per tutti.

http://www.altromercato.it

ALTRAQUALITÀ

Dal 2002 lavora in ambito Fair Trade sviluppando, importando e distribuendo prodotti alimentari, tessili e artigianali realizzati da realtà etiche e sostenibili di vari paesi dell’Asia, America Latina e Africa. È stata la prima realtà italiana a sviluppare una linea completa di abbigliamento e accessori interamente etica e solidale e a proporre t-shirt personalizzabili sostenibili ed etiche al 100% perchè certificate biologiche e Fairtrade.

Tutti i progetti di altraQualità si sviluppano secondo una filiera trasparente e garantita senza sfruttamento del lavoro, una scelta di sostenibilità che negli anni ha loro permesso di crescere, dimostrando che un modello economico eticamente connotato può essere una concreta alternativa.

www.altraq.it

EQUO GARANTITO

Equo Garantito è l’associazione di categoria di oltre 70 organizzazioni di Commercio Equo e Solidale italiane. Rappresenta nel Paese, nella società civile, con i media e le istituzioni locali e nazionali le esperienze e la cultura dei suoi Soci: organizzazioni non profit e Botteghe del Mondo che promuovono i prodotti e i principi di un’economia di giustizia fondata sulla cooperazione e su relazioni paritarie tra i soggetti che partecipano alla realizzazione di un bene.

È depositaria della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale e gestisce il Registro Italiano delle Organizzazioni di Commercio Equo e Solidale attraverso un sistema di controllo certificato.

www.equogarantito.org


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#MilanoCambiaAria la campagna del Comune di Milano e ATM per sensibilizzare i cittadini

Il Comune di Milano e ATM promuovono l’utilizzo dei mezzi pubblici in favore di una mobilità sempre più sostenibile. Si tratta del primo soggetto della campagna #MilanoCambiaAria che ha l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini ad adottare stili di vita consapevoli nel rispetto dell’ambiente, attraverso azioni quotidiane, come la scelta del mezzo pubblico per gli spostamenti in città.

La campagna si svilupperà nei prossimi mesi anche con due nuovi soggetti, uno sulla mobilità sostenibile orientata alla scelta della bicicletta e l’altro sulla raccolta differenziata.

Con una visione strategica e responsabile, ATM ha avviato già dal 2018 un Piano Full Electric che prevede la completa conversione della flotta autobus in veicoli a emissioni zero interamente alimentati da energia elettrica, entro il 2030.

Tutto ciò porterà a una riduzione del consumo di gasolio pari a 30 milioni di litri e a una diminuzione delle emissioni di CO2 pari a 75mila tonnellate all’anno.

Coerentemente con questo obiettivo, ad oggi ATM utilizza esclusivamente “Energia Verde” con Garanzia di Origine che permette di ridurre di circa 100 mila tonnellate all’anno le emissioni di anidride carbonica. Inoltre, il 70% delle percorrenze gestite da ATM è svolto da mezzi alimentati da energia elettrica.

Una scelta condivisa e necessaria per migliorare la qualità dell’aria, dove le azioni di ciascuno contribuiscono a migliorare la vivibilità della città.


Categorie: Nazionali e News.

CS ALTROMERCATO, UNA SOPRESA BIO FAIR TRADE CHE RENDE LA PASQUA DAVVERO BUONA

Le proposte per la Pasqua 2019 di Altromercato, la principale Organizzazione di Commercio Equo e Solidale in Italia, sono sostenibili, uniche e creative. Si spazia dai classici della tradizione ai dolci colorati e divertenti per i più piccoli, tutti prodotti davvero buoni, per i produttori, per l’ambiente e per chi li gusterà.

Le uova in cioccolato, simbolo per eccellenza della Pasqua, sono realizzate con ingredienti equosolidali e biologici al 100%. Il cacao e il burro di cacao di elevata qualità provengono dall’America Latina, l’inconfondibile zucchero di canna bio da Manduvirà, socio di Altromercato che opera in Paraguay.

Le uova di cioccolato al latte e fondente sono disponibili in nuovi diversi formati, dal più piccolo di 150 g al più grande da 270 g, per soddisfare tutti i gusti, le età e i livelli di golosità.

Tra le novità 2019 troviamo due eleganti confezioni regalo che racchiudono un uovo “gourmet” di delizioso cioccolato fondente o finissimo cioccolato al latte, entrambi arricchiti con golosa granella di nocciole, un sapore del tutto esclusivo per i palati più sofisticati.

Tutte create a mano le sorprese solidali delle uova di Pasqua. Vengono da tre continenti gli animaletti dal mondo e i pupazzetti a dito che gli artigiani e le artigiane di Sri Lanka (Selyn), Nepal (Children Nepal) e Perù (Ecco Exe) realizzano con materiali naturali, come lana e cotone.

LA PREZIOSA CARTA SETA, FATTA A MANO E RIUTILIZZABILE

Grazie alle artigiane bengalesi Altromercato propone il packaging sostenibile e riciclabile. Le uova da 270 g e 200 g sono avvolte in carta seta, così chiamata per l’effetto texture, lucente e trasparente. Il processo di lavorazione 100% artigianale della carta seta si compone di varie fasi: dalla creazione della carta con cellulosa in particolari telai, alla tintura, fino alla decorazione con motivi floreali, utilizzando l’antica tecnica del blockprint e l’asciugatura al sole.

La carta seta di Prokritee, in Bangladesh, permette a oltre 1.500 donne, grazie al Commercio Equo e Solidale, di avere un reddito sicuro, svolgere una vita dignitosa e mandare a scuola i figli. La preziosa carta seta può essere usata ancora molte volte. Gialla, verde, azzurra, arancio o lilla, si può riutilizzare per impacchettare i regali con un materiale prezioso e naturale oppure per creare qualcosa di nuovo e veramente unico.

IDEE ORIGINALI PER I PIU’ PICCOLI E I PIU’ GRANDI

Non possono mancare le piccole delizie per una festa equa e solidale. I più piccini, ma non solo, apprezzeranno i simpatici coniglietti “bio” di cioccolato finissimo al latte e i golosi ovetti confettati (entrambi disponibili in Bottega), ripieni di crema alla nocciola e con copertura di cioccolato fondente. Dai colori freschi e primaverili, con le nuance del giallo, verde e arancio, danno il benvenuto alla bella stagione e possono decorare gioiosamente la tavola.

Immancabile nel pranzo di Pasqua il dolce della tradizione, la Paloma, soffice come una colomba, con una croccante copertura di zucchero bio e fair. La specialità è le glassatura con mandorle eque della Palestina, un simbolo di libertà per chi vive nella zona di Jenin accanto al muro di separazione. Qui oltre 200 famiglie di contadini sono coinvolte nella raccolta. Un dolce della tradizione italiana che ci fa sentire vicini al mondo.

I dolci delle feste Altromercato sono davvero buoni, perché acquistando un prodotto eccellente goloso e forte della migliore tradizione, sostieni i produttori, nel segno di un mondo migliore e più giusto, per tutti.

Tutte le proposte pasquali sono disponibili nelle Botteghe Altromercato in tutt’Italia, nella Bottega online e in alcuni punti vendita selezionati.

ALTROMERCATO

Altromercato è la principale realtà di Commercio Equo e Solidale italiana e tra le più grandi al mondo. È una Impresa Sociale – società cooperativa formata da 105 Soci e 225 Botteghe, gestisce rapporti con 190 organizzazioni di produttori in oltre 40 paesi, nel Sud e nel Nord del mondo. Il lavoro di centinaia di migliaia di artigiani e contadini viene rispettato ed equamente retribuito, perché si basa su una filiera trasparente e tracciabile, che tutela i produttori, l’ambiente e garantisce la qualità dei prodotti.

Altromercato propone prodotti che hanno una caratteristica comune: sono buoni per chi li sceglie e per chi li produce. La sua gamma si compone di prodotti alimentari, molti dei quali biologici, anche freschi e una selezione di prodotti tipici italiani (Solidale Italiano), una linea di igiene e cosmesi naturale (Natyr), articoli di artigianato per la casa e ricorrenze, abbigliamento e accessori della linea di moda etica.

Le principali referenze sono presenti anche in 1500 punti vendita della grande distribuzione e 2000 negozi specializzati bio, oltre che in ristoranti, mense scolastiche, bar ed erboristerie, Gruppi di Acquisto Solidale.

Con Altromercato si alimenta un’economia sana, un circolo virtuoso – dal produttore al consumatore – che dura da trent’anni, uno stile di vita sostenibile per tutti.

http://www.altromercato.it


Tipologie: Editoria e cultura.

Coworking Milano

“Hai un ufficio? Hai una scrivania libera? Allora perché non provi a guadagnare qualche euro con il coworking? E’ anche un modo per avere contatti professionali nuovi e stimolanti. Se vuoi farlo con il marchio Cowo® avrai un pacchetto collaborativo, utile per iniziare, a partire da 250 euro per un anno”.
Ecco la presentazione per questa nuova maniera di collaborare e suddividere le spese: del resto, non tutti hanno bisogno di un ufficio intero per svolgere la propria attività.
La rete “Cowo” conta 77 coworking, in 45 città. A Milano ci sono molti spazi già avviati per la condivisione e tutti gli indirizzi sono sul sito.

 


Tipologie: Infanzia.

Citta’ del Sole Legnano

Città del Sole seleziona i migliori giochi da tutto il mondo, scegliendoli senza pregiudizi sia dalle grandi marche che nelle produzioni artigianali. Ha una predilezione per i giochi tradizionali e ne ha salvati diversi dall’estinzione selezionando anche tra le novità con curiosità e interesse. Nel suo vasto assortimento compaiono molti giochi di provenienza anglosassone, perché in quella cultura è più sviluppato che altrove il valore del gioco educativo, ma anche dalla Francia, dai paesi scandinavi, dall’est europeo e naturalmente dall’Italia. Una parte dei giochi è prodotta in Cina, quindi nel caso vogliate acquistare solo quelli realizzati nel nostro paese soffermatevi sulle etichette.


Categorie: Nazionali e News.

Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile: si possono creare 800 mila posti di lavoro

In Italia e possibile dare un forte impulso ad uno sviluppo sostenibile e a un aumento importante dell’occupazione affrontando con misure adeguate alcune grandi problematiche ambientali. Tra queste la crisi climatica, con la riduzione dei consumi di energia nelle case, nelle scuole e negli uffici e con un forte aumento delle energie rinnovabili; i forti impatti generati dallo spreco di risorse e dallo smaltimento dei rifiuti accelerando il cambiamento verso l’economia circolare; il miglioramento delle città con un programma rigenerazione urbana; un percorso per una mobilità sostenibile
La Fondazione per lo sviluppo sostenibile, in collaborazione con gli economisti di Cles Srl, ha calcolato che realizzando le misure per raggiungere questi i 5 obiettivi green si attiverebbero circa 190 mld di investimenti con circa 682 miliardi di aumento della produzione e 242 mld di valore aggiunto, creando circa 800.000 nuovi posti di lavoro al 2025. Questo scenario è analizzato nello studio “Rilanciare l’economia e l’occupazione in Italia con misure e politiche al 2025 per 5 obiettivi strategici di green economy”, presentato a Roma in occasione del Meeting di primavera, in preparazione degli Stati generali della green economy del 2019.

“Lo studio-sottolinea Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo Sostenibile- documenta come sia arretrato il pregiudizio che porta a ritenere che ogni misura ambientale sia solo un costo economico e come, invece, servano misure ambientali efficaci per prevenire e ridurre costi crescenti generati dalla crisi climatica, da un modello lineare di economia, da città inquinate e congestionate. E come queste misure possono essere oggi anche una formidabile leva di nuovo sviluppo sostenibile e di nuova occupazione”.

Ecco una sintesi degli obiettivi, delle misure per raggiungerli e dei loro impatti economici e occupazionali :
1° Obiettivo: Una più efficace riduzione dei consumi di energia in edifici, scuole e uffici ristrutturando 35 mln di m2 dei quali un terzo a bassissimi consumi energetici. Oltre il 40% dei consumi energetici finali in Italia è riconducibile al settore residenziale e terziario: si tratta del comparto più energivoro del Paese. Per compiere questa vasta operazione di risparmio energetico sia su edilizia pubblica che privata sono necessari investimenti di 19,3 mld in sei anni (8 mld per i pubblici e 11,3 mld per i privati). I primi potrebbero essere finanziati spostando l’intera dotazione del conto termico su questi interventi. Per quanto riguarda il settore privato, abitazioni e uffici, si potrà continuare ad utilizzare il meccanismo dell’ecobonus che potrebbe arrivare a finanziare il 75% degli interventi Questi dovrebbero essere affiancati per la parte rimanente (25%) delle ristrutturazioni energetiche profonde da un meccanismo di prestito agevolato alimentato dal Fondo nazionale per l’efficienza energetica, integrandolo ed estendendolo fino al 2025. Questi investimenti creerebbero un incremento della produzione quantificabile in circa 62,7 mld€, un incremento del valore aggiunto di circa 23,4 mld€ e 130.600 nuovi occupati al 2025.

2° Obiettivo: Un forte aumento delle rinnovabili elettriche, termiche e carburanti. arrivando al 2025 a 2Mtep per allinearsi agli obiettivi di Parigi. Al 2025 le rinnovabili elettriche dovrebbero raggiungere il 50% dei consumi, le rinnovabili termiche dovrebbero aumentare di circa il 33% e bisognerebbe alzare il tetto per il biometano fino a 1,5mld m3, con investimenti totali pari a 104mld€ al 2025. Per raggiungere questi obiettivi è necessario rendere più efficaci le normative e le procedure esistenti (semplificazione degli iter di sostegno e di autorizzazione degli impianti e infrastrutture ecc) e sono necessari strumenti economici idonei. Per finanziare la parte non coperta dai meccanismi esistenti, questo studio propone di istituire un Fondo nazionale per la transizione energetica alimentato da diverse fonti: i proventi dell’Ets, parte dei sussidi ambientalmente dannosi, l’introduzione di un sistema di carbon pricing, utilizzando parte dei proventi anche per ridurre il prelievo sul lavoro, da applicare anche al contenuto di carbonio dei prodotti importati con una climate border tax. Queste misure e questi investimenti creerebbero un incremento della produzione di 335,7 mld€, un valore aggiunto di 115,8 mld€ e un aumento dell’occupazione di 312.000 unità al 2025.

3°Obiettivo: Realizzare un rapido cambiamento verso l’economia circolare aumentando il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti, promuovendo riparazioni e leasing. Recependo e attuando il pacchetto di Direttive europee in materia di rifiuti e di economia circolare, l’Italia dovrebbe anticipare al 2025 l’obiettivo europeo del 60% di riciclo di rifiuti urbani e assimilati fissato al 2030, attraverso una raccolta differenziata di oltre il 70%. Portare il riutilizzo e la preparazione per il riutilizzo al 10% dei rifiuti urbani. Anticipare al 2025 l’obiettivo europeo del 70% in peso di riciclo degli imballaggi fissato al 2030 e gli obiettivi di riciclo delle diverse filiere, con particolare attenzione al 55% delle plastiche. Aumentare la raccolta della frazione organica dei rifiuti urbani, adeguare la disponibilità degli impianti e migliorare almeno il 50% degli impianti esistenti per la produzione di biometano. Aumentare all’80% il riciclo dei rifiuti speciali. Migliorare il riciclo di qualità degli inerti da costruzione e demolizione e di altri rifiuti. Aumentare il riutilizzo dei rifiuti speciali. Incrementare al 2025 il settore delle riparazioni del 25% e quello del leasing del 15%. Questo cambio di passo ha bisogno di alcuni adeguamenti normativi (normativa End of Waste, più consistente applicazione del Gpp, semplificazioni), insieme ad un rapido recepimento del nuovo pacchetto di Direttive. Gli investimenti per queste misure sono quantificati in 11,1 mld e genererebbero un incremento della produzione quantificabile in oltre 104,5 mld€, un valore aggiunto di 38,5mld e oltre 149.000 occupati al 2025.

4° Obiettivo: Una migliore qualità della città con un programma di rigenerazione urbana. Le città più avanzate e dinamiche nel mondo sono quelle che hanno puntato su programmi di rigenerazione urbana secondo il modello delle green city. Il nuovo Programma di rigenerazione urbana per il periodo 2020-2025 dovrebbe essere fondato su una strategia integrata per le diverse politiche settoriali, attraverso il recupero delle aree dismesse, la manutenzione del patrimonio edilizio, l’housing sociale, misure di adattamento climatico, infrastrutture verdi. Per raggiungere questi obiettivi si potrebbe utilizzare uno strumento simile al Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, con un nuovo bando che ripartisca fra lo Stato e le Regioni 2 miliardi di euro l’anno dal 2020 al 2025. Il programma permetterebbe una crescita della produzione di oltre 93 mld€, un valore aggiunto di oltre 35 mld €e nuova occupazione di oltre 96.000 unità al 2025.

5° Obiettivo: Una mobilità urbana più sostenibile per abbattere smog e congestione. Per passare ad uno nuovo sistema di mobilità occorre incrementare la mobilità condivisa sia quella dei mezzi pubblici con un consistente rinnovo del parco autobus e almeno 4.000 Km di nuove corsie preferenziali, sia potenziando i sistemi innovativi di sharing mobility. Occorre inoltre potenziare la mobilità ciclo pedonale realizzando, entro il 2025, 13.000 km di nuove piste ciclabili e promuovere l’elettrificazione dei veicoli e stendendo fino al 2025 l’incentivo previsto dalla legge di bilancio 2019 non solo alle auto e agli scooter ma anche ai veicoli commerciali leggeri, ai quadricicli e alle biciclette. Questo piano che prevede un investimento di 26 mld potrebbe produrre un incremento della produzione pari a circa 86 mld€, del valore aggiunto di 29 mld€ e un aumento dell’occupazione di oltre 111.000 unità di lavoro al 2025.


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#IoSonoMare – Campagna sul mare e per il mare del Ministero dell’ambiente, Ispra, Snpa

Viene presentata oggi la campagna #IoSonoMare, promossa dal sottosegretario di Stato all’Ambiente on. Salvatore Micillo, con la Direzione Generale per la Protezione Natura e Mare del Ministero dell’Ambiente, ISPRA e SNPA. Una serie di iniziative, che si svolgeranno nei prossimi mesi, per valorizzare l’attività di monitoraggio sull’ambiente marino che il Ministero dell’Ambiente svolge costantemente da anni, in collaborazione con ISPRA, le Regioni, le ARPA costiere e le Aree Marine Protette.

“La campagna #IoSonoMare nasce dalla volontà di raccontare ai cittadini lo stato del mare, ma soprattutto quanto lo Stato fa per il mare. È giusto e importante che i risultati delle indagini vengano condivisi e diventino patrimonio di tutta la collettività – dichiara il sottosegretario Salvatore Micillo, con deleghe alla tutela del mare e all’educazione ambientale. I prossimi mesi saranno i mesi del mare, coinvolgeremo Università ed enti di ricerca e daremo evidenza a tutte le esperienze raccolte attraverso le attività di studio e controllo dei nostri mari.”

Un calendario di eventi sul territorio che si inaugura l’11 aprile, in occasione della “Giornata del mare e della cultura marina”, e che si concluderà il 2 dicembre con la 21° Conferenza delle Parti della Convenzione di Barcellona per la Protezione del Mar Mediterraneo dall’Inquinamento a Napoli, scelta come cuore del Mediterraneo per parlare di blue economy, clima, biodiversità e sviluppo sostenibile.

Un contenitore di ampio respiro all’interno del quale, in primis, verranno esposti e dibattuti i risultati del monitoraggio svolti in attuazione della Direttiva Strategia Marina, accessibili dal 27 marzo all’indirizzo http://www.db-strategiamarina.isprambiente.it

Con il supporto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, saranno organizzate giornate di presentazione dei risultati del monitoraggio a livello nazionale, focalizzando poi l’attenzione sullo stato di qualità degli ambienti marini di ciascuna regione e su tematiche specifiche dei diversi territori. Non solo, la campagna #IoSonoMare rappresenterà una straordinaria occasione di diffusione e condivisione delle conoscenze ed esperienze raccolte attraverso le attività di studio e controllo dei nostri mari, svolte soprattutto da organismi pubblici.

Il Conisma presenterà un premio, dedicato alla memoria del prof. Eugenio Fresi, per le più belle tesi di laurea elaborate sui dati acquisiti nell’ambito delle attività di monitoraggio svolte dal Ministero in attuazione della Direttiva Strategia Marina, mentre Unioncamere presenterà il “VII rapporto sull’Economia del Mare”.

Un’agenda in fieri, che dalla prossima settimana sarà pubblicata sui siti del Ministero dell’Ambiente e di ISPRA. Qualche anticipazione: un evento il 9 maggio a Genova all’interno di Slow Fish e a giugno a Napoli con un convegno ISPRA che illustrerà dati ed attività di ricerca in mare, quelle ad esempio legate alle emergenze da sversamento di inquinanti, ai controlli sulle piattaforme petrolifere, programmi di didattica e di scuola/lavoro.

“I dati ci consentono di avere chiare quali sono le criticità su cui intervenire con provvedimenti normativi e campagne di sensibilizzazione – spiega Micillo-. Per fare un esempio, il Ddl Salvamare, approvato pochi giorni fa in Consiglio dei Ministri, che permette ai pescatori di portare a riva la plastica raccolta con le reti durante le battute di pesca, o la #PlasticFreeChallenge lanciata dal Ministro Costa la scorsa estate, rispondono all’allarme dei rifiuti in mare, laddove sappiamo che il 95% dei rifiuti in mare aperto è plastica e parliamo di oltre 150 milioni di tonnellate”.

Durante la conferenza stampa il Presidente di ISPRA-SNPA Stefano Laporta illustra una prima elaborazione fatta da ISPRA sui risultati del programma di monitoraggio previsto dalla Strategia Marina, come da scheda allegata.

“I risultati del monitoraggio della Strategia Marina effettuato in Italia”, dichiara Stefano Laporta, Presidente ISPRA e SNPA, “mostrano un quadro non difforme da quello degli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Poiché il mare non ha confini, il problema va quindi affrontato insieme a tutti gli Stati coinvolti. L’Istituto, insieme al Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, è già operativo e siede nei tavoli tecnici internazionali, istituiti per trovare soluzioni che consentano di raggiungere obiettivi condivisi. Per usare una simbologia efficace, siamo tutti sulla stessa barca e occorre remare insieme per procedere in questo percorso”.

Link alla Strategia Marina:

http://www.db-strategiamarina.isprambiente.it

Link allo spot sulla Strategia Marina

Il dossier stampa è disponibile sul sito dell’ISPRA all’indirizzo www.isprambiente.gov.it.


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Legambiente presenta il primo rapporto sulla mobilità a emissioni zero in Italia

C’è una mobilità che cambia da nord a sud dell’Italia: una mobilità a emissioni zero, capace di ridurre lo smog e affrontare la sfida imposta dai cambiamenti climatici. Sempre più persone decidono di spostarsi in città con mezzi non inquinanti: in bicicletta o e-bike, con i mezzi pubblici a trazione elettrica, compresi i treni urbani o anche a piedi: nel caso di Milano questi spostamenti rappresentano ormai più del 50% del totale.

È quanto emerge dal rapporto Le città elettriche il primo rapporto sulla mobilità a emissioni zero in Italia, realizzato da Legambiente in collaborazione con MotusE (associazione per la mobilità elettrica) e presentato questa mattina a ExpoMove, la fiera sulla mobilità elettrica e sostenibile in corso alla Fortezza da Basso di Firenze, nell’ambito del convegno Mobilità elettrica nei comuni italiani, realizzato insieme a Anci e Rai Pubblica Utilità.

Il rapporto analizza i dati dei 104 capoluoghi italiani attraverso diversi indicatori: dalla disponibilità di mezzi elettrici, all’inquinamento, al tasso di motorizzazione, alla presenza di piste ciclabili, al modal share, realizzando una prima mappatura sull’offerta di mobilità a zero emissioni su tutto il territorio nazionale. Il tasso di motorizzazione cala in quasi tutte le città d’Italia e non è un caso se il capoluogo lombardo in vent’anni ha perso ben 100mila auto e guadagnato altrettanti abitanti, grazie a ad ambiziose politiche locali e agli strumenti che ne conseguono, tra tutti l’attivazione dell’Area B (low emission zone) dopo il successo dell’Area C (Congestion).

Sicuramente a farla da padrona in Italia è ancora una mobilità inquinata, congestionata, poco sostenibile, ma c’è una rivoluzione ormai in atto e con una crescita esponenziale. Le grandi città italiane, seppur con percentuali molto diverse e ancora lontane da Milano, riescono in ogni caso a combinare sistemi per consentire spostamenti non inquinanti ai propri cittadini. Lo studio di Legambiente riesce così a stimare e definire l’accessibilità, da parte dei cittadini a questi servizi, come la quota degli spostamenti con il mezzo pubblico o con servizi di sharing mobility. A Bologna ad esempio l’accessibilità raggiunge il 40% e gli spostamenti a zero emissioni (elettrici, bici, a piedi) rappresentano il 39%. A Torino a fronte di un’accessibilità (Tpl + bici +sharing) del 27% gli spostamenti zero emissioni sono il 40%; a Napoli i numeri evidenziano un 50% di movimenti che già avvengono con mezzi non inquinanti con un’accessibilità pari al 34%. Ancora, a Genova il 39% degli spostamenti è zero emissioni (accessibilità 36%); a Firenze il 17% (accessibilità 26%) e a Roma il 20% (accessibilità 27%).

«La sfida del clima è la più urgente, globale e difficile che abbiamo davanti per salvare il Pianeta – sottolinea Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente –. Ma rappresenta anche un’occasione unica per costruire concretamente una mobilità a emissioni zero, attraverso politiche capaci di riuscire a far crescere gli spostamenti in bici, a piedi, il trasporto pubblico e la mobilità elettrica. Dobbiamo convincerci del fatto che uscire dall’inquinamento che contraddistingue i nostri centri urbani è possibile e al contempo possiamo riappropriarci di piazze e strade, rendendo più vivibili e sicure le nostre città. Le storie e i numeri che raccontiamo nel nostro rapporto ci dicono che sono tanti i segnali positivi, con una disponibilità crescente dei cittadini a spostarsi con mezzi non inquinanti. Per dare il via a questa rivoluzione, però, servono scelte coraggiose e di sistema, politiche nazionale che fino ad oggi sono mancate perché non si può lasciare tutto alla buona volontà dei sindaci. Occorre dirottare le risorse economiche, destinate ieri come oggi a strade e autostrade, verso gli investimenti per le aree urbane, per rilanciare la ‘cura del ferro’ del trasporto pubblico e potenziare il trasporto ferroviario per offrire un’alternativa ai pendolari».

«Lo studio presentato oggi – spiega Andrea Poggio, responsabile Mobilità Sostenibile di Legambiente che ha curato il rapporto – non va letto come una classifica, piuttosto come l’inizio di una nuova rivoluzione nella mobilità urbana. Le novità sono almeno tre: nelle città ci si muove sempre di più, più ci si muove meno si usa l’auto di proprietà e, infine, ci si muove sempre più smart, connessi e multimodali. Si usano modalità e mezzi diversi anche per compiere lo stesso viaggio. La mobilità a zero emissioni, se demandata alla sola mobilità privata, con i pochi modelli proposti di auto e moto elettriche, tutti ancora piuttosto cari o poco competitivi, non ha i numeri oggi neppure per farsi vedere. La vera differenza la fa ovviamente ancora il mezzo pubblico, ma sarebbe un errore se si considerasse sufficiente. Il mezzo pubblico elettrico fa la differenza soprattutto se in città si va in bicicletta e ci sono servizi di sharing mobility. Insieme sono vincenti. Insieme sono in grado di ricondurre alla minoranza gli spostamenti con il motore a combustione privato».

Una rivoluzione, quella della mobilità elettrica, rappresentata anche dalla crescita esponenziale delle infrastrutture dedicate alla ricarica. Dallo scorso anno ad oggi – secondo l’elaborazione di Legambiente su dati EvWay a gennaio 2019 – si è passati da 2.368 a 5.507 prese disponibili omologate per automobili e ricariche veloci (> 11 kW) in tutta Italia e da 1.885 a 2.684 prese di ricarica per due ruote e ricariche lente (< 11 kW). I numeri, però, ci dicono che c’è un’Italia che viaggia a due velocità anche su questo fronte. In Lombardia è presente il maggior numero di prese per automobili: ben 1134, più che raddoppiate rispetto allo scorso anno (erano 519); mentre sono 499 quelle per le due ruote. In Trentino-Alto Adige troviamo 709 ricariche per auto (erano 354 nel 2018) e 200 per le due ruote. La Toscana si piazza al primo posto per le infrastrutture dedicate alle due ruote con ben 699 prese (sono 524 quelle per le auto). Anche in Veneto si è assistita a una crescita esponenziale delle infrastrutture per automobili e ricariche veloci passate in un anno da 144 a 528. Basilicata e Molise, invece, chiudono la classifica: per la prima regione appena 27 prese per auto e 7 per le due ruote, mentre nell’altra 8 e 5.

Legambiente ricorda che gli stessi piani del traffico delle città sono oggi condizionati, per legge, ai piani di mobilità sostenibile (PUMS). Ed è nella definizione di questi piani, di transizione alla mobilità a Zero Emissioni, che passa il cambiamento delle nostre città. Per il PUMS di Milano, ad esempio, «lo spazio pubblico è bene comune», non parcheggio di mezzi privati quindi, ma ad uso dei cittadini. Così come avviene anche in Europa: Parigi ha deciso di dimezzare lo spazio destinato a parcheggi e carreggiate.

Il rapporto, contiene anche 12 elettrostorie, racconti di buone pratiche già attivate nel territorio italiano. Si parte da Milano dove entro i prossimi anni il trasporto pubblico locale, sarà presto elettrico, rinnovabile e efficiente. Già oggi l’offerta di trasporto pubblico nella città metropolitana di Milano è potente, sia per entità (650 milioni di passeggeri all’anno), sia per il predominio della trazione elettrica, il 74% dell’offerta, con 960 vetture metropolitane, 535 tram e filobus in servizio, 30 autobus elettrici e idrogeno. Entro il 2030 sarà completata questa transizione. Ancora, l’esperienza del Campus di Savona, dell’Università degli studi di Genova, trasformato in una piccola smart city dove oltre a una microrete energetica intelligente sono state, tra le altre cose, installate anche 4 colonnine di ricarica per veicoli elettrici per promuovere una mobilità a zero emisioni. O come a Firenze dove il Comune ha sperimentato l’alleanza per flotte di taxi elettriche e a Ostuni (BR) dove si dimostra che anche spostarsi per turismo può essere sostenibile e a zero emissioni.

Il rapporto completo è disponibile al ink

https://www.legambiente.it/citta-mez-mobilita-emissioni-zero/