Risultati Ricerca per: ""

Categorie: Nazionali e News.

Comune di Matera e Terna: firmato protocollo per liberare la città dai tralicci

Il Sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, e l’Amministratore Delegato di Terna, Luigi Ferraris, hanno firmato oggi un protocollo d’intesa per la razionalizzazione della rete elettrica del Comune.
La firma di oggi, frutto del costante e proficuo dialogo tra l’Amministrazione comunale e Terna, porterà grandi benefici ambientali ed elettrici alla “Citta dei Sassi”, quest’anno nominata Capitale Europea della Cultura.

Il centro abitato e il territorio di Matera saranno liberati dalla presenza di 40 tralicci, permettendo così di restituire circa 37 ettari alla città. L’opera di razionalizzazione porterà anche importanti benefici al sistema elettrico locale, rendendolo più sicuro, efficiente e in grado di far fronte alla crescente produzione di energie rinnovabili e all’ampio sviluppo civile e industriale dell’area.

Il protocollo siglato oggi integra e migliora il precedente, firmato nel 2008, che ha già portato importanti benefici alla città grazie all’interramento di oltre 5 km della linea che attraversava il centro abitato. I nuovi interventi previsti dall’attuale protocollo permetteranno di interrare anche la linea elettrica che parte dalla cabina primaria di Matera e che percorre circa 6,5 km fino a Matera Nord. Relativamente al già previsto spostamento della linea elettrica Matera – Grottole – Salandra al difuori del centro abitato, il protocollo siglato oggi prevede alcune significative varianti migliorative al progetto.

Terna, confermando il suo approccio al dialogo con le comunità locali e in sinergia con l’Amministrazione Comunale, sarà a disposizione dei cittadini di Matera con i suoi tecnici nella giornata di venerdì 21 giugno, dalle ore 12 alle 19 per presentare gli interventi previsti dal protocollo e per rispondere alle domande della comunità locale.

“L’intervento di Terna sul territorio urbano – sottolinea il Sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri – ha una rilevante importanza paesaggistica per la città. L’interramento dei cavi di alta tensione, che segnano la collina del Castello, oltre a garantire condizioni di sicurezza maggiore per i cittadini, ci consente di ricomporre la dignità di particolari luoghi storici pur garantendo l’erogazione di servizi essenziali per la vita della comunità. Ringrazio per questo l’Amministratore delegato di Terna, Luigi Ferraris, che ha mostrato grande sensibilità e grande attenzione per la città Capitale europea della Cultura”.

“La valorizzazione dei territori è al centro dell’impegno di Terna – dichiara Luigi Ferraris, Amministratore delegato di Terna – e la firma di questo protocollo proprio nell’anno in cui la città è celebrata come capitale europea della cultura ci rende particolarmente orgogliosi. Demoliremo tutti i tralicci che attualmente sono presenti in diversi quartieri di Matera: da Via Annibale di Francia e Via Timmari alla Strada Statale 7, fino alla zona industriale. Gli interventi che ci impegniamo a realizzare, in stretta collaborazione con il Comune, sono il frutto di un approccio di dialogo con il territorio che rappresenta oggi, insieme alla sostenibilità delle opere e all’attenzione per l’ambiente, per il patrimonio artistico e per i territori, un valore imprescindibile nella strategia di Terna.”


Categorie: News e Roma.

Sapienza pensa sostenibile – Roma 17 e 18 giugno Orto Botanico

Lunedì 17 giugno alle 14.30, presso il Museo Orto Botanico, si terrà la prima giornata del convegno “Lo Sviluppo Sostenibile: Didattica, Ricerca & Innovazione nel campo agroalimentare per l’Agenda 2030”.

L’evento, organizzato da Sapienza Università di Roma, FAO e Segretariato Italiano di PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area), vuol essere momento di riflessione sul ruolo delle università, tra didattica e ricerca, nel raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. L’iniziativa è quindi in linea con il “Manifesto delle Università per la Sostenibilità”, documento condiviso da 75 università il 30 maggio scorso a Udine.

Il Convegno sarà l’occasione per un confronto sulla diffusione dei saperi attraverso risorse open-access, i sistemi di accreditamento e certificazione dei percorsi formativi e delle conoscenze, i corsi on line Mooc. Il dibattito si inserisce nel quadro di una più vasta riflessione sullo sviluppo di una didattica innovativa che in Sapienza sta interessando i corsi di studio in Biotecnologie agro-industriali, Scienze e tecnologie alimentari, Scienze dello sviluppo e della cooperazione internazionale, Tecnologie e gestione dell’innovazione e Scienze del turismo, Scienze, culture e politiche gastronomiche per il benessere.

In questa prospettiva, verranno illustrati le potenzialità e i risultati della collaborazione tra istituzioni pubbliche e private come il Gruppo di lavoro sui sistemi agroalimentari sostenibilità della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università italiane), Fondazione Barilla, Sustainable Development Solutions Network (Sdsn), Sdg Academy e l’Università di Siena e del partenariato che Sapienza e la Fondazione PRIMA hanno con la FAO.

All’evento, che si concluderà martedì 18 giugno, parteciperanno i maggiori esperti del settore. Ad aprire i lavori saranno i saluti del Rettore della Sapienza Eugenio Gaudio, a cui seguiranno i contributi di Fabio Attorre, Direttore dell’Orto botanico; di Maria Maddalena Altamura, Direttrice del Dipartimento di Biologia ambientale della Sapienza, di Bruno Botta prorettore alle Relazioni internazionali della Sapienza e da Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione PRIMA e docente dell’Università di Siena.

Saranno, inoltre, presenti i giovani vincitori, con il progetto “LUISA Storytelling”, dell’Hackathon per gli Sdgs, evento tra innovatori organizzato da Fao, PRIMA e Future Food Institute nell’ambito di Exco 2019, la prima fiera della cooperazione internazionale”. Luisa è una piattaforma di sensibilizzazione ai temi della sostenibilità che, a prescindere dall’età e dalla scolarizzazione, attraverso storie concrete ha lo scopo di raggiungere gli obiettivi dell’agenda 2030. La prima di queste storie è ispirata a Luisa Guidotti Mistrali, medico missionario, uccisa nel 1979 mentre svolgeva il suo lavoro in Africa e dà il nome alla piattaforma.

Nel corso della due giorni verrà, infine, illustrato il programma PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area), che, con la sua azione, promuove la collaborazione tra i Paesi della costa nord e sud del Mediterraneo per la gestione efficiente delle risorse idriche, agricoltura sostenibile, catena del valore alimentare, anche nella prospettiva del cambiamento climatico e delle migrazioni. In particolare sarà illustrato lo studio dell’Università di Siena AgriFoodMed Delphi 2019, che tra l’altro, indica le aree di policy sulle quali gli esperti ritengono che sia fattibile e urgente intervenire, fornendo una agenda delle priorità a breve e medio termine.

Dichiarazioni

“Questo appuntamento riveste una grande importanza soprattutto perché mette in evidenza il ruolo che il mondo delle università può svolgere in un processo di salvaguardia ambientale e di sostenibilità per il pianeta. Mettere a servizio di questo processo le competenze interne delle università e la valorizzazione dell’educazione universitaria per la sostenibilità sono un impegno ma anche un dovere per la Sapienza. E’ importante sapere che alleati importanti come la FAO e il Segretariato italiano della Fondazione PRIMA ci accompagnano.”

Rettore Sapienza Università di Roma Eugenio Gaudio

“L’adozione di un approccio sistemico multidisciplinare per la definizione di nuovi percorsi di sviluppo è la vera sfida per l’attuazione dell’Agenda 2030: questo realmente corrisponde oggi allo “Sviluppo Sostenibile”. Per attuare questo cambiamento è indispensabile pensare ad una nuova didattica, dalle scuole primarie all’università, che non solo includa le parole chiave, che abbiamo imparato ad utilizzare in questi anni (risparmio energetico, economia circolare, lotta allo spreco alimentare, alimentazione sana, dieta mediterranea,… ) in corsi specifici, ma si basi su esperienze che creino una nuova rete di connessione tra saperi “iperspecialistici” e territorio per far emergere reali soluzioni transdisciplinari. Mescolare didattica tradizionale e risorse open access disponibili in rete, mettendo in contatto studenti di corsi diversi, che condividono analoghi strumenti multimediali, può essere la chiave per diffondere questa visione”.

Cesare Manetti – Dip. di Biologia ambientale

“La FAO è estremamente lieta di promuovere gli obiettivi universali dell’Agenda 2030, per lo sviluppo sostenibile nel campo agroalimentare, e di organizzare questo evento con due partner d’eccellenza: l’Università La Sapienza di Roma e la Fondazione PRIMA. Inoltre, la FAO considera fondamentale il coinvolgimento di tutti gli attori della società per il raggiungimento di questi obiettivi e il ruolo cruciale dell’università come catalizzatore di innovazione”.

Cristina Petracchi, Partnership Division of the Food and Agriculture Organization of the United Nations FAO

“Il ruolo delle Università è essenziale sia per la creazione di un sistema di valori alla base di un uso efficace dell’innovazione, sia per la produzione stessa di innovazione in settori, come quello agroalimentare, che sono particolarmente esposti alle criticità dovute al cambiamento climatico e alle tensioni sociali. Il Programma PRIMA, attraverso il finanziamento alle attività di ricerca e innovazione nel settore agroalimentare e idrico del Mediterraneo e all’ampio coinvolgimento del mondo accademico all’interno dei vari Progetti, assegna alle Università un ruolo centrale nell’ambito della rete di attori che agiscono per lo sviluppo sostenibile, favorendo lo scambio di conoscenze e la cooperazione multilivello”.

Prof. Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione PRIMA.


Categorie: News e Roma.

I prossimi appuntamenti romani di Urban Experience tra talk e walkabout

A Roma, in sala Rome al MACRO Asilo (Via Nizza 138), giovedì 18 giugno alle ore 18, c’è il talk+walkabout “Vivere Vigna Murata”. Una conversazione sui primi 40 anni dell’omonimo complesso residenziale progettato da Gianfranco Moneta, dove si è coniugata la qualità dell’abitare in un contesto di edilizia sovvenzionata. Introduce e conduce Carlo Infante-Urban Experience con Maurizio Crocco, Lorenzo Moneta e Cristina Scioscia, segue walkabout (con trasporto pubblico) verso Vigna Murata per un convivio in ricordo di Gianfranco Moneta.

A Roma, al MACRO Asilo, in sala Rome, sabato 22 giugno alle ore 17, c’è il talk + walkabout con Carlo Infante-Urban Experience su “Esercizi di resilienza urbana: per una gestione creativa e connettiva dei conflitti” a cura di Lead Lab Roma.

A Roma, all’Isola del Cinema (Isola Tiberina), sabato 22 giugno alle ore 21, si presenta il canale di Loquis RomaParlaCinema. In quella piattaforma di podcast geolocalizzati, puoi ascoltare alcuni frammenti cinematografici con l’evocazione dei luoghi che ne hanno accolto i set.

A Roma, al MACRO Asilo, nella Stanza delle Parole, mercoledì 26 giugno alle ore 18, c’è per #Mappe7 l’incontro con Simona Verrusio che presenterà “Mapparte”: piattaforma georeferenziata per l’incontro tra domanda e offerta di luoghi per l’arte e la produzione creativa.

Per info comunicazione@urbanexperience.it oppure https://www.facebook.com/UrbanExperience/


Categorie: Nazionali e News.

NOVAMONT PARTNER DI “FOOD INITIATIVE” DELLA ELLEN MACARTHUR FOUNDATION

Creare un’economia circolare che ridisegni il sistema alimentare globale nel rispetto del capitale naturale e delle esigenze nutritive di tutta la popolazione mondiale, lavorando con città di ogni parte del mondo e imprese multinazionali. È la finalità di “Food initiative”, il progetto pionieristico della Ellen MacArthur Foundation presentato oggi all’EAT Food Forum di Stoccolma e di cui Novamont è partner.

Novamont collaborerà all’iniziativa, di durata triennale, per sviluppare soluzioni in grado di trasformare radicalmente il modo in cui produciamo, consumiamo e distribuiamo il cibo, oggi tra le principali cause della distruzione del suolo, dell’inquinamento, della perdita di biodiversità e dei cambiamenti climatici.

L’attuale sistema di produzione e consumo alimentare, infatti, è responsabile di quasi un quarto delle emissioni globali di gas serra, con i fertilizzanti e i letami che aumentano l’inquinamento atmosferico, contaminano il suolo e penetrano nelle falde acquifere.

Il progetto si declinerà su tre assi principali:

agricoltura rigenerativa, in grado di aumentare la fertilità dei suoli grazie all’aumento del carbonio organico e della diversità microbiologica e alla maggiore disponibilità di elementi minerali;
ridisegno del ciclo del cibo. Il cibo deve essere coltivato, trasformato, trasportato e i suoi sottoprodotti gestiti in modo che ne beneficino la salute delle persone e gli ecosistemi; i sottoprodotti di un’azienda alimentare non dovranno essere più rifiuti ma risorse utili ad aumentare la salute del suolo;
sviluppare e commercializzare cibo più sano e salutare, non solo dal punto vista nutrizionale ma anche da quello della sua produzione.

Secondo la Ellen MacArthur Foundation agricoltura rigenerativa, approvvigionamento locale, ridisegno del ciclo del cibo e degli scarti potrebbero significare una riduzione della emissione di gas serra equivalenti a togliere dalle strade un miliardo di auto e a prevenire il degrado di oltre 15 milioni di ettari di terreni agricoli all’anno, riducendo l’esposizione ai pesticidi e all’inquinamento. Le città, semplicemente riducendo lo spreco di cibo e riciclando i sottoprodotti e i materiali organici, potrebbero generare un volano per l’economia di oltre 700 miliardi di dollari.

Oltre a Novamont, parteciperanno al progetto Danone, Mizkan, Nestlè, Veolia, Yara, la fondazione Calouste Gulbenkian e città come Londra, New York e San Paolo del Brasile che sono state selezionate come sedi del progetto pilota per il ridisegno del ciclo del cibo.

“Come Novamont siamo lieti di poter contribuire a questa importante iniziativa condividendo la nostra lunga esperienza nel testare nuovi prodotti e sviluppare casi studio virtuosi, al fine di trovare soluzioni affidabili per la nostra vita sul pianeta. Il ridisegno dei flussi organici solidi e liquidi e l’eliminazione di sostanze inquinanti che si accumulano anno dopo anno nel suolo e nelle acque è un fattore trainante sia per la rigenerazione dei territori che per una vasta gamma di innovazioni. Abbiamo un forte bisogno di progetti come quello della Ellen MacArthur Foundation, per moltiplicare i progetti integrati nelle aree locali e il loro monitoraggio, interconnettere i diversi settori e rendere la società più resiliente”, ha commentato Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont.

***

Il gruppo Novamont è leader nello sviluppo e nella produzione di bioplastiche e biochemical attraverso l’integrazione di chimica, ambiente e agricoltura. Con più di 600 persone, ha chiuso il 2017 con un turnover di più di 195 milioni di euro ed investimenti costanti in attività ricerca e sviluppo (24% delle persone dedicate); detiene un portafoglio di circa 1.000 brevetti. Ha sede a Novara, stabilimento produttivo a Terni e laboratori di ricerca a Novara, Terni e Piana di Monte Verna (CE). Opera tramite sue consociate a Porto Torres (SS), Bottrighe (RO), e Patrica (FR). È attivo all’estero con sedi in Germania, Francia e Stati Uniti e con un ufficio di rappresentanza a Bruxelles (Belgio). È presente attraverso propri distributori in Benelux, Scandinavia, Danimarca, Regno Unito, Cina, Giappone, Canada, Australia e Nuova Zelanda.


Categorie: News e Roma.

HAPPY SEA HAPPY EARTH: iniziativa plastic free al BaubeachR

Saranno quattro piene giornate di impegno e passione quelle che Baubeach®, attraverso l’omonima associazione, ha programmato per due week-end di giugno (15 e 16, 22 e 23) con l’evento Happy Sea, Happy Earth!. Dall’alba al tramonto la spiaggia diverrà sede di un “Arcipelago” di Realtà Operative nell’ambito dell’impegno per la salvaguardia del Pianeta Terra e dei suoi abitanti.
L’obiettivo è quello, attraverso iniziative di vario genere, di impegnarsi per tentare, in modo resiliente, di salvare il Pianeta da varie forme di deterioramento attraverso un cambiamento concreto di molte abitudini, per riuscire ad ottenere il “minimo impatto” ambientale, eliminando al massimo il consumo di plastiche, di prodotti inquinanti, di usi e costumi non curanti dell’atmosfera che ci circonda e dei suoi abitanti. Le “gocce”, ispirate dalla celebre fiaba del Colibrì che nel suo piccolo cerca di spegnere un incendio portando nel becco una piccola goccia d’acqua, saranno le compagne di viaggio simbolo in questa avventura che prevede molte sinergie.
“Sono gocce – afferma Patrizia Daffinà del Baubeach® – che tutte insieme formano un oceano di positività, di energia creativa, l’unica che può garantire la pura felicità. Non è possibile esimersi dal tentativo di “salvare il mondo”, per impedire che l’inquinamento antropico diventi totalmente ingestibile: sentiamo quindi il dovere di “fare la nostra parte” e questo si tradurrà in una joint venture tra diversi mondi creativi e attivi, nello scenario della prima spiaggia per cani d’Italia, l’unica dove i cani possono socializzare liberamente in un ambiente concepito per il loro benessere e dove si propone un nuovo approccio etologico, definito “Empatico Relazionale”, che viene vissuto e proposto nel quotidiano anche attraverso workshop, corsi di formazione e consulenza diretta sul campo, ogni giorno, attraverso il Baumood®, contenitore di professionalità e progetti “etologicamente corretti”.

“Nella gravità solenne di questo momento della nostra storia – continua Patrizia Daffinà -, in cui basta aprire una finestra per rendersi conto del cambiamento climatico, delle tragedie in alto mare per le creature che lo abitano, per questi universi plastificati, questa indolente distrazione dell’umano di oggi che non riesce a rendersi conto del livello di tragedia, abbiamo cercato, con l’ausilio di alleati che portano “nel becco” le stesse gocce, di creare una vera e propria festa in cui protagonista è l’amore per la vita, per la bellezza, per l’arte, per la magia racchiusa nella natura. Per questo ci siamo uniti anche ad altre strutture – ancora poche purtroppo in Italia – condividendo un progetto sottoscritto da eminenti personalità del mondo del turismo e dell’associazionismo, quali Fiba, WWF e Legambiente, che porta un nome semplice e diretto, Lidi Amici del Mare, quasi a voler significare che non è difficile cambiare vento, a favore dell’habitat che ci circonda. L’impegno PRATICO della prossima estate del Baubeach® sarà dunque quello di eliminare l’utilizzo di plastica presso la spiaggia mediante la conversione dell’impianto di erogazione dell’acqua in un sistema di fornitura di acqua purificata (naturale ed effervescente) in bottiglie riusabili in Tritan, e quello di ottimizzare ogni fornitura e offerta in maniera ecocompatibile: con erogatori alla spina per detersivi, prodotti per l’igiene del cane, erogatori per le crocchette scelte con criterio biosostenibile: ogni scelta avrà come priorità il risparmio energetico e la difesa ambientale.”

Zero plastiche, ecocompatibilità nell’offerta di prodotti, attrezzature alla spina, scelta del km zero, alimentazione priva di prodotti che derivino dallo sfruttamento animale, che produce ingenti quantità di inquinamento e sottrae acqua e nutrimento, associazioni, che creano educazione e sostegno per gli adulti di domani… Queste alcune delle proposte che verranno presentate sulla celebre spiaggia per cani e umani di Maccarese, oltre alla presentazione del Calendario di “ABC LIBERI E FELICI” e a Corsi e Percorsi a cui poter partecipare, per chi desidera confrontarsi in modo “etologicamente corretto” con le Altre Specie e in particolare con il Cane, ma anche Corsi di Utilità e Attività Olistiche.

Gli strumenti di espressione sono molteplici e l’ARTE è uno dei più potenti: per questo non poteva mancare una Personale di Karen Thomas, pittrice che lavora con impegno da anni proponendo l’Arte come “Ambasciatrice di pace”, non dimenticando mai, nelle sue opere, il legame sottile e delicato con le Creature dell’universo, con la magia della Natura, con le “Lacrime del Pianeta”, maltrattato dall’umana specie in questi ultimi cento anni.

Spazio anche a installazioni e immagini di impatto: dal “Movimento in difesa dei Mari” di Sea Shepherd, alle proposte che le Associazioni presenti vorranno lasciare al loro passaggio (Lav, Oipa, Animalisti Italiani, tra le più importanti), unite al lavoro di Aziende che operano nel settore ecocompatibile.
Sarà anche possibile vivere un’esperienza empatica e raccontarla, mediante l’installazione “La Gabbia”, costruita per rendere visibile e palpabile la dimensione in cui milioni di animali sono costretti ogni giorno e un’installazione totemica, dalla forma di una grande Balena, realizzata in tela e legno di riciclo, dal connubio artistico di Karen Thomas e Patrizia Daffinà (KP), che rimarrà in modo permanente a segnare un percorso iniziatico – i 13 messaggi della Scuola di Sciamanesimo Italiano – e che proporrà il 26 luglio p.v un workshop nella Yurta del Baubeach®, per “entrare in connessione profonda con la Regina dei Mari ed il Suo Elemento” .
Presenti anche un’esposizione, in formato scenografico, della fotografa Claudia Candido, incentrata su Naturalismo e Creature marine “catturate” da scatti realizzati in Madagascar, che raccontano nelle loro didascalie frammenti del Decalogo della Resilienza, coniato in proiezione di questo evento, ed una Installazione permanente che proporrà ai Visitatori la lettura del Libro cult del momento, “Il piccolo Libro vegano”, di Serena Ferraiolo: l’autrice sarà ospite al Baubeach a luglio per parlare di questa piccola e intelligente Opera che rappresenta con semplicità la potenzialità di contatto tra la cultura “tradizionale” onnivora e questo nuovo movimento di menti e coscienze che sta modificando le leggi del mercato dell’alimentazione.

Nell’area tenda-cinema del Baubeach® sarà inoltre proiettato in loop “Cowspiracy: The Sustainability Secret”, un documentario del 2014 prodotto e diretto da Kip Andersen e Keegan Kuhn, che racconta di tutte le problematiche sull’ambiente determinate dal consumo di carne e anche i video delle imprese oceaniche di Sea Shepherd contro i bracconieri del mare, oltre ad opere filmate realizzate da altre Organizzazioni che lottano ogni giorno in difesa delle Creature Viventi.

Attraverso la presenza dell’Enpa, lo storico Ente che ha varato per primo il mare dell’animalismo, sarà possibile lanciare una campagna per la microchippatura e le sterilizzazioni gratuite, per combattere fattivamente la piaga della detenzione di migliaia di cani e gatti abbandonati, fonte di sussidio per un mercato oscuro stimolato dalla mancanza di empatia verso le Altre Specie.

“Alla base di tutte le nostre iniziative – conclude Patrizia Daffinà – cerchiamo di far conoscere e costruire nei nostri interlocutori e visitatori empatia e conoscenza etologica. Aprire il cuore e le menti delle persone, renderle responsabili, coscienti, informate e creare insieme nuove buone abitudini aiuta a migliorare il benessere di tutti e ad immaginare una realtà diversa, senza il sopruso della umana specie sulle altre, basata su Bellezza e Rispetto”.
L’appuntamento in spiaggia con “Happy Sea, Happy Earth!” è dalle 9 alle 19.


Categorie: News e Roma.

EcoTyre e Marevivo: con PFU Zero a Gaeta raccolti oltre 3.200 kg di vecchi pneumatici

PFU Zero sulle coste italiane, la campagna di sensibilizzazione e di raccolta e recupero degli pneumatici fuori uso (PFU) abbandonati in mare e a terra di Marevivo ed EcoTyre, arriva a Gaeta: recuperate oggi 400 gomme giunte a fine vita, per un totale di oltre 3.200 kg.

I subacquei di Marevivo hanno lavorato nel golfo di Gaeta, mentre Gummy, la mascotte di EcoTyre, ha coinvolto i ragazzi presenti in giochi e attività di animazione spiegando loro il funzionamento della filiera, le innumerevoli possibilità di riutilizzo delle gomme giunte a fine vita oltre ai benefici ambientali derivanti dalla corretta gestione degli PFU. EcoTyre ha caricato gli PFU raccolti e ora li condurrà agli impianti di trattamento.

Gli pneumatici fuori uso sono una risorsa riciclabile al 100%
Gli PFU, infatti, sono una tipologia di rifiuto cosiddetta ‘permanente’ che se lasciata in natura e in mare necessita di centinaia di anni per degradarsi completamente, ma se gestita in modo corretto è riciclabile al 100%.

I diversi riutilizzi degli PFU
La maggior parte delle gomme giunte a fine vita viene triturata generando il cosiddetto “granulato di gomma”, un materiale di riciclo riutilizzabile per diversi usi come i fondi stradali e le superfici sportive, per l’isolamento o per l’arredo urbano. Grazie al progetto da Gomma a Gomma, ideato da EcoTyre in Italia e sviluppato grazie alla collaborazione di partner tecnici italiani e internazionali, è stato realizzato il primo pneumatico verde contenente il 20% di gomma riciclata, devulcanizzata e derivante dal trattamento di PFU raccolti. Dalle analisi effettuate gli pneumatici test montati su 20 camion EcoTyre hanno mostrato caratteristiche di durata e resistenza analoghe, e in alcuni casi migliori, a quelli convenzionali.

PFU ZERO
L’iniziativa di raccolta sulle coste italiane rientra nel progetto più ampio PFU ZERO, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente, che ha l’obiettivo di creare e avere a disposizione una mappatura di depositi abbandonati di PFU segnalati da enti locali, associazioni e cittadini. Le raccolte straordinarie eseguite da EcoTyre sono svolte in modalità totalmente gratuita e senza alcun costo per le Amministrazioni locali. È possibile segnalare un deposito abbandonato di PFU, collegandosi al sito internet dedicato (www.pfuzero.ecotyre.it): EcoTyre valuta ogni segnalazione, coordinandosi con gli enti locali per gli interventi di raccolta.

Il viaggio di PFU Zero sulle coste italiane continua: prossima tappa Milazzo (sabato 8 giugno), Caterina di Nardò (giovedì 13 giugno), Pantelleria (martedì 16 luglio) e Lampedusa alla fine di settembre.

“Dopo il successo della prima tappa a Sorrento, PFU Zero sulle coste italiane raggiunge un altro importante risultato a Gaeta”. – ha detto Enrico Ambrogio, Presidente di EcoTyre – “Oltre alla raccolta e al recupero degli pneumatici, al centro della nostra mission la sensibilizzazione dei ragazzi e delle loro famiglie: questo nostro progetto centra in pieno l’obiettivo. Con gli interventi di raccolta straordinaria, infatti, contribuiamo sì a liberare i territori dalle gomme abbandonate ma soprattutto parliamo alla cittadinanza, spiegando la nostra filiera e l’importanza della gestione del fine vita degli pneumatici. Sono rifiuti riciclabili al 100% riutilizzabili per creare una molteplicità di nuovi materiali, nel rispetto del principio su cui si fonda l’economia circolare. Ringraziamo l’Amministrazione di Gaeta per aver ospitato PFU Zero sulle coste italiane e Marevivo per il sostegno e il supporto logistico”.

“A Gaeta ogni anno riusciamo ad organizzare un’iniziativa di raccolta molto efficace”. – ha dichiarato Carmen di Penta, Direttore Generale Marevivo – “La presenza delle istituzioni, dal sindaco, Cosmo Mitrano, al Comandante della Capitaneria di Porto di Gaeta, Andrea Vaiardi, ci consente di portare avanti questa operazione fondamentale per liberare le coste dai rifiuti che diventano una risorsa da riutilizzare. Ringrazio l’entusiasmo dei subacquei della nostra Divisione e del sommozzatore del Compartimento Marittimo, Salvatore Gonzales, che ci hanno aiutato in questa attività che ci porta a lavorare duramente per contrastare la disattenzione di molti. Coinvolti anche gli studenti dell’istituto nautico che hanno potuto osservare da vicino le operazioni svolte, sicuramente un grande insegnamento per loro”.


Tipologie: Ristorazione.

Gelato libre

Dite addio a latte, panna e uova: il gelato si fa con l’acqua. Così si presenta Gelato libre che propone otto gusti in coppetta biodegradabile: Cioccolato Criollo, Cioccolato e Whisky, Crema Libre, Tiramisù, Caramello, Makaron, Pistacchio e Nocciola. Altra chicca l’isomaltulosio, uno zucchero a basso indice glicemico ricavato dalla barbabietola.


Categorie: Nazionali e News.

Chiude il Festival dello sviluppo sostenibile 2019: 1059 eventi e decine di mln di persone raggiunte

Si chiude a Roma il Festival dello sviluppo sostenibile 2019. Con 1059 eventi organizzati su tutto il territorio nazionale, decine di milioni di persone raggiunte dai media tradizionali e social, decine di migliaia di partecipanti e migliaia di relatori, il Festival si conferma anche quest’anno la più grande manifestazione italiana sui temi della sostenibilità e un unicum nel panorama internazionale. Il Festival, quest’anno dal 21 maggio al 6 giugno, è organizzato dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) che con i suoi oltre 230 aderenti è la più grande rete di organizzazioni della società civile mai creata in Italia, con il contributo di partner istituzionali e aziendali.

Giunto alla sua terza edizione, il Festival si conclude oggi alla Camera dei Deputati con un evento durante il quale, come ogni anno, l’ASviS consegna alle istituzioni e presenta al Paese i risultati e i principali messaggi emersi durante i 17 giorni dedicati alla diffusione della cultura della sostenibilità e alla conoscenza dell’Agenda 2030. Dalle università alle imprese, dai piccoli comuni alle grandi città, dalle scuole al mondo dello sport e della cultura: l’Agenda 2030 è sempre più riconosciuta come la guida per conseguire la sostenibilità economica, sociale, ambientale e istituzionale. Lo dimostra l’eccezionale partecipazione di quest’anno che ha visto coinvolti milioni di cittadini in tutte le regioni, centinaia di imprese e di organizzazioni della società civile.

L’interesse per queste tematiche è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi tre anni, da quando cioè l’ASviS ha iniziato le sue attività di diffusione della cultura della sostenibilità e di conoscenza dell’Agenda 2030 e dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, il piano d’azione sottoscritto nel 2015 da 193 Paesi, Italia inclusa. D’altra parte, secondo una recente indagine di Eumetra, tre italiani su quattro ritengono prioritari i temi dell’Agenda 2030. Il 78% degli intervistati pensa che di queste questioni debba occuparsene in primis il Governo e tutti gli italiani (77%), i centri di ricerca (74%) e le imprese (72%), soprattutto quelle grandi. Oltre il 70% riferisce che curarsi di questi temi sia una prova della serietà di un’azienda, tanto che il 67% sarebbe disposto a pagare un prezzo più alto i prodotti delle imprese che mirano agli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Durante il Festival l’importanza e l’urgenza di adottare un nuovo modello di sviluppo per portare il Paese sul sentiero della sostenibilità è stato espresso in modo trasversale da diverse istituzioni e settori della società italiana che sono intervenuti: il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è impegnato ad avviare la cabina di regia “Benessere Italia” per il coordinamento delle politiche pubbliche orientate all’Agenda 2030; il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha sottolineato il ruolo delle banche centrali verso la decarbonizzazione dei sistemi energetici e che, più in generale, affronti l’emergenza climatica; le associazioni imprenditoriali hanno indicato al Governo le azioni da intraprendere per accelerare la transizione alle sviluppo sostenibile e chiesto un tavolo ad hoc per disegnare le politiche in questo campo; i sindacati, le associazioni ambientaliste e del settore privato hanno definito un decalogo per una transizione energetica equa; le organizzazioni per la parità di genere hanno chiesto che venga istituita a Palazzo Chigi una commissione per l’empowerment femminile; le università hanno elaborato il manifesto per lo sviluppo sostenibile negli atenei e centinaia di scuole hanno coinvolto gli studenti in progetti per sensibilizzarli ai temi della sostenibilità.

“Possiamo dire che il motto di questa edizione del Festival ‘Mettiamo mano al nostro futuro’ sia riuscito a richiamare l’attenzione di gran parte della popolazione italiana e a rafforzare il messaggio principale secondo cui ognuno è responsabile del cambiamento e nessuno può sentirsi escluso dalla più grande sfida dei nostri tempi”, commenta Pierluigi Stefanini, Presidente dell’ASviS. “Chiediamo che l’Agenda 2030 venga considerata lo strumento centrale per orientare l’azione dell’esecutivo, un modello verso cui indirizzare i programmi di tutte le forze politiche, un patrimonio condiviso che guardi al lungo periodo, oltre le maggioranze di Governo”.

Durante i giorni del Festival, milioni di italiani hanno dimostrato di essere sensibili alle tematiche connesse allo sviluppo sostenibile: oltre 20 milioni di persone sono state coinvolte attraverso i social media, centinaia di migliaia hanno seguito in diretta streaming gli eventi del Festival; sono state raggiunti oltre 100 milioni di spettatori attraverso la campagna istituzionale trasmessa dalle reti RAI in collaborazione con il Dipartimento Informazione Editoria della Presidenza del Consiglio e la Responsabilità Sociale RAI; lo spot del Festival è stato proiettato negli stadi durante l’ultima partita di campionato della Serie A, negli aeroporti e sui treni; sono intervenuti migliaia di relatori; sono state coinvolte centinaia di scuole e decine di università si sono mobilitate; sono 1.044 gli articoli e i servizi radio TV che hanno diffuso i contenuti emersi nel corso del Festival, contro i 660 dello scorso anno.

“Gli eventi organizzati dall’ASviS, i 17 eventi nazionali alla cui organizzazione l’Alleanza ha contribuito, oltre all’impegno di molte città, hanno determinato un’attenzione mediatica senza precedenti, soprattutto da parte del servizio radiotelevisivo pubblico, a conferma del ruolo fondamentale che l’informazione svolge per contribuire alla crescita culturale del Paese”, sottolinea il Portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini. “Il Paese, così come l’Europa, ha bisogno di risposte immediate per fronteggiare le più grandi e complesse sfide dei nostri tempi, le quali possono essere affrontate solo in una logica integrata. La società italiana è pronta a fare la sua parte per cambiare paradigma di sviluppo e migliorare il benessere di tutti. Ma l’Italia, come l’Europa, resta in una condizione di non sostenibilità economica, sociale e ambientale: per questo chiediamo che vengano accolte le proposte dell’Alleanza per accelerare il processo di cambiamento e assicurare la giustizia intergenerazionale, come sottolineato anche dalle manifestazioni dei giovani in tutto il mondo”.


Categorie: Nazionali e Senza categoria.

Il Gruppo Chiesi diventa una B Corporation certificata

Chiesi, il Gruppo farmaceutico internazionale focalizzato sulla ricerca (Gruppo Chiesi) annuncia oggi di essere una B Corporation certificata. É B Lab a darne comunicazione, un ente no profit a servizio di un movimento globale di persone che usano le loro attività aziendali per avere un impatto positivo sulla società e sul pianeta. B Lab ha valutato le prestazioni sociali e ambientali di tutte le 28 filiali Chiesi, in base al B Impact Assessment (BIA), la valutazione più utilizzata per determinare l’impatto di un’azienda sui propri dipendenti, comunità, ambiente e clienti: uno standard globale, nonché uno strumento di riferimento per oltre 70.000 imprese nel mondo.
“La certificazione B Corp è un riconoscimento ufficiale del nostro costante impegno a migliorare la qualità della vita delle persone, in modo responsabile nei confronti della società e dell’ambiente. Non vuole essere un punto di arrivo, ma una filosofia aziendale che guiderà le nostre scelte in futuro” commenta Ugo Di Francesco, Amministratore Delegato del Gruppo Chiesi. “Siamo consapevoli di far parte di un sistema fragile e che il nostro successo si intreccia con il successo del sistema stesso. La società, la comunità, i pazienti, il nostro personale e l’intero pianeta sono le sue parti vive, che noi abbiamo il dovere di proteggere e sviluppare”.
“Siamo entusiasti di annoverare il Gruppo Chiesi tra le fila delle Certified B Corporation”, afferma Nathan Gilbert, Direttore Esecutivo di B Lab Europe, l’ente no profit che certifica le B Corp europee. “Per ottenere la Certificazione B Corp, Chiesi ha dato prova di leadership e innovazione. Ora certificata, Chiesi rappresenta un’opportunità unica per far conoscere meglio il movimento B Corp alle altre imprese del settore e non solo. Non vediamo l’ora di collaborare con Chiesi per ispirare altre aziende ad unirsi a noi in questo viaggio”.

Contestualmente al processo di certificazione, il Gruppo Chiesi ha approvato un piano di miglioramento globale, integrato con un Piano Strategico di Sostenibilità, per aumentare l’impatto positivo dell’azienda sulla società e consentire la naturale integrazione della sostenibilità nel modello di business del Gruppo, diventando così certificabile. Il processo è iniziato nel 2018 ed è durato oltre un anno e mezzo. Alla fine del 2018, Chiesi ha scelto di diventare Benefit Corporation, un nuovo status giuridico ai sensi della legge italiana (legge 208/2015) e statunitense (Stato del Delaware). Questa forma giuridica consente alle aziende di perseguire un duplice obiettivo: non solo di creare valore per gli azionisti, ma anche di perseguire esplicitamente un beneficio pubblico generale, cioè un impatto positivo materiale sulla società e sull’ambiente, valutato rispetto ad uno standard stabilito da terzi. La direzione di Chiesi ha sviluppato così un percorso di innovazione sostenibile in stretta collaborazione con il team di consulenza di Nativa, partner italiano di B Lab.

“Siamo rimasti colpiti dall’impegno, dalla leadership e dall’apertura di Chiesi nell’accogliere continuamente tutte le sfide per mettere in pratica i loro valori e progredire verso il loro obiettivo specifico. Il personale di Chiesi ha dimostrato che il business può davvero essere una forza positiva” ha commentato Paolo Di Cesare, co-fondatore di Nativa.

Parallelamente l’azienda ha lanciato internamente il programma We ACT – We Actively Care for Tomorrow – un progetto che coinvolge tutto il personale Chiesi, aumentando la consapevolezza interna su queste tematiche e rendendo comportamenti e processi maggiormente sostenibili.
“Oggi celebriamo questo importante riconoscimento, grazie allo straordinario impegno e alla passione di tutto il personale Chiesi. In futuro guarderemo al 2019 come una pietra miliare nella storia del Gruppo Chiesi. Crediamo che ci sia sempre un modo migliore di fare le cose e ora, più che mai, le sfide sociali e ambientali del nostro tempo richiedono un nuovo ruolo e un nuovo impegno da parte di tutte le aziende” ha commentato Alberto Chiesi, Presidente Gruppo Chiesi. “Chiesi è pronta ad assumere questo ruolo e, in continuità con la nostra storia, a rinnovare il nostro impegno per avere un impatto positivo sulle persone, sulla società e sul pianeta”.
“Chiesi è il primo gruppo farmaceutico globale a ricevere la certificazione B Corp”, ha aggiunto Maria Paola Chiesi, Head of Corporate Social Responsibility, Gruppo Chiesi. “Ci auguriamo che altre aziende farmaceutiche aderiscano presto al movimento B Corp per testimoniare il rinnovato impegno del settore farmaceutico, teso a garantire una vita sana e a promuovere il benessere di tutti, in accordo con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La salute del nostro pianeta e dei suoi abitanti merita i nostri migliori sforzi”.
Fare clic qui per vedere il video

###

Certified B Corporations®
Le B Corps® – o Certified B Corporations® – sono aziende che soddisfano i più elevati standard di prestazioni sociali e ambientali certificate, trasparenza pubblica e responsabilità legale, cercando di trovare il perfetto equilibrio tra profitto e obiettivi sostenibili. Le B Corps formano una comunità di leader e guidano un movimento globale di persone che utilizzano il business come forza positiva: la loro attività economica, oltre a generare profitto, crea infatti un impatto positivo misurato e certificato su persone, società e ambiente. Le Certified B Corporations ottengono assegnato un punteggio verificato in base alla B Impact Assessment – una misurazione rigorosa e concreta dell’impatto di un’azienda su lavoratori, clienti, comunità e ambiente – e rendono trasparente il loro B Impact Report su bcorporation.net. Le B Corps sono presenti in 150 settori e in più di 60 paesi. Il movimento B Corp ha un unico obiettivo: ridefinire un nuovo paradigma di business adeguato ai nostri tempi, concreto e replicabile. Le B Corps, attraverso la B Impact Assessment, misurano gli impatti con la stessa accuratezza applicata ai profitti. La combinazione di convalida da parte di terzi, trasparenza pubblica e responsabilità legale aiuta le Certified B Corps a costruire fiducia e valore. La B Corp Certification è concessa da B Lab, un ente no profit. www.bcorporation.net

B Lab
B Lab è un’organizzazione no profit a servizio di un movimento globale di persone che usa il business come forza positiva. Le iniziative previste includono la B Corp Certification, l’implementazione di programmi di B Impact Management e l’advocacy per le strutture di governance, quali le benefit corporation. La visione di B Lab è quella di un’economia inclusiva e sostenibile che crea una prosperità condivisa per tutti.

Gruppo Chiesi
Con sede a Parma, in Italia, Chiesi Farmaceutici è un gruppo internazionale orientato alla ricerca, con oltre 80 anni di esperienza nel settore farmaceutico, presente in 27 Paesi. Il Gruppo ricerca sviluppa e commercializza farmaci innovativi nelle terapie respiratorie, nella medicina specialistica e nelle malattie rare. La Ricerca e Sviluppo del Gruppo ha sede a Parma (Italia) e si è integrata con altri 6 importanti gruppi di ricerca e sviluppo in Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Svezia e Danimarca, per promuovere i propri programmi pre-clinici, clinici e di registrazione. Il Gruppo impiega circa 5.700 persone. Il Gruppo Chiesi è una Benefit corporation certificata. Per ulteriori informazioni, si prega di visitare il sito web dell’azienda www.chiesi.com


Categorie: Nazionali e News.

Conclusa la prima tappa di PFU Zero sulle coste italiane: raccolti oltre 1.600 kg

Dopo aver effettuato oltre 40 interventi negli anni scorsi ripulendo i mari di splendide isole minori e di alcuni tra i più bei litorali della penisola, Marevivo ed EcoTyre hanno dato il via oggi a Sorrento alla sesta edizione del progetto PFU Zero sulle coste italiane, la campagna di sensibilizzazione e di raccolta e recupero degli pneumatici fuori uso (PFU) abbandonati in mare e a terra.

I subacquei hanno raccolto oltre 1.600 kg di gomme giunte a fine vita nell’area antistante il Porto Turistico di Marina Piccola. Nel dettaglio giacevano sui fondali circa 40 pneumatici di camion (VIDEO scaricabile qui: https://we.tl/t-TUcWnJXkED) che saranno recuperati alle ore 19 da un mezzo di EcoTyre per condurli agli impianti di trattamento.

Gummy, la mascotte di EcoTyre, ha coinvolto oltre 300 gli studenti dell’I.C. Torquato Tasso in giochi e attività di animazione spiegando loro il funzionamento della filiera, le innumerevoli possibilità di riutilizzo delle gomme giunte a fine vita oltre ai benefici ambientali derivanti dalla corretta gestione degli PFU.

Gli pneumatici fuori uso sono una risorsa riciclabile al 100%
Gli PFU saranno ora condotti dai mezzi del Consorzio EcoTyre agli impianti di trattamento per essere correttamente gestiti. Sono, infatti, una tipologia di rifiuto cosiddetta ‘permanente’ (se lasciata in natura e in mare necessita di centinaia di anni per degradarsi completamente); se gestita in modo corretto, invece, è riciclabile al 100%.

I diversi riutilizzi degli PFU
La maggior parte delle gomme giunte a fine vita viene triturata generando il cosiddetto “granulato di gomma”, un materiale di riciclo riutilizzabile per diversi usi come i fondi stradali e le superfici sportive, per l’isolamento o per l’arredo urbano. Grazie al progetto da Gomma a Gomma, ideato da EcoTyre in Italia e sviluppato grazie alla collaborazione di partner tecnici italiani e internazionali, è stato realizzato il primo pneumatico verde contenente il 20% di gomma riciclata, devulcanizzata e derivante dal trattamento di PFU raccolti. Dalle analisi effettuate gli pneumatici test montati su 20 camion EcoTyre hanno mostrato caratteristiche di durata e resistenza analoghe, e in alcuni casi migliori, a quelli convenzionali.

PFU ZERO
L’iniziativa di raccolta sulle coste italiane rientra nel progetto più ampio PFU ZERO, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente, che ha l’obiettivo di creare e avere a disposizione una mappatura di depositi abbandonati di PFU segnalati da enti locali, associazioni e cittadini. Le raccolte straordinarie eseguite da EcoTyre sono svolte in modalità totalmente gratuita e senza alcun costo per le Amministrazioni locali. È possibile segnalare un deposito abbandonato di PFU, collegandosi al sito internet dedicato (www.pfuzero.ecotyre.it): EcoTyre valuta ogni segnalazione, coordinandosi con gli enti locali per gli interventi di raccolta.

Il viaggio di PFU Zero sulle coste italiane continua: prossima tappa Gaeta (giovedì 6 giugno), Milazzo (sabato 8 giugno), Caterina di Nardò (giovedì 13 giugno), Pantelleria (martedì 16 luglio) e Lampedusa alla fine di settembre.

“Parte da Sorrento PFU Zero sulle coste italiane, un progetto a cui teniamo particolarmente perché si rivolge ai ragazzi e alle loro famiglie”. – ha detto Enrico Ambrogio, Presidente di EcoTyre – “La sensibilizzazione è uno dei punti cardine della mission di EcoTyre. Con gli interventi di raccolta straordinaria, infatti, contribuiamo a liberare i territori dalle gomme abbandonate ma soprattutto parliamo alla cittadinanza, spiegando la nostra filiera e l’importanza della gestione del fine vita degli pneumatici. Sono rifiuti riciclabili al 100% riutilizzabili per creare una molteplicità di nuovi materiali, nel rispetto del principio su cui si fonda l’economia circolare. Ringraziamo, infine, l’Amministrazione di Sorrento per aver ospitato la prima tappa di PFU Zero sulle coste italiane e Marevivo per il sostegno e il supporto logistico”.

“Oggi a Sorrento c’è stato grande entusiasmo e collaborazione per questa operazione da parte della amministrazione comunale, delle istituzioni e dell’istituto scolastico dove i ragazzi hanno partecipato con grande coinvolgimento. Con le 6 tappe previste – racconta Rosalba Giugni di Marevivo – il progetto, nel 2019, raggiungerà quasi 50 interventi. Nelle scorse edizioni sono state recuperate più di 9.000 gomme. Il lavoro svolto dai subacquei aiuta a mantenere in equilibrio l’ecosistema marino dei fondali. Ad ogni evento ci sarà anche spazio per l’educazione ambientale perché è importante spiegare alle nuove generazione che i rifiuti possono essere una risorsa, se gestiti correttamente”.


Categorie: Nazionali e News.

Assobioplastiche ha presentato a Roma il suo 5° rapporto annuale

L’industria delle bioplastiche compostabili è un sistema economico complesso. Strettamente interconnessa con la raccolta del rifiuto organico e con il compostaggio industriale, che rappresenta il naturale fine vita dei manufatti compostabili, è in stretta relazione anche con l’agricoltura, sia per l’utilizzo di fonti rinnovabili e biomasse per la produzione di chimici di base e intermedi, sia come settore di impiego del compost prodotto dagli impianti e come mercato per i bioteli per la pacciamatura agricola.

Complessivamente, secondo le stime dell’Osservatorio di Assobioplastiche, un sistema che varrebbe già oltre un miliardo di euro con il semplice rispetto delle leggi esistenti.

Nel 2018, in Italia, in base ai risultati dello studio effettuato da Plastic Consult, società indipendente che svolge studi e analisi di mercato nel settore delle materie plastiche, l’industria delle plastiche biodegradabili e compostabili è rappresentata da 252 aziende – suddivise in produttori di chimica e intermedi di base (5), produttori e distributori di granuli (20), operatori di prima trasformazione (162), operatori di seconda trasformazione (65), con 2.550 addetti dedicati per 88.500 tonnellate di manufatti compostabili prodotti in Italia, con un fatturato complessivo di 685 milioni di euro.

La crescita del numero di imprese presenti nel settore è risultata costante negli ultimi anni, passando da 143 operatori del 2012 ai 252 del 2018. Considerando i potenziali nuovi entranti – lo studio Plastic Consult individua una cinquantina circa di imprese di prima trasformazione che ha effettuato test e prove sull’impiego di polimeri compostabili nel corso del 2018 – è ragionevole prevedere un progressivo incremento del numero di imprese attive nel settore anche nei prossimi anni.

Anche il fatturato sviluppato dalla filiera industriale è notevolmente cresciuto nel corso degli ultimi anni, passando da poco meno di 370 milioni di € del 2012 ai 685 milioni di € nel 2018, con una crescita media annua di circa l’11%. Un forte incremento è stato registrato proprio nel corso dell’ultimo anno, in particolare nella parte alta della filiera, quella relativa ai produttori di chimica e intermedi di base. Nel complesso il comparto ha aumentato il proprio valore di oltre l’85% rispetto ai primi anni di attività, nonostante la progressiva decrescita dei prezzi di vendita.

Per quanto riguarda gli addetti dedicati, ovvero le persone che nelle aziende del comparto si occupano direttamente dei prodotti che entrano nella filiera delle plastiche compostabili, secondo lo Studio Plastic Consult sono pressoché raddoppiati negli ultimi anni, passando dalle 1.280 unità del 2012 fino a raggiungere le 2.550 unità nel 2018.

Negli ultimi anni, i volumi complessivi dei manufatti prodotti dall’industria sono risultati in costante crescita arrivando nel 2018 a raggiungere le 88.500 tonnellate, segnando un +21% rispetto all’anno precedente. Nel complesso, lo studio Plastic Consult calcola un tasso di crescita media annua nell’arco di temporale 2011-2018 prossimo al 10%. Se, infatti, il 2011 è stato il primo anno di sviluppo del comparto, con l’entrata in vigore dell’obbligo di adottare sacchetti biodegradabili in sostituzione di quelli in polietilene, i tre anni successivi hanno avuto un andamento sostanzialmente stabile (principalmente a causa del mancato rispetto della legge e del fenomeno dei cosiddetti “falsi biodegradabili”, ossia sacchetti in PE addivitati) e solo nel 2015 i volumi sono ritornati in forte crescita (oltre 12.000 tonnellate in più). Il volano legislativo ha avuto impatto anche sui mercati internazionali, con la Francia che ha reso obbligatorio nel corso del 2017 l’utilizzo di sacchetti ultraleggeri compostabili. L’industria nazionale ha beneficiato di questa opportunità avviando già a fine 2016 le prime produzioni di queste tipologie di sacchetti destinati all’esportazione. Nel corso del 2018, il maggiore impulso ai volumi è provenuto proprio dal nuovo segmento dei sacchetti ultraleggeri per confezionamento merci sfuse, che ha superato ampiamente le 15.000 tonnellate diventando la seconda principale applicazione dopo gli shopper.

Relativamente ai settori applicativi, in base allo studio Plastic Consult, nel 2018, delle 88.500 tonnellate di polimeri lavorati, il 61% è stato destinato alla produzione degli shopper monouso per la spesa, il 19% ai sacchi ultraleggeri e il restante 20% suddiviso tra i sacchi per la raccolta della frazione organica, manufatti per l’agricoltura, la ristorazione, il packaging alimentare e l’igiene della persona:

· gli shopper per asporto merci hanno superato le 54.000 tonnellate (+8,4% sul 2017) nonostante la persistente diffusione di sacchetti fuori norma;

i sacchetti ultraleggeri per il primo imballo alimentare hanno visto più che raddoppiare i volumi, passando da meno di 8.000 a tonnellate del 2017 a 16.500;
il film per agricoltura è arrivato a poco meno di 2.000 tonnellate, con un incremento superiore al 10% rispetto all’anno precedente;
da segnalare il fortissimo recupero degli articoli monouso, in aumento di poco meno del +90%. L’urgenza della questione del climate change, una rinnovata attenzione al tema della sostenibilità ambientale da parte delle amministrazioni comunali e i comportamenti sempre più virtuosi dei cittadini hanno spinto la domanda di stoviglie monouso in bioplastica compostabile riciclabili con la raccolta del rifiuto organico, sia per l’organizzazione di eventi a grande affluenza di pubblico che per le sagre paesane o i pic-nic nelle aree protette e naturalistiche;
anche le capsule del caffè hanno registrato un trend di crescita, anche in questo caso in ragione della maggiore sostenibilità ambientale del prodotto che a fine vita può essere inviato a compostaggio.

Per quanto riguarda gli shopper per asporto merci vanno segnalati due aspetti:

anche nel 2018 permane il grave fenomeno dell’illegalità, con quasi 35.000 tonnellate di sacchetti non a norma, ossia 4 su 10 sacchetti in circolazione. Nella maggior parte dei casi si tratta di borse in polietilene ma non è da sottovalutare il fenomeno di quelle solo apparentemente compostabili, che riportano marchi falsi. Una quota parte molto consistente di questi sacchetti proviene dall’estero, ma continuano ad avere un ruolo significativo anche operatori italiani che agiscono nell’illegalità. Nel corso del 2018, secondo l’Osservatorio di Assobioplastiche, grazie alle azioni di enforcement di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale sono state sequestrate oltre 200 tonnellate di borse di plastica illegali;
gli effetti benefici della legge nazionale art. 226/bis del Testo Unico Ambientale che persegue la riduzione del consumo di borse di plastica. Lo studio Plastic Consult, infatti, rivela che il mercato italiano degli shopper è passato da 118.000 tonnellate di sacchetti in circolazione (2013) alle 88.000 tonnellate del 2018. Un calo vistoso che riflette anche i mutati comportamenti degli acquirenti, sempre più spesso dotati di borse riutilizzabili.

Secondo lo studio Plastic Consult, nel 2018 la produzione di altre tipologie di film rappresenta il 23% del totale produzione film flessibile da polimeri compostabili. Tra le voci in crescita, sia l’imballaggio alimentare, dopo alcuni anni di andamento altalenante, sia quello del film compostabile per pacciamatura, in diffusione crescente anche su mercati internazionali. Assobioplastiche ritiene che l’accordo di collaborazione recentemente siglato con Federbio per l’impiego dei bioteli nell’agricoltura biologica potrà rappresentare un ulteriore volano di crescita per questa tipologia applicativa.

“Il rapporto presentato oggi riconferma le straordinarie potenzialità dell’industria dei materiali plastici biodegradabili e compostabili, nata per rispondere ai grandi problemi ambientali coniugando innovazione a produzione responsabile, riciclo a rigenerazione, con il rifiuto che torna ad essere materia prima”, dichiara Marco Versari, presidente di Assobioplastiche.

“Oggi – prosegue Versari – l’incognita maggiore per il futuro di un’industria che genera valore e sviluppa occupazione è determinata dalla direttiva SUP (Single Use Plastics) emanata dalla UE. Gli Stati membri hanno tutti gli strumenti per recepire le norme della direttiva SUP tenendo conto dei singoli contesti nazionali e dei relativi sistemi di gestione dei rifiuti, differenziando le misure di riduzione in base al diverso impatto ambientale dei singoli prodotti, come espressamente previsto dalla direttiva. Ci auguriamo che l’Italia prosegua sulla strada già intrapresa in modo lungimirante diversi anni fa volta incentivando l’uso sia di prodotti riutilizzabili che di monouso compostabili”.

***

Assobioplastiche – Associazione Italiana delle Bioplastiche e dei Materiali Biodegradabili e Compostabili – è stata costituita nel 2011 e rappresenta le imprese operanti in Italia ed all’estero nella produzione di polimeri biodegradabili e di prodotti finiti e nella gestione del fine vita dei manufatti realizzati con bioplastiche. Assobioplastiche ha sede a Roma ed è attualmente presieduta da Marco Versari.

www.assobioplastiche.org


Categorie: Nazionali e News.

Si è concluso con successo il Summit Italia smART Community a Matera

Italia smART Community, promosso da Pentapolis Onlus, ha ufficialmente avviato il suo percorso di Network nazionale. Si è concluso con successo il Summit svoltosi a Matera, presso la Cava del Sole, che ha così messo le basi alla “rete” composta da istituzioni, governo, imprese, enti di ricerca, università, società civile, media, start up su un obiettivo comune: la costruzione e promozione di una società digitale e sostenibile per una maggiore valorizzazione e migliore fruibilità dei beni culturali.
L’Italia ospita uno straordinario patrimonio artistico, architettonico, umanistico, scientifico, paesaggistico ed eno-gastronomico. Le città italiane, con le loro bellezze, difficoltà e contraddizioni devono e possono diventare i luoghi simbolo dell’intreccio virtuoso tra innovazione, beni culturali, turismo e resilienza che le rende così diverse e uniche al mondo.
E’ necessario e fondamentale che il protagonismo di ciascuno, le eccellenze e peculiarità territoriali siano messe a sistema per una rigenerazione urbana partecipata e condivisa.
L’iniziativa si è svolta all’interno del calendario di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, e ha ospitato l’evento nazionale cultura del Festival Italiano dello Sviluppo Sostenibile, promosso da ASviS.
Sono stati tre giorni ricchi di convegni, iniziative speciali e attività di formazione dedicati all’incontro tra innovazione, patrimonio artistico e turismo che hanno permesso di creare una prima community di stakeholders per sviluppare progetti b2b, ma con forte interesse per il largo pubblico e con particolare attenzione ai Millennials.

“Stiamo già lavorando alla redazione de La Carta digitaleafferma Massimiliano Pontillo, Presidente di Pentapolis Onlus – che verrà pubblicata a breve dopo una call ai vari partner: non vuole essere un Manifesto a firma pubblico-privato come tanti altri, ma una piattaforma open che accolga alcune linee d’indirizzo strategico e buone pratiche d’azione per la promozione di una società che sappia valorizzare e rendere più fruibile la cultura coniugando le opportunità delle tecnologie emergenti con la sostenibilità e la resilienza”.
In chiusura della prima giornata, l’assegnazione del Premio Italia smART Community 2019 al sindaco di Matera, Raffaelle De Ruggieri, per la tenacia e la capacità di essersi aggiudicato il bando internazionale riscattando con orgoglio l’immagine della città lucana; e la rappresentazione teatrale “Dalla Terra all’acqua, dall’io all’altro” degli studenti dell’IISS Lilla di Francavilla Fontana (Br) appartenente alla Rete OTIS.
Durante il secondo giorno della kermesse è stato presentato il progetto di ricerca Italia smART Focus, che avrà una cadenza annuale e lo scopo di analizzare le numerose realtà della società civile che si prendono cura, gestendola, dell’enorme ricchezza culturale diffusa e spesso condannata al degrado.
Ampia partecipazione di studenti al “Fuori Summit”, a cura degli Jedi di Nuvolaverde, uno spazio espositivo e coinvolgente dedicato alle nuove possibilità offerte dalle tecnologie emergenti per conservare e divulgare il patrimonio storico artistico.
Infine, il 1° giugno, si è svolto il Walkabout “Matera Festina lente. Affrettarsi lentamente nella 3° città più antica del mondo”, condotto da Carlo Infante di Urban Experience.
Il Network italiano delle smART Communities prevede, inoltre, l’organizzazione di un Tour in 6 città (Genova, L’Aquila, Napoli, Parma, Torino e Trieste), a partire dal prossimo ottobre fino a dicembre 2020, che valorizzino le best practices presenti nel nostro Belpaese alimentando, al contempo, un circolo emolutivo e creando così una vera e propria “rete” culturale nazionale, portatrice di valori.

www.italiasmartcommunity.it
#itscommunity

Il Summit di Italia smART Community si è avvalso della partecipazione e contributo di:

ISTITUZIONI > UNESCO Italia, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Ambiente, Ministero dei Beni culturali, Ministero dell’Istruzione, Ministero dello Sviluppo economico
ENTI LOCALI > ANCI Lazio, Regione Basilicata, Provincia di Matera, Comune di Matera
ENTI NAZIONALI > Confindustria, Federculture, Invitalia
ENTI RICERCA > CNR, Enea, OSA, Osservatorio di Pavia
FONDAZIONI > Fondazione con il Sud, Fondazione Matera Basilicata 2019, Geoknowledge Foundation, Global Compact Network Italia, Fondazione UniVerde
ASSOCIAZIONI > Associazione dei Comuni Virtuosi, Associazione italiana intelligenza artificiale, Club Borghi più belli d’Italia, Cultura Italiae, Nuvolaverde, PA Social, Plus, Ravello Lab, Urban Experience
UNIVERSITA’ > Link Campus University, Politecnico di Milano, Sapienza Università di Roma, Università della Basilicata, Università di Bari
MEDIA > Agendadigitale.eu, ANSA, Eco in Città, Forbes Italia, Key4Biz, Reteconomy, Sky Tg24, Valori
IMPRESE: Adriatica Oli, Assobioplastiche, CONOU, Enel, Esri Italia, Fondazione ENI Enrico Mattei, Geosmartcampus, Novamont, Opes/Lcef, Scabec, Side Note, Terna

Contatti media: Marzia Fiordaliso, 349.2707011, ufficiostampa@pentapolis.eu