La rete ciclabile bolognese compie un passo avanti con l’apertura di cinque nuove ciclostazioni dedicate al parcheggio sicuro delle biciclette. Le strutture, progettate per garantire un accesso in totale autonomia, offrono complessivamente 400 nuovi posti: una soluzione concreta contro i furti e il degrado. Oltre alla Roveri già attiva dal 2023 abbiamo:
- Fioravanti – Bologna Centrale (via Fioravanti) per 142 posti bici;
- Mazzini (via dei Maceri) per 64 posti bici;
- Zanolini (piazza La Veneta) per 46 posti bici;
- Casteldebole (via Galeazza) per 64 posti bici;
- Borgo Panigale (in prossimità di via Sciesa) per 82 posti bici.
Gli hub che rientrano nel Biciplan sono finanziati da fondi comunali, dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (200.000 euro) e dal progetto LIFE PrepAIR (120.000) per un totale di 675.000 euro gestiti dalla Regione Emilia-Romagna. Per l’Amministrazione l’obiettivo è una mobilità sempre più attiva e a basso impatto, rendendo l’uso della bicicletta una soluzione quotidiana sicura, accessibile e integrata con il trasporto pubblico, nell’ottica dell’intermodalità e di una maggiore vivibilità urbana.
Come accedere alle ciclostazioni
L’accesso, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, è automatico e si attiva tramite app Bomob e abbonamento (3 euro la tariffa giornaliera, 10 mensile e 30 annuale); tutte le ciclostazioni sono dotate di impianto di videosorveglianza, servizio di ricarica bici elettriche, colonnina di manutenzione e gonfiaggio.
Velostazione ExDynamo: dove si trova
La Velostazione grazie al progetto ExDynamo è un altro hub bolognese dotato di ogni servizio per chi si sposta in bicicletta con parcheggio, area riparazione, noleggio, vendita ma anche logistica, assistenza ai turisti, consulenza, piccolo ristoro e addirittura riscaldamento a pavimento e possibilità per i cicloturisti di fare la doccia.
Si trova in via Indipendenza 71 Z, in una vasta area (1577 mq interni, 300 mq esterni) costruita sotto la scalinata monumentale del Pincio come deposito e divenuta nel 2015 un primo spazio dedicato ai ciclisti fino al 2020 quando sono cominciati i lavori di riqualificazione grazie ai fondi “PON Metro” (Piano Operativo Nazionale Città metropolitane) Asse 2.2.4, e a un finanziamento regionale per gli interscambi nodali.






