A Roma Urban Experience in walkabout con la Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico

A Roma Urban Experience torna in walkabout con la Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) dal 15 al 20 ottobre, per L’Aperossa UnArchive, inserita all’interno della Festa del Cinema di Roma (sezione “Risonanze”). I walkabout partiranno, alle ore 17, dalla Centrale Montemartini (Via Ostiense, 106) per arrivare al Teatro Garbatella (Piazza Giovanni da Triora, 15) ed è importante portare i propri auricolari con cavetto (no bluetooth) e se non ci saranno radio per tutti ci saranno degli altoparlantini che diffonderanno on air. I walkabout come si sa garantiscono distanziamento fisico promuovendo prossimità sociale. Fondamentale prenotarsi a eventi@aamod.it. I walkabout sono esplorazioni partecipate radionomadi, condotte da Carlo Infante-Urban Experience, per rilevare storie inscritte nelle geografie urbane tra Ostiense e Portuense e rivelare l’essenza poetica e politica dei paesaggi umani.

Giovedì 15: “RiScatti della Roma industriale perduta”. Saranno “riScatti” fotografici (associando agli scatti d’antan quelli dei nostri esploratori) verso uno scorcio della città emblematico per la memoria industriale perduta. Ricomporremo le tracce di un progetto di ricerca che avevamo avviato anni fa “Vuoti di Senso_Senso dei Vuoti” per rilevare le criticità e le opportunità date dallo svuotamento dell’area più industrializzata di Roma, sviluppata tra la Centrale elettrica Montemartini e gli approdi sul Tevere e faremo ascoltare delle storie del “Mendicicomio”, realizzato in un frantoio industriale del 1895 e trasformato in epoca fascista, come mendicicomio, per togliere dalle strade i senzatetto (in particolare quelli della Suburra, spianata per realizzare i Fori Imperiali) e ora gestito da Roma Capitale come struttura d’accoglienza per anziani poveri.

Venerdì 16: “Alla foce dell’Almone, il fiume sacro”. Il fiume Almone, sacro ai Romani antichi, le cui vicende vengono raccontate da Virgilio nel libro IV dell’Eneide, negli ultimi anni è stato ricettacolo degli scarichi fognari dei Comuni dei Castelli Romani (da dove ha origine) e del quadrante Sud-Est di Roma. Ora è bonificato ma ormai intubato e dimenticato. In questa esplorazione partecipata si racconterà la storia di questo fiume, quella recente e quella mitica, evocando la figura di Cibele e il rito della Lavatio Matris Deum in cui la pietra nera, un meteorite, simbolo aniconico della dea Cibele, veniva condotta in processione e lavata nel fiume sacro, l’Almone.

Sabato 17: “L’abate benedettino del dissenso”. Seguiremo le tracce di Dom Franzoni, per ricordare una delle figure più importanti del cattolicesimo progressista e del dissenso, abate dell’Abbazia di San Paolo negli anni Sessanta e ispiratore della prima comunità cristiana di base. Un monaco benedettino che nel 1974 si schierò a sostegno del Referendum sul Divorzio, scatenando un putiferio nella Chiesa di Roma. Nel 1975, dopo la sospensione a divinis, arrivò anche la dimissione dallo stato clericale. Una grande storia che esplicita quanto sia importante rivelare storie inscritte nelle geografie, delineando, sul campo, quelli che definiamo i Paesaggi Umani.

Domenica 18: “Nel dark side del Gazometro”. Esploreremo i vuoti urbani tra l’Ostiense e il Portuense per incontrare Angelo Palloni dello Studio Arte-Architettura Weltlein e il suo progetto artistico di memoria del territorio. Un’immersione in un work in progress proiettato su un quadrante urbano fortemente evocativo, dove si è creata, all’inizio del Novecento, la modernità di Roma. Siamo nel “dark side” del Gazometro, emblema di archeologia industriale che connota lo skyline di quella parte della città, nel lungotevere più desolato di Roma, dove si svolgeva tempo fa il mercatino più clandestino della capitale, ai margini di un accampamento Rom. Nel lato più oscuro della Riva Ostiense, all’altezza della foce dell’Almone, rivelando Storia e storie, assemblando frammenti di geografie, per un’esplorazione crepuscolare della Roma più distopica.

Lunedì 19: “Rapsodia Garbata”. Ricostruiremo frammenti di storie, come quella leggendaria della “Garbata Ostella” (una mitica locandiera famosa per la sua amorevole accoglienza), entrando nei lotti di Garbatella, straordinario complesso urbano, noto per la sua architettura eclettica. Tra i percorsi si individuano quelli verso l’ arcaico sepolcro dei martiri Felice e Adautto nella Catacomba di Commodilla, in via delle sette Chiese e la casa di Maurizio Arena, in via della Garbatella. Sarà anche per parlare delle vigne di Garbatella, tant’è che il suo reale toponimo pare derivi da “garbata”, un metodo per far crescere le viti sugli olmi di questa borgata-giardino. Ascolteremo frammenti del film “Una vita violenta” (1962) tratto dall’omonimo romanzo di Pasolini (1959) e la voce di Victor Cavallo, l’aedo di Garbatella, straordinario onemanshow dell’avanguardia teatrale romana, prematuramente scomparso.

Martedì 20: “L’assalto ai forni”. Ricorderemo uno dei momenti cruenti di Roma Città Aperta. Nel 1944 la città era stremata dalla fame. Il 7 aprile molte donne dei quartieri Ostiense, Portuense e Garbatella, si convocarono davanti al mulino Tesei, dove si panificava per le truppe tedesche, per reclamare pane e farina. I cancelli del forno cedettero e le donne riuscirono ad entrare, ma arrivarono i tedeschi che ne bloccarono diverse per fucilarle poi, brutalmente, sul ponte di ferro. Non si seppe mai dove siano state sepolte ma accanto al ponte (dove furono esposte macabramente) un monumento ce le ricorda: Clorinda Falsetti, Italia Ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta Maria Izzi, Arialda Pistolesi, Silvia Loggreolo.