A Sud: iniziativa pubblica a sostegno del referendum sulle trivelle

Il 18 marzo si apre ufficialmente, con una grande azione popolare e un momento di partecipazione, la Campagna referendaria verso il voto del 17 aprile sulle trivelle e per un futuro a energia 100% sostenibile. Per questo è stato organizzato a Roma un Flash mob per dare visibilità alle ragioni del “Sì” al referendum

Sempre a Roma, il 20 marzo, è prevista una serata di dibattito sul tema della corsa al petrolio nei mari italiani, con la partecipazione di Andrea Segre e Moni Ovadia. Nel corso della serata verranno proiettati il film “I sogni del lago salato” e un estratto del documentario inchiesta “Italian offshore”, progetto di giornalismo indipendente che racconta il mondo del petrolio nei mari italiani.

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Il film “I Sogni del Lago Salato”è un lavoro estremamente utile per far comprendere quale illusione si leghi ai boom economici vincolati ad una corsa al petrolio che dimostra oggi il prezzo ambientale e sociale che il nostro paese è costretto a pagare.
Il film racconta la storia di un paese, il Kazakistan, che oggi vive quell’euforia dello sviluppo che l’Italia non ricorda nemmeno più. Eppure la sua crescita è legata a doppio filo con l’economia italiana. La crescita dell’economia kazaka, pari al 6% annuo (un tasso che l’Italia ha avuto solo negli anni ’60), è basata in gran parte sull’estrazione di petrolio e gas. L’ENI ha un ruolo chiave nella gestione dei giacimenti kazaki e molti sono gli italiani che lavorano in Kazakistan, in particolare nelle regioni intorno al Mar Caspio, dove è stato girato questo film. Il parallelismo è tra l’attuale boom di questo paese e quello vissuto dal popolo italiano negli anni 60, e mostra le contraddizioni vissute da una crescita e uno sviluppo repentino che mette a rischio la vita sociale e culturale del popolo kazako. In Italia a 60 anni da quel boom, viviamo la crisi di un modello di crescita incentrato sullo sfruttamento delle fonti fossili e che ad oggi, nonostante gli evidenti limiti sociali, economici ed ambientali dimostrati negli anni dai disastri ambientali e dalla crisi occupazionale che ha colpito anche le zone a vocazione industriale e petrolifera, continua ad essere l’unico orizzonte delle logiche di sviluppo del nostro paese.

ITALIAN OFFSHORE

L’idea di Italian Offshore è stata premiata come miglior progetto di inchiesta al DIG – Documentari Inchieste Giornalismi 2015, sezione Focus on Italy, il più importante premio per il giornalismo d’inchiesta in Italia.
Tre giornalisti si sono messi in testa di indagare sul mondo del petrolio in Italia per decifrare il mondo delle trivellazioni nel mar Mediterraneo. Tra pochi giorni gli italiani saranno chiamati a votare un referendum sulle trivellazioni, il documentario, in fase di realizzazione, è già uno strumento efficace per conoscere davvero quali siano gli interessi in gioco, per poter votare, quindi, con maggiore consapevolezza.

Decine di nuovi progetti offshore stanno nascendo davanti alle nostre coste, nonostante l’opposizione di coloro che vivono sul mare: comitati di cittadini, pescatori, ambientalisti. Secondo il governo questo porterà ricchezza e nuovi posti di lavoro. Ma è davvero questo lo scopo di questa nuova corsa al petrolio nei mari italiani? Chi ci guadagna davvero? Quali sono le conseguenze ambientali delle trivellazioni in mare? La sfide di Italian offshore è quella di rispondere a queste domande attraverso un progetto di giornalismo partecipato e indipendente.

Promuovono:

Associazione A Sud
Csoa La Strada
Comitato Cittadino Vota Sì per fermare le Trivelle