È stata messa a dimora a Villa Borghese la prima pianta che replica integralmente il patrimonio genetico dei celebri platani monumentali della Valle dei Platani, uno degli angoli più iconici e antichi del parco storico romano. Si tratta di un intervento senza precedenti per l’Amministrazione capitolina, che segna l’avvio di una nuova fase nella tutela del verde storico cittadino.
La Valle dei Platani affonda le sue radici nel Seicento. Fu il cardinale Scipione Borghese, mecenate e grande appassionato di botanica, a voler piantare nel XVII secolo undici esemplari di Platanus orientalis. Oggi questi alberi, considerati tra i più antichi e maestosi della città, sono censiti nell’elenco del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) come alberi monumentali, per la loro eccezionale importanza storica, culturale e paesaggistica.
Nel corso dei secoli, i platani della Valle sono diventati un simbolo di Villa Borghese e della storia naturalistica di Roma. La loro conservazione è oggi una priorità per la città, soprattutto alla luce delle sfide poste dai cambiamenti climatici, dalle malattie arboree e dall’invecchiamento naturale di questi giganti verdi.
Il progetto di Villa Borghese tra scienza e tutela del patrimonio
La messa a dimora del nuovo esemplare è il risultato di un progetto di collaborazione tra il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale e il Dipartimento di Biologia Ambientale – Orto botanico dell’Università Sapienza di Roma. L’obiettivo è valorizzare, proteggere e tramandare il patrimonio genetico degli alberi di pregio della città, garantendo la continuità delle loro caratteristiche uniche.
Per ottenere un duplicato fedele del materiale genetico dei platani monumentali si è scelta la tecnica della riproduzione agamica, un metodo che permette di generare nuovi individui senza fecondazione, assicurando che il genoma della pianta madre venga mantenuto identico. Opzione decisiva per preservare non solo il valore estetico e paesaggistico ma anche quello storico e biologico degli esemplari originali.
Roma è una città per un terzo verde, con un patrimonio naturale imponente e diffuso. Oltre 340mila alberi pubblici inseriti in aree verdi, parchi, strade e giardini. Tra questi vi sono anche alberi monumentali che, per portamento, età, rarità e storia, rappresentano unicum a livello botanico e culturale e per questo sono tutelati in modo speciale. Pochi giorni fa il MASAF ha pubblicato l’aggiornamento dell’elenco nazionale delle piante monumentali e siamo felici che siano sati inclusi 23 nuovi alberi di Roma, per cui saliamo a 65 alberi censiti, sui 4944 in tutta Italia – ha commentato l’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi.
Un precedente importante per il futuro del verde storico
La piantumazione del primo clone segna un traguardo significativo: mai prima d’ora l’Amministrazione capitolina aveva riprodotto geneticamente alberi monumentali per garantirne la trasmissione alle generazioni future. L’intervento apre la strada a una strategia più ampia di salvaguardia del verde storico romano, che comprende studi sul DNA degli esemplari più preziosi e tecniche avanzate per la loro conservazione.
Il nuovo platano, oggi ancora giovane, rappresenta un ponte tra passato e futuro: un testimone vivente di una storia che affonda le sue radici nel 1600 e che continuerà a crescere, foglia dopo foglia, nelle prossime decadi.
Grazie alla collaborazione tra istituzioni e mondo accademico, Roma compie un passo concreto e innovativo nella gestione del proprio patrimonio naturale, con l’ambizione di preservare per i secoli a venire uno dei suoi tesori verdi più amati.





