Abitare la natura

Abitare la Natura. Il biophilic design per il benessere in casa di Alfredo Fusco

Esce in libreria “Abitare la Natura. Il biophilic design per il benessere in casa” di Alfredo Fusco con postfazione di Lucia Krasovec-Lucas, una delle voci più autorevoli del dibattito architettonico italiano; un percorso dedicato ai progettisti ma anche ai semplici appassionati attraverso tutti gli ambienti delle nostre case: dalla cucina al soggiorno, dal bagno alla camera da letto, dai balconi ai corridoi. E lo fa applicando i quattordici pattern di progettazione biofila (termine che letteralmente significa “amore per la vita” o per la natura) sistematizzati negli Stati Uniti nel 2014, ancora oggi pochissimo praticati in Italia.

Ma cos’è il biophilic design? Fa riferimento ad una disciplina che, invece di trattare la natura come elemento decorativo, la considera componente attiva del progetto: capace di influenzare percezioni, comportamenti, stress, qualità della vita. È parente stretta del salutogenic design, quella corrente che progetta gli spazi a partire da ciò che genera salute, non da ciò che la preserva soltanto. In Italia, invece, è ancora confinato ai circuiti accademici. Questo libro, per la prima volta, lo porta fuori.

Il libro di Maggioli Editore chiude con una proposta che è quasi un manifesto: il reincanto dell’abitare. Ripensare la casa non come contenitore performante ma come ambiente rigenerativo, in gardo di curare, ispirare, ristabilire una connessione autentica con la natura.

Abitare la Natura: a volte bastano gesti semplici

Negli ultimi decenni le nostre case sono diventate efficientissime. Domotica, classe energetica, infissi a triplo vetro, pompe di calore che però piano piano ci hanno fatto perdere il contatto quotidiano, quasi istintivo, con gli elementi naturali da cui dipende il nostro benessere.

E non sempre servono modifiche radicali e costose per avvicinare le nostre abitazioni alla natura, ridurre lo stress quotidiano e migliorare il benessere psicofisico: possono bastare piccoli accorgimenti che l’autore definisce “strumenti compensativi” come posizionare una pianta viva vicino al computer sul quale stiamo lavorando o accanto al letto, aggiungere una piccola fontana in salone, ripensare alla luce naturale e a come entra nelle stanze, modificare i colori per renderli meno artificiali (palette cromatiche basate sulle sfumature del verde, dei marroni, dei tortora, degli ocra e dei blu polverosi) e, infine, prediligere legno con venature a vista, pietra, marmo, argilla, sughero, bambù e tessuti naturali come lino, cotone e lana.

Chi è Alfredo Fusco

Architetto, biophilic designer e docente, si occupa di progettazione sostenibile e integrazione tra uomo e ambiente. Insegna in istituzioni formative tra Milano e Verona ed è ideatore di percorsi accademici dedicati al green building. Scrive per testate specializzate e si concentra su biofilia applicata, materiali naturali e nuovi modelli dell’abitare contemporaneo. Vive e lavora a Milano.