Il WWF Italia presenta il nuovo studio sull’acciaio sostenibile e la decarbonizzazione del settore siderurgico. Commissionato all’Università di Trieste, il report ha identificato tre possibili scenari di abbattimento delle emissioni di CO2 che consentono di misurare le opportunità e le sfide della produzione di acciaio, primario e secondario.
Chi sono i destinatari? Le imprese e le istituzioni chiamate a sovrintendere la transizione verso gli obiettivi di neutralità climatica al 2050, tenendo conto degli interessi promossi e tutelati dalla società civile organizzata e dai sindacati.
Alla presentazione hanno partecipato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia di WWF Italia, e i professori Andrea Mio, Dipartimento di Ingegneria e Architettura, Romeo Danielis, Dipartimento di Scienze Economiche e Giovanni Carrosio, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, tutti e tre dell’Università degli Studi di Trieste.
La decarbonizzazione dei settori ‘hard to abate’ non è semplice, e a nostro parere la scommessa è la capacità di governo e industria di saper governare e gestire la complessità. Come orizzonte temporale”, spiega Midulla, “lo studio considera azioni di mitigazione delle emissioni dei gas serra sul breve e sul medio-lungo periodo. Le azioni a breve termine prevedono l’integrazione di soluzioni innovative anche all’interno di impianti preesistenti, al fine di limitare l’entità degli investimenti richiesti in attesa del consolidamento delle tecnologie più innovative. Queste ultime dovranno essere implementate nel medio-lungo periodo, al fine di decarbonizzare completamente il settore entro il 2050.
Acciaio sostenibile, prospettive a breve, medio e lungo termine
Nella prospettiva a breve termine si elimina l’uso del carbone, sostituito dal gas, con possibili azioni correttive consistenti nell’aggiunta nella cattura e nel riuso della CO2 alle tecnologie già presenti in Italia (BF-BOF ed EAF ovvero altiforni e forni elettrici ad arco). Nonostante ciò riduca in modo consistente le emissioni dirette, la riduzione complessiva di emissioni al 2050, pari a -10,02 MtonCO2 (-53,37% rispetto al dato 2022 proiettato al 2050), risulta piuttosto limitata rispetto agli altri scenari di decarbonizzazione.
A medio termine, invece, si potrebbero introduce modifiche sostanziali nei processi produttivi al fine di ottenere una decarbonizzazione completa del settore sul lungo periodo. La tecnologia BF-BOF verrà sostituita dalla tecnologia (Direct Reduced Iron basata sull’utilizzo del gas naturale (e possibilmente biometano), le cui emissioni di anidride carbonica verranno catturate e convertite in prodotti utili. L’energia elettrica necessaria ai vari processi produttivi deriverà sia da impianti di produzione di energia rinnovabile, che dalla rete elettrica nazionale che sarà sempre più decarbonizzata.
Lo scenario ideale prevede una prospettiva a medio-lungo termine in cui l’acciaio primario sarà prodotto tramite la tecnologia DRI basata sull’utilizzo dell’idrogeno verde. Tutti i combustibili fossili verranno sostituiti da fonti rinnovabili equivalenti ed il mix energetico nazionale sarà basato principalmente su fonti decarbonizzate.
Obiettivo 2050: riduzione drastica delle emissioni
Lo scenario di decarbonizzazione profonda per l’industria siderurgica italiana punta a una riduzione complessiva delle emissioni di CO2 pari a -12,735 MtonCO2 entro il 2050. Si tratta di un taglio significativo che corrisponde al 67,84% rispetto al dato del 2022 proiettato al 2050. Un aspetto fondamentale di questo scenario è la sua flessibilità: la riduzione delle emissioni potrà aumentare nel tempo, in linea con l’incremento della quota di fonti energetiche decarbonizzate nel mix energetico nazionale.
Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, saranno necessari investimenti pari a 1,386 miliardi di euro all’anno. Si tratta di una cifra inferiore rispetto all’installazione di impianti di cattura della CO2. Il costo livellato di produzione dell’acciaio (LCOP) potrebbe invece assestarsi intorno a 621,61€/ton. Gli occupati faranno segnare quota 39.400 addetti nel settore siderurgico ed più di 12.000 nel settore delle rinnovabili.





