Un recente studio, pubblicato con il sostegno di 28 associazioni civiche, tra cui il WWF Italia, sottolinea l’urgenza per l’Unione Europea di accelerare la transizione verso la produzione di acciaio verde, senza uso del carbone. Questa svolta è considerata fondamentale per preservare la competitività industriale e garantire il futuro di oltre due milioni di lavoratori nel settore.
Il documento “The State of the European Steel Transition” mette in evidenza il momento critico in cui si trova l’industria siderurgica europea, evidenziando al contempo la presenza di una chiara via verso la produzione di acciaio ecocompatibile. La pubblicazione coincide con il lancio del Steel and Metals Action Plan (SMAP) da parte della Commissione Europea, un piano che punta a rendere commercialmente sostenibile la produzione di acciaio pulito.
Il futuro della competitività industriale europea dipende dalla decarbonizzazione rapida, da investimenti mirati e dalla crescita delle tecnologie verdi. Non possiamo permettere che i grandi inquinatori, come il settore siderurgico, continuino con il business as usual. Nel 2023, l’industria dell’acciaio ha ricevuto 11,3 miliardi di euro in permessi gratuiti di emissione, un costo scaricato sulla società anziché sulle aziende – ha dichiarato Camille Maury, Senior Policy Officer per la decarbonizzazione industriale del WWF EU.
Acciaio verde: il 2025 anno chiave per una transizione giusta
Il 2025 potrebbe essere l’anno decisivo per definire politiche in grado di guidare questa transizione. Tuttavia il piano europeo non ha potuto contare sul contributo di ONG ambientaliste, lasciando spazio a un’influenza sbilanciata dell’industria legata ai combustibili fossili. Le politiche europee dovranno puntare sull’eliminazione graduale della produzione siderurgica basata sui combustibili fossili, sull’espansione dell’uso dell’idrogeno verde e di tecnologie alimentate da energia rinnovabile, sul rafforzamento della circolarità e sulla tutela sociale dei lavoratori durante il passaggio.
L’Europa è attualmente all’avanguardia nello sviluppo di tecnologie per la produzione di acciaio a bassissimo impatto ambientale, tuttavia la competizione con la Cina e la regione MENA (Medio Oriente e Nord Africa) si fa sempre più intensa. Il rapporto propone otto raccomandazioni fondamentali per ridurre l’impronta ecologica del settore siderurgico, responsabile del 5% delle emissioni totali di CO2 dell’UE.
Stop agli altiforni a carbone, via libera all’idrogeno
Priorità assoluta è bloccare il rilascio di nuove autorizzazioni e investimenti per gli altiforni a carbone, sia quelli esistenti che quelli di nuova costruzione. La Commissione Europea deve inoltre imporre piani di riconversione “tempestivi, ambiziosi e trasparenti” per gli impianti già operativi, assicurando nel contempo che i nuovi progetti basati sull’idrogeno verde procedano senza ritardi.
L’industria pesante, incluso il settore siderurgico, è un pilastro dell’economia europea, garantendo occupazione e materiali essenziali, ma a un prezzo elevato per il clima e la salute pubblica. Per ridurre questo impatto saranno necessari ingenti investimenti nella decarbonizzazione. Tuttavia, chi beneficia di fondi pubblici deve impegnarsi a utilizzarli per soluzioni concrete e coerenti verso l’industria a carbonio zero, a minimizzare l’impatto ambientale e per la salute e a garantire posti di lavoro di qualità durante la transizione verso un’economia più verde – ha commentato Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia di WWF Italia.





