Luca Pereno

Ad alto impatto: intervista a Luca Pereno presidente di (RI)GENERIAMO

Aumentare l’impatto delle azioni di responsabilità sociale e ambientale. Questa la missione di (RI)GENERIAMO, società benefit nata nel 2020, in pieno Covid, per dare un contributo a chi non ce la fa, a chi è svantaggiato in una società ancora poco attrezzata per allievare disagio ed esclusione, per dare una mano all’ambiente, che soffre una sempre più marcata crisi climatica con fenomeni sempre più estremi e distruttivi.

Un’idea nata nel 2018, a Cagliari, nel pieno delle iniziative della Settimana sociale promossa dalla Cei, la conferenza dei vescovi italiani, quando Luca Pereno, Ilaria Signorello e Ivan Vitali decidono di creare qualcosa di nuovo a metà tra il profit e il non profit: un ponte, ideale e concreto, tra mondo delle aziende, dell’impresa sociale, dell’associazionismo. Oggi il gruppo di (RI)GENERIAMO è composto da tante persone, professionisti impegnati in diversi ambiti, tutti accomunati da un forte impegno volontario in questa missione.

L’intervista a Luca Pereno presidente (RI)GENERIAMO

Un’idea da subito piaciuta e sposata da Leroy Merlin, colosso del bricolage che oggi conta più di 50 punti vendita in tutta Italia e dove Luca Pereno è referente per i progetti ad impatto sociale, che ha deciso di dare subito il proprio contributo all’impresa. Un’azione ad alto impatto, a giudicare dall’ultimo bilancio sui benefici complessivi prodotti contabilizzati utilizzando il BES (Bilancio Equo Sostenibile): in soldoni, cioè in euro, si è passati dai 50 mila euro generati nel 2020 a più di 1 milione certificato nel 2024. Parliamo di questa positiva ed efficace realtà con il presidente di (RI)GENERIAMO.

Cosa vi ha spinto a mettere in campo questa iniziativa?

Nasce dalla nostra volontà di moltiplicare l’impatto sociale, superando i limiti della responsabilità sociale d’impresa tradizionale, che spesso è limitata in termini di impatto e dipendente dalla disponibilità di fondi aziendali. Le nostre sfide principali erano e rimangono generare lavoro per risolvere problematiche sociali, soprattutto per favorire l’inclusione di persone con fragilità, per dare il nostro contributo alla sostenibilità ambientale, per creare impatto con budget non eccessivi e assicurare la continuità dei progetti attraverso l’autofinanziamento, cambiando il modello di erogazione di risorse dall’azienda for profit all’ente no profit in un modello di co-progettazione di iniziative che si autosostengano nel tempo.

Avete subito scelto di essere una società benefit, oggi anche con certificazione B Corp. Perché?

La nostra idea iniziale era di creare un’impresa sociale ma abbiamo dovuto scartare l’ipotesi perché non avremmo potuto coinvolgere nel board imprese profit, come Leroy Merlin che oggi detiene il 40% delle quote. Essere una società benefit consente di collocarci in mezzo a due mondi che, se dialogano e lavorano insieme, grazie al nostro contributo possono aumentare l’impatto delle azioni.

Aiutare, stimolare, generare, sviluppare, promuovere: verbi che rappresentano le principali linee della vostra azione. Come si concretizzano?

Persone con fragilità e diverse tipologie di disabilità, come Asperger e Down, vengono inserite in progetti di lavoro, anche creativo, come “I formidabili”, un progetto per l’inclusione di persone vulnerabili all’interno dei negozi o per la cura delle aree verdi di Leroy Merlin Italia. Nell’ultimo anno abbiamo coinvolto circa 140 ragazze e ragazzi. Ma non solo: ci occupiamo di produzione. Attualmente è attivo un progetto a Palermo per la produzione di cucce per cani e una linea presentata per i rifugi montani (Luca è un grande appassionato di montagna, escursionista e guida ambientale), in collaborazione con la cooperativa Il Margine. L’ambito della produzione è il più difficile a causa delle dinamiche della grande distribuzione, che rendono complesso competere sui prezzi e mantenere la qualità, ma è una linea che continuiamo a seguire, ad esempio con piccole varianti come le “riparazioni solidali”, sempre in collaborazione con Leroy Merlin, che genera un impatto sociale mantenendo la stessa qualità, prezzi e tempi del servizio tradizionale.

Naturalmente il lavoro e la formazione non sono gli unici ambiti. In quali settori state registrando i risultati che vi danno maggiore soddisfazione?

Un po’ in tutti ma mi piace ricordare il lavoro per la valorizzazione di percorsi e luoghi marginali, come il progetto di marketing territoriale che stiamo portando avanti in Molise, in collaborazione con la cooperativa La Paranza, che coinvolge le scuole nell’analisi del territorio e nella creazione di cammini turistici. Analoga iniziativa la stiamo testando in Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia.

Nel report date conto delle performances utilizzando il BES (Benessere equo sostenibile), un indicatore che aiuta a misurare appunto non solo gli impatti economici ma appunto anche quelli umani e ambientali indispensabili per determinare il benessere complessivo prodotto dalle attività economiche. Come funziona e cosa emerge?

La nostra organizzazione deve bilanciare l’alto impatto sociale prodotto da alcune iniziative, come nel caso dei Formidabili, che però registrano un basso impatto economico, con progetti che garantiscano un buon risultato dal punto di vista finanziario. Con le iniziative che promuoviamo ad esempio in campo ambientale attraverso il progetto Energia del Bosco, in cui ci occupiamo di manutenzione e di rimboschimento, generiamo risorse che ci permettono di alimentare gli altri ambiti. La sostenibilità economica è garantita dal mix di progetti e gli utili non vengono distribuiti ma reinvestiti. Utilizziamo il BES perché è un indicatore di sintesi più completo per misurare l’impatto complessivo delle nostre azioni.

Avete raccolto l’adesione di diverse imprese, tra cui big come Leroy Merlin che sono con voi sin dall’inizio di (Ri)generiamo: in che modo la rete di imprese vi sostiene?

Leroy Merlin svolge un ruolo fondamentale in (RI)GENERIAMO, contribuendo con risorse umane e supportando l’azienda come main sponsor. Io sono un dipendente dell’azienda, che colloca (RI)GENERIAMO nella sua strategia di social business, come attività di ingaggio delle comunità. Vorremmo allargare la rete utilizzando gli stessi meccanismi di collaborazione e siamo molto soddisfatti che altri soggetti abbiano manifestato recentemente l’interesse ad entrare nella compagine societaria.

di Marcello Volpato