Il Senato ha iniziato l’esame di una proposta di legge che potrebbe segnare una svolta epocale nel rapporto tra uomo e animali: il divieto assoluto di macellazione per tutti gli equidi. Se approvato, cavalli, pony, asini e muli cambieranno ufficialmente status giuridico, venendo equiparati a cani e gatti come animali da affezione.
L’OIPA – Organizzazione Internazionale Protezione Animali ha accolto la notizia con estremo favore, definendola una “legge storica” necessaria per riscattare creature che, per millenni, hanno servito l’umanità in silenzio.
Sono sempre di più le persone che considerano i cavalli animali da affezione, spesso veri e propri membri della famiglia. In particolare la loro macellazione è un argomento controverso, tanto che moltissimi consumatori non mangiano carne di cavallo in Italia, proprio per il sentimento di vicinanza a questi animali. Ci auguriamo che il divieto di macellazione degli equidi venga ufficializzato al più presto, compiendo un passo importante verso una tutela più coerente con la sensibilità crescente dei cittadini – ha commentato Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia.
Dal servizio alla tutela: la fine di un paradosso
Per secoli gli equini sono stati i compagni invisibili del progresso umano: forza motrice nei campi, instancabili mezzi di trasporto e soldati silenziosi sui fronti bellici. Oggi, nonostante il loro ruolo sia virato verso l’ambito agonistico e il tempo libero, molti di loro subiscono ancora un destino brutale.
Il problema principale risiede nel concetto di “fine carriera”. Quando un cavallo non è più ritenuto produttivo o competitivo, il rischio di finire nella filiera alimentare è altissimo. La nuova legge mira a scardinare questo meccanismo, introducendo la dicitura automatica di “Non DPA” (Non Destinato alla Produzione Alimentare) per ogni esemplare presente sul territorio nazionale.
Carne di cavallo, cosa prevede la legge: pene e sanzioni
Il testo in discussione non si limita a un cambio di definizione ma introduce un apparato sanzionatorio estremamente severo per scoraggiare qualsiasi violazione:
- reclusione da 3 mesi a 3 anni per chi alleva equini a scopo alimentare;
- multe da 30mila a 100mila euro, con aumenti di un terzo della pena se la carne è immessa sul mercato;
- obbligo di iscrizione in un registro nazionale e applicazione di un transponder sottocutaneo, con multe da 20 fino a 50mila euro per chi non regolarizza l’animale entro due mesi.






