Agenda 2030 8 anni ASviS

Agenda 2030, 8 anni di ASviS tra sfide e obiettivi, di Ottavia Ortolani

Nel mondo e in Italia non si sta ancora facendo abbastanza per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030. Anzi, nel nostro Paese a parte lievi miglioramenti per sei Obiettivi quali istruzione, parità di genere, energia rinnovabile, lavoro dignitoso, innovazione e lotta al cambiamento climatico, e una sostanziale stabilità per gli aspetti legati al cibo, alle disuguaglianze e alle città sostenibili, stiamo andando incontro a diversi dietrofront.

Rispetto al 2010, l’Italia è peggiorata su aspetti come la povertà, i sistemi idrici e sociosanitari, la qualità degli ecosistemi terrestri e marini, la governance e la partnership. Tuttavia, è importante ricordare anche i numerosi passi avanti, concreti e tangibili, che l’Italia ha fatto in termini di sostenibilità, traguardi non scontati che hanno indirizzato il nostro Paese, seppur con alcune battute d’arresto, su un sentiero di sviluppo sostenibile.

Nel 2016 nasce ASviS e l’Agenda 2030 entra nelle scuole

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Nel 2016, a pochi mesi dalla nascita dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, nasce in Italia la Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (RUS) con lo scopo di diffondere sia all’interno che all’esterno degli Atenei la cultura e le buone pratiche di sostenibilità. Nello stesso anno, l’Agenda 2030 è entrata anche nella scuola italiana grazie all’accordo tra l’ASviS e il Miur.

Questa prima intesa si è poi consolidata nel corso degli anni finché nel 2020, con l’insegnamento obbligatorio dell’educazione civica, l’educazione alla sostenibilità e alla cittadinanza globale è entrata nelle scuole di ogni ordine e grado. Sono così stati inseriti nei programmi ministeriali i principi dell’Agenda 2030 e dei suoi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile ed è diventata obbligatoria per i docenti la formazione su questi temi.

Il Rapporto annuale di ASviS

Con l’introduzione degli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (BES) nella definizione delle politiche economiche, il 2016 rappresenta un anno importante anche dal punto di vista del sistema di monitoraggio: non si può parlare, infatti, di sviluppo sostenibile se non lo si “misura” e l’Italia dispone oggi, grazie anche al lavoro dell’ASviS, di uno dei sistemi di monitoraggio più sviluppati a livello internazionale. A partire dal 2017 l’ASviS pubblica il suo Rapporto annuale nel quale, grazie a originali indicatori sintetici, monitora il percorso fatto dall’Unione europea e dall’Italia per ciascuno dei 17 Goal.

Nasce nel 2017 il Festival dello Sviluppo Sostenibile

Per l’Italia, il 2017 segna anche l’approvazione, poi rielaborata nel 2022, della prima Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, vale a dire il quadro di azione orientato alla promozione di uno sviluppo che armonizza aspetti economici, sociali e ambientali, declinando gli SDGs al contesto nazionale. Dello stesso anno è anche la nascita da parte dell’ASviS del primo Festival dello Sviluppo Sostenibile (22 maggio – 7 giugno), la più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare cittadini, giovani generazioni, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità.

In sette anni sono stati realizzati circa 5.500 eventi tra convegni, seminari, workshop, mostre, spettacoli, eventi sportivi, presentazioni di libri, documentari e molto altro ancora e quest’anno l’ottava edizione si svolgerà dal 7 al 23 maggio in Italia, online e nel mondo.

Rapporto SDGs e indicatori Agenda 2030

Dal 2018 l’Istat pubblica annualmente il Rapporto SDGs, che contiene un ampio insieme di indicatori legati all’Agenda 2030, ma occorre aspettare il 2019 affinché il CIPE diventi CIPESS (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile): questa modifica ha previsto che gli investimenti pubblici siano decisi in base a criteri di sostenibilità.

Il 2020 e il 2021, il PNIEC e il Primo Rapporto sui territori

A poche settimane dallo scoppio della pandemia, nel 2020 il Ministero dello sviluppo economico ha pubblicato il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), cioè il programma che stabilisce gli obiettivi nazionali al 2030 su diversi temi come l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili, la sicurezza energetica e la mobilità sostenibile.

A fine anno, invece, nasce il Primo Rapporto “I Territori e lo sviluppo sostenibile” presentato in un evento streaming dall’ASviS con lo scopo di analizzare il posizionamento di regioni, province, città metropolitane, aree urbane e comuni rispetto ai 17 SDGs. Nel febbraio 2021 con la nascita del Governo Draghi, Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS, è nominato Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e poco dopo si insedia il Coordinamento delle politiche nazionali per la transizione ecologica (CITE).

La modifica agli articoli 9 e 41 della Costituzione nel 2022

Ma la riforma più significativa per lo sviluppo sostenibile in Italia, proposta dall’ASviS fin dalla sua nascita, è la modifica agli articoli 9 e 41 della Costituzione nel 2022, con cui sono stati inseriti tra i principi fondamentali la tutela dell’ambiente, della biodiversità, degli animali e degli ecosistemi “anche nell’interesse delle future generazioni”. Una modifica cruciale, la prima nella storia della Repubblica italiana dei principi fondamentali della Costituzione, in occasione della quale l’ASviS organizza un evento dedicato il 22 febbraio per celebrare il secondo anno di questo importante inserimento nella Costituzione italiana.

La Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile e il PNACC

Nel 2023 approvata dal CITE la seconda Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile, mentre recentemente, nel gennaio 2024, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha approvato il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) per contenere la vulnerabilità dei sistemi naturali, sociali ed economici agli impatti dei cambiamenti climatici e aumentarne la resilienza.

Come detto all’inizio, occorre fare ancora molta strada per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030. Tuttavia, è lecito chiedersi a che punto sarebbe l’Italia senza gli sforzi congiunti del governo, delle istituzioni e della società civile appena elencati. È possibile continuare a progredire verso uno sviluppo più sostenibile: la strada è lunga, ma i risultati finora raggiunti ci danno speranza per il futuro.

Scopri i progressi dell’Italia in questi otto anni:

Le numerose pubblicazioni ASviS sui 17 SDGs

Il pieghevole che illustra le principali tappe

Il messaggio di Mallen, Stefanini e Giovannini con tutte le infografiche che raccontano la conoscenza dell’Agenda 2030 in Italia

di Ottavia Ortolani, Responsabile Progetti di Comunicazione e Advocacy Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS