Global Compact Report

Agenda 2030, UN Global Compact: il 59% delle aziende ha un piano ma solo un terzo lo monitora

Il nuovo report European Private Sector SDG Stocktake 2024 realizzato dai Network europei di UN Global Compact, ha rivelato un dato incoraggiante: sette aziende europee su dieci hanno una conoscenza approfondita dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) fissati dall’Agenda 2030. Ancora più significativo: sei su dieci hanno integrato questi obiettivi nelle loro strategie aziendali. Questo trend positivo indica un crescente impegno del settore privato nel contribuire a un futuro più sostenibile.

L’indagine, condotta su oltre 1.422 aziende (di cui il 52% aderenti al Global Compact delle Nazioni Unite) in 10 Paesi europei (Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Svizzera/Liechtenstein, Grecia, Irlanda, Bulgaria, Serbia e Turchia) ha evidenziato un particolare focus su tre SDGs: parità di genere, lavoro dignitoso e cambiamento climatico. Questi temi, sempre più al centro del dibattito pubblico, riflettono le priorità attuali sia delle imprese che della società civile.

I risultati dell’indagine dimostrano la crescente propensione del settore privato europeo nell’integrare gli SDGs nelle loro strategie aziendali – ha dichiarato Marco Frey, Presidente dell’UN Global Compact Network Italia – È fondamentale definire indicatori chiari per la misurazione dei propri progressi verso i Global Goals. Inoltre, coinvolgere le catene di fornitura in percorsi virtuosi di sostenibilità, a partire da attività di formazione e capacity building, sarà un elemento chiave per le aziende per aumentare l’impatto positivo del business al livello globale. Infine, orientare gli investimenti finanziari delle grandi imprese verso la sostenibilità e gli SDGs può dare un contributo importante nel mobilitare e scalare le risorse necessarie per garantire una crescita sostenibile e responsabile nel lungo periodo.

Agenda 2030, lo scenario in Europa

Le aziende europee dimostrano un forte impegno verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, con una netta maggioranza che dichiara di averne una conoscenza approfondita e di integrarli nelle proprie strategie. In particolare, le imprese si concentrano su parità di genere, lavoro dignitoso e lotta ai cambiamenti climatici. Questo impegno ha portato a risultati positivi in termini di performance economica, ma evidenzia anche la necessità di un approccio più strutturato alla misurazione e al raggiungimento degli SDGs. Solo un terzo delle aziende ha infatti definito obiettivi specifici e misurabili mentre meno di un quarto ha valutato l’impatto delle proprie attività.

Cosa accade in Italia

Le aziende italiane dimostrano un forte impegno verso gli SDGs. L’88% dichiara di aver acquisito una conoscenza approfondita degli SDGs e il 72% di quelle con una strategia di sostenibilità li ha integrati. In particolare la vita sulla terra, la salute e il benessere e la giustizia sono al centro dell’attenzione. Con l’entrata in vigore della CSRD – Corporate Sustainability Reporting Directive l’83% delle aziende italiane farà riferimento agli SDGs nei propri report di sostenibilità. Tuttavia solo il 43% utilizza indicatori di performance specifici per misurare i progressi, evidenziando la necessità di un approccio più strutturato alla valutazione dell’impatto.

Le 5 raccomandazioni di UN Global Compact

Il report è stato realizzato grazie a un’indagine congiunta condotta da 10 Network Europei UNGC, i cui dati sono stati analizzati e consolidati da PwC France & Maghreb. La maggior parte degli intervistati sono PMI (43%), seguiti da aziende a media capitalizzazione (33%).

Le microimprese rappresentano il 13% degli intervistati, mentre le grandi aziende l’11%. Per l’Italia, sono state intervistate 140 imprese, di cui il 79% aderenti al Network. Le reti europee del Global Compact delle Nazioni Unite hanno formulato cinque raccomandazioni per le aziende europee:

  • integrare gli SDGs nelle loro attività e nei processi;
  • comunicare sugli SDGs e definire indicatori di misurazione dei progressi;
  • attivare sempre più partnership con attori di diversa natura, per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030;
  • impegnarsi sulla formazione dei propri fornitori sui temi dello sviluppo sostenibile e sugli SDGs;
  • rafforzare la connessione fra SDGs e investimenti finanziari.

Con l’Agenda 2030 che si avvicina alla sua fase finale, l’urgenza di accelerare i progressi verso gli SDGs non può essere sottovalutata – ha dichiarato Daniela Bernacchi, Executive Director dell’UN Global Compact Network Italia – Le aziende europee hanno compiuto passi significativi nell’allineamento agli obiettivi, ma è chiaro che dobbiamo trasformare queste ambizioni in risultati concreti. Il quadro regolatorio europeo sempre più articolato e orientato alla sostenibilità, che sarà effettivo in modo graduale da oggi al 2029, offre un’opportunità unica per rafforzare l’impegno e rendere misurabili e omogenei i risultati e le performance di sostenibilità delle imprese. La collaborazione tra aziende, Istituzioni e società civile sarà essenziale per fare dell’Europa un modello di sostenibilità globale. Queste alleanze pubblico-privato-terzo settore, dunque, sono un fattore critico di successo per colmare il gap ancora esistente rispetto al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030.