Domenica 30 marzo, in Trentino e Veneto, i cittadini marceranno per chiedere una agricoltura senza veleni e nuovi OGM. I pesticidi chimici avvelenano le acque, il suolo, l’aria, distruggendo la biodiversità e compromettendo la qualità della vita di migliaia di cittadini residenti in aree rurali con coltivazioni intensive.
Il WWF Italia aderisce alla “Marcia Stop Pesticidi” per denunciare i rischi dell’esposizione, per avere la certezza che la UE riduca l’uso della chimica dannosa e per evidenziare che gli OGM, ora definiti in Italia TEA – Tecniche di Evoluzione Assistita, non costituiscono una valida alternativa.
In ampie zone dedicate alla coltivazione di mele in Trentino-Alto Adige e nei vigneti del prosecco veneto, si continua a fare uso di sostanze nocive per la salute umana e l’ambiente. A causa del fenomeno noto come “deriva”, i fitofarmaci impiegati nei campi si diffondono nelle aree limitrofe, tanto che le analisi rivelano la loro presenza nei terreni, nelle acque superficiali e sotterranee, nell’erba dei parchi giochi e nell’aria che respiriamo. Una problematica che interessa l’intera Italia, al quarto posto in Europa per vendita e impiego di pesticidi chimici ma che coinvolge l’intera Unione Europea.
Agricoltura: la UE non dimezza i pesticidi
Il documento Visione per l’Agricoltura e l’Alimentazione, pubblicato dalla Commissione europea il 19 febbraio, ha ufficialmente abbandonato il Regolamento sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (SUR) rinunciando all’obiettivo di dimezzare l’impiego di pesticidi entro il 2030. La Commissione sostiene che l’eliminazione dei pesticidi, anche quelli tossici, è impraticabile senza offrire agli agricoltori alternative valide, che la stessa Commissione identifica principalmente nei nuovi OGM.
Ma le alternative ci sono eccome: agroecologia e agricoltura biologica, pratiche in aumento nei 27 Paesi dell’Unione europea, in particolare in Italia. Il biologico italiano continua a crescere e ha raggiunto, alla fine del 2023, quasi 2,5 milioni di ettari (+4,5%, rispetto al 2022), pari al 19,8% della Superfice agricola utilizzata (SAU) considerando che la superficie agricola utilizzata arriva a 12,4 milioni di ettari complessivi.
Mentre molti agricoltori e consumatori scelgono una agricoltura e una alimentazione libere da veleni, i nostri decisori politici continuano a tutelare gli interessi delle multinazionali dell’agrochimica e delle corporazioni agricole.
Per il WWF la contaminazione da pesticidi in Italia resta un rischio serio e reale, ma nel nostro Paese si preferisce non parlarne. Il Rapporto nazionale pesticidi nelle acque, redatto da ISPRA con lo scopo di illustrare l’impatto sulle acque superficiali e sotterranee derivante dall’uso dei pesticidi, è infatti fermo al monitoraggio del 2021 (Report ambientali SNPA n. 41/2024). Ma ignorare il problema dell’agricoltura avvelenata non aiuterà a risolverlo.






