AI4Peace

AI4Peace, a Roma il dialogo internazionale per orientare l’Intelligenza Artificiale verso la Pace

Roma è stata per due giorni il luogo di un confronto internazionale sul rapporto tra Intelligenza Artificiale, conflitti e costruzione della Pace. Il 21 e 22 settembre si è svolta la prima edizione di AI4Peace, il Global Biennial Symposium & International Conference, dedicato alle opportunità e alle sfide poste dall’AI nei processi di prevenzione e risoluzione dei conflitti, nella tutela dei diritti umani e nella costruzione di nuovi modelli di governance.

L’appuntamento, fortemente voluto dall’Università per la Pace dell’Onu e dalla sede italiana dell’ateneo, insieme alla Pontificia Accademia per la Vita e alla Pontificia Università Lateranense, ha riunito istituzioni, mondo accademico, ricerca scientifica, diplomazia, economia, filosofia e dimensione religiosa. Proprio presso la Pontificia Università Lateranense si sono concentrate le sessioni plenarie e i lavori tematici.

La pace non è esterna alla difesa della vita: ne costituisce una delle condizioni fondamentali – dichiara Renzo Pegoraro, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita – Di fronte all’intelligenza artificiale non basta quindi chiederci che cosa la tecnologia possa fare, ma verso quale fine vogliamo orientarla. È il principio che guida la Rome Call: l’etica deve entrare fin dalla progettazione e la responsabilità umana non può dissolversi dietro la complessità della macchina. La pace può diventare una direzione positiva della ricerca e dell’innovazione

 

Il passaggio dalla conferenza alla costituzione dell’associazione rappresenta uno degli elementi qualificanti di AI4Peace – spiega Sergio Bellucci, Direttore Accademico Upeace UN Italia – L’obiettivo è infatti dare continuità al confronto internazionale e costruire una rete capace di proseguire il lavoro oltre le singole edizioni del simposio, promuovendo ricerca, dialogo interdisciplinare e proposte sui temi dell’Intelligenza Artificiale applicata alla costruzione, alla promozione e alla difesa della Pace. Siamo entrati in una fase nella quale non possiamo più limitarci a discutere delle potenzialità tecnologiche dell’IA, dobbiamo interrogarci e prepararci ad affrontare le conseguenze che avrà sugli equilibri internazionali, sui conflitti, sulle democrazie e sulla vita delle persone.

AI4Peace: gli intervenuti

Pensato non come evento isolato, ma come convegno biennale e piattaforma internazionale permanente, AI4Peace ha posto al centro del dibattito una domanda sempre più urgente: come fare in modo che l’intelligenza artificiale possa essere orientata alla Pace e non diventare un ulteriore fattore di conflitto?

I lavori alla Pontificia Università Lateranense si sono aperti lunedì 21 settembre con un Messaggio Pontificio, trasmesso dalla Segreteria di Stato, con il saluto e l’incoraggiamento di Papa Leone XIV, letto da don Andrea Ciucci, Cancelliere della PAV. A seguire, è intervenuto il Cardinale Vicario di Roma Baldassarre Reina, dando avvio alla sessione istituzionale che ha visto confrontarsi rappresentanti delle istituzioni, dell’accademia e di organismi internazionali.

Tra gli interventi della prima giornata quelli di Francisco Rojas Aravena, Rettore dell’Università per la Pace dell’Onu; Renzo Pegoraro, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita; Alfonso V. Amarante, Rettore della Pontificia Università Lateranense; e Roberto Savio, Rappresentante Diplomatico dell’Università per la Pace dell’Onu in Italia.

Il programma è entrato nel vivo con una sessione plenaria che ha riunito alcune delle voci internazionali più autorevoli sui temi dell’economia, della geopolitica, della tecnologia e della pace. Tra i protagonisti del confronto Sergey Bodrunov, Presidente della Libera Società Economica della Russia; Jeremy Rifkin, economista e fondatore della Foundation on Economic Trends; Jeffrey Sachs, economista e professore della Columbia University; Antoinette Rouvroy, filosofa e ricercatrice dell’Università di Namur; e Sergio Bellucci, Direttore Accademico dell’Università per la Pace dell’Onu in Italia. Il confronto ha visto inoltre la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo accademico internazionale e di alti rappresentanti dell’UNESCO.

Dall’etica dell’IA alla nascita di AI4Peace International Association

Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale, pluralismo teorico, etica e processi decisionali. Uno dei momenti centrali dei lavori è stato il panel dedicato all’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, che ha ampliato il confronto sul rapporto tra innovazione tecnologica, persona, dignità e responsabilità.

La conferenza si è conclusa nel pomeriggio del 22 settembre con la restituzione dei lavori delle sessioni parallele, la plenaria conclusiva e la firma ufficiale per la costituzione della AI4Peace International Association, alla presenza delle istituzioni promotrici e dei partecipanti.

Nel corso dell’evento è emersa con forza la necessità di accompagnare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale con una riflessione condivisa sulle sue implicazioni sociali, politiche ed etiche. Come ha sottolineato il Rettore dell’Università per la Pace dell’Onu, Francisco Rojas Aravena, la Pace non può essere considerata semplicemente come «l’assenza della guerra», ma come un processo che richiede istituzioni, conoscenza, cooperazione e capacità di affrontare le cause profonde dei conflitti.

L’intelligenza artificiale tra conflitti e pacificazione globale

In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale è stata presentata come una tecnologia capace di offrire strumenti straordinari per la prevenzione e la gestione dei conflitti, ma anche di amplificare disuguaglianze, tensioni e nuove forme di conflitto. È proprio attorno a questa ambivalenza che AI4Peace ha avviato il proprio percorso internazionale, con l’obiettivo di costruire un dialogo permanente capace di accompagnare le trasformazioni tecnologiche nel rispetto dei principi della Pace, dei diritti umani e della dignità della persona.