Lago ex Snia

Lago ex Snia arrivano i permessi per costruire, un’area senza pace

Il Comune di Roma autorizza l’edificazione dell’area lago ex Snia Viscosa. In questo quadrante est densamente popolato e altamente inquinato della capitale la lotta per regalare agli abitanti un polmone verde dura da trent’anni; negli ultimi otto il Forum territoriale permanente del Parco delle Energie ha promosso molte azioni per la tutela di questo scrigno di biodiversità, una zona divenuta importante per la nidificazione di importanti specie.
Il quartiere ha necessità di un punto di aggregazione e difendere gli ecosistemi è una lotta di giustizia sociale.

Appaiono ora chiari i continui rinvii, il Comune si preparava a concedere i permessi. Nel 2021 era già stata portata avanti dalla proprietà la distruzione della natura presente mentre le istituzioni rimanevano indifferenti. Proseguono le azioni legali per completare un procedimento, quello dell’ampliamento dell’area naturale, che nonostante si fosse concluso apparentemente in modo positivo non ha mai avuto la firma finale della Regione Lazio.

Lago ex Snia: recuperarlo per mitigare i cambiamenti climatici

ISPRA ha depositato un nuovo parere affermando la sussistenza dei presupposti per l’ampliamento del monumento naturale e la conseguente protezione del lago ex Snia nonostante ciò è apparso all’entrata un cartello che autorizza la cementificazione. Scattata dunque la diffida basata sul principio di precauzione, nel caso quindi ci fosse incertezza vanno comunque avviate le procedure di tutela e, soprattutto, resta da capire quale è stato l’iter che ha portato il Comune di Roma a concedere i permessi e se la Regione Lazio era all’oscuro delle recenti novità.

Gli Enti Locali sacrificano gli interessi collettivi e restano impassibili di fronte alla crisi climatica e alle conseguenti e continue emergenze delle quali ormai tutti siamo a conoscenza; se non verranno mitigati gli effetti del clima l’impatto sulla salute pubblica sarà sempre maggiore e i costi ricadranno sulle persone ma anche sui decisori pubblici, ecco perchè la difesa dell’ambiente nelle metropoli non è un vezzo ma una necessità non procrastinabile.

Per conoscere i prossimi eventi del Forum (16 gennaio e del 22 gennaio) qui. Eco in città continuerà a seguire gli sviluppi della vicenda.