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Alberi anti-inquinamento per la Piana di Lucca, il piano della Toscana

Il progetto di ricerca chiamato Veg-PM10 ha portato all’individuazione degli alberi anti inquinamento atmosferico. In particolare quelli più adatti a combattere lo smog che si respira nei territori di Lucca, Capannori, Porcari e Altopascio.

La Piana di Lucca in particolare soffre da diverso tempo per l’alto livello di polveri sottili come confermato ogni anno dal rapporto Mal’aria di Legambiente. Le piante indicate nella ricerca sarebbero in grado riequilibrare il microclima della Piana, con un’azione di contrasto alle polveri sottili e agli altri inquinanti. Vediamo allora quali sono gli alberi anti-inquinamento.

Alberi anti-inquinamento atmosferico: la ricerca Veg-PM10 in Toscana

Secondo il progetto avviato in Toscana Veg-PM10 – Azioni multidisciplinari e integrate per il monitoraggio e la riduzione del particolato atmosferico nella piana lucchese, gli alberi più adatti a contrastare le polveri sottili presenti nell’aria della Piana di Lucca sono:

  • Alloro – Laurus nobilis;
  • Olivo – Olea europaea;
  • Oleandro – Nerium oleander;
  • Magnolia – Magnolia grandiflora;
  • Lauroceraso – Prunus laurocerasus.

Il coordinamento scientifico del progetto è composto dall’Università di Firenze, dai dipartimenti di biologia e di scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali, CNR-Consiglio nazionale delle ricerche di Firenze e ARPAT. I finanziamenti di 180.000 euro arrivano dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Il CNR ha contribuito alla ricerca fornendo sedici centraline di tipo low-cost, che hanno monitorato i dati relativi a PM10 e PM2.5, ozono, biossido di azoto, monossido di carbonio, CO2.

Gli obiettivi del progetto Veg-PM10

Il progetto oltre a individuare gli alberi più adatti a combattere l’inquinamento dell’aria, aveva anche come obiettivo quello di comprendere le cause della presenza del particolato nell’aria che si respira in questi territori della Toscana. A questo scopo sono stati messi in relazione i dati ambientali, con quelli sanitari dal dipartimento di Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia dell’Università di Firenze.