albero natale

Albero di Natale “in prestito”, l’iniziativa di un’azienda agricola pistoiese

Chi desidera fare un gesto sostenibile per l’ambiente, in occasione delle festività natalizie, può decidere di adottare un albero di Natale prendendolo per così dire “in prestito”. Dopo averlo comprato si potrà portarlo a casa e restituirlo alla fine del periodo festivo oppure piantarlo. Iniziative di questo genere sono in aumento, sia nelle piccole realtà commerciali sia nella grande distribuzione.

In Toscana l’azienda agricola bio Il Sottobosco, nella montagna pistoiese, ha avviato l’iniziativa dell’albero in adozione promossa da Coldiretti e Campagna Amica. Un gesto pensato anche per andare incontro a quelle famiglie che non hanno un giardino per ospitare l’albero vero tutto l’anno.

Albero di Natale in prestito, l’iniziativa in Toscana

Negli ultimi tempi la scelta di un albero artificiale va per la maggiore, tuttavia non tutti lo amano e anche l’ambiente ne risente: il materiale in plastica di cui è fatto impiega 200 anni prima di degradarsi. Gli affezionati dell’albero vero restano molti perché è una pianta viva che profuma e porta la natura nelle nostre abitazioni. Un albero di Natale vero è la scelta ecologica migliore, produce ossigeno e assorbe l’anidride carbonica.

In Toscana l’azienda “Il Sottobosco” è partita con un progetto per adottare l’albero di Natale. Come spiega il titolare, Fabio Bizzarri:

Gli alberi acquistati una volta spogliati degli addobbi potranno essere riconsegnati al nostro vivaio ottenendo indietro la metà del prezzo pagato. Noi lo terremo in custodia e ce ne prenderemo cura fino al prossimo Natale, grazie a speciali vasi che tramite dei fori permettono alle radici di crescere una volta ripiantati. L’albero viene identificato con il nome della famiglia che l’ha adottato e tutti gli anni viene ripreso.

Una grande iniziativa che nasce proprio in Toscana, dove gli alberi di Natale sono “di casa” con tre milioni di esemplari coltivati principalmente tra il Casentino e la montagna pistoiese. Zone in cui sono presenti anche alcuni maestosi abeti bianchi. Grazie alle misurazioni effettuate dai tecnici del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi e dal Reparto Carabinieri Parco sono stati segnalati esemplari superiori ai 55 metri.