Andrà tutto bene…Un po’ anche grazie alla finanza etica!, di Chiara Bannella, Banca Etica

Il 2021 è iniziato – tralasciando l’attentato alla democrazia statunitense – con un mix tra sfinimento per l’epidemia che ancora infuria in buona parte del pianeta e speranza che, grazie ai vaccini, l’umanità tornerà tra qualche mese a una qualche normalità.

Le persone e le organizzazioni più attente ai temi ambientali e sociali sperano in qualche cosa di più che un ritorno al “business as usual”. Sperano in una nuova normalità che sia maggiormente capace di coniugare la ricerca del benessere economico con la tutela del pianeta, il contrasto alle diseguaglianze, la promozione dei diritti umani e l’inclusione economica e sociale sempre maggiore per le categorie fin qui più penalizzate: migranti, persone con disabilità, giovani, donne.

Aspirazione della finanza etica – da quando è nata in Europa qualche decennio fa – è quella di mettere gli strumenti finanziari al servizio di questi obiettivi. Per farlo in modo efficace è necessario che un numero crescente di persone diventi consapevole dei meccanismi attraverso cui banche e società di investimento impattano su ambiente, diritti e diseguaglianze e di come le normative – nazionali ed europee sul settore finanziario – possono spingere nella direzione auspicata o in quella opposta.

Banca Etica è la pioniera e la veterana della finanza etica in Italia. Fa parte dei principali network internazionali di finanza etica (Global alliance for Banking on Values e Federazione Europea delle Banche Etiche e Alternative). Per la finanza etica la misurazione degli impatti sociali e ambientali delle attività economiche cui la banca dà credito o su cui investe è centrale. Il Report di Impatto di Banca Etica ad esempio misura concretamente questi risultati. Con i crediti erogati nel 2019 Banca Etica ha finanziato imprese sociali e organizzazioni nonprofit che hanno:
● creato 9.800 nuovi posti di lavoro
● inserito a lavoro 4.000 persone fragili
● offerto una dignitosa accoglienza a 8.300 migranti
● erogato servizi socio-assistenziali di cui hanno beneficiato 38mila persone
● reso disponibili alloggi in social housing per 474 nuclei familiari
● Coltivato quasi 5000 ettari a biologico producendo oltre 18.000 tonnellate di cibo biologico
● riciclato 204.000 tonnellate di rifiuti e recuperato 87.000 tonnellate
● prodotto 1 milione di m3 di acqua potabile
● recuperato 11 imprese che stavano per fallire salvando 425 posti di lavoro
● installato 6MW di impianti ad energia rinnovabile
● evitato emissioni per 4900 tonnellate di CO2

Inoltre il 28% delle imprese finanziate da Banca Etica nel 2019 sono imprese femminili, che hanno creato 1000 nuovi posti di lavoro. Tra i prestiti a favore di persone fisiche il 44%ha riguardato donne e il 20% ha riguardato cittadini di origine straniera.

E’ difficile immaginare che tutte le banche possano proporre questo livello di trasparenza nella rendicontazione, eppure le normative europee iniziano ad andare (molto) timidamente in questa direzione.

Proprio nel marzo di quest’anno entrerà in vigore il nuovo regolamento UE che impone alcuni standard agli intermediari finanziari che vogliano vendere prodotti “sostenibili”.
Per la finanza etica i paletti fissati dalla UE – pur essendo in primo passo importante – sono del tutto insufficienti e rischiano di incoraggiare pratiche di “greenwashing”. Basti pensare che la Commissione UE ha scelto come consulente per guidare il processo di definizione della finanza sostenibile il colosso statunitense BlackRock, notoriamente tra i principali finanziatori dell’industria fossile nel mondo. Un conflitto di interessi che ha fatto insorgere ong e attivisti in tutto il mondo e che è approdato anche alle istituzioni europee cui viene chiesto di sospendere il contratto.
Il fatto è che le nuove norme UE consentono a giganti come BlackRock di vendere alcuni prodotti finanziari come sostenibili pur continuando a fare il grosso dei loro affari con investimenti in settori nocivi come petrolio o armi. Inoltre nei prodotti di finanza sostenibile potranno entrare investimenti in aziende che si impegnano per l’ambiente ma allo stesso tempo evadono sistematicamente il fisco. Per la finanza etica, invece, gli impatti ambientali devono sempre essere valutati insieme a quelli sociali, inclusa la trasparenza e la correttezza fiscale.

Insomma, quello che si apre è un anno cruciale da tanti punti di vista, incluso quello della finanza etica che continuerà nella sua mission per una radicale riforma dell’economia e della finanza.