Animali in città: cosa dice il X rapporto nazionale di Legambiente

Dall’ultimo rapporto nazionale di Legambiente “Animali in città” emerge chiaramente il divario che esiste tra Nord e Sud nella nella gestione degli animali nelle città italiane: dall’organizzazione delle risorse alle strutture dedicate. In generale, ma ancor più nell’anno della pandemia, l’attenzione e la cura della pubblica amministrazione per gli animali, risulta ancora insufficiente e inadeguata a garantire il benessere dei nostri amici a quattro zampe nei centri urbani.

Il X rapporto nazionale “Animali in città” è elaborato da Legambiente con il patrocinio di Ministero della Salute, Anci, Conferenza delle regioni e delle province autonome, Enci, Fnovi, Anmvi e Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva.

Il quadro che ne esce è piuttosto negativo dunque, per quanto riguarda l’attenzione dell’amministrazione cittadina verso tutte quelle cure e attenzioni che cani e gatti che ci fanno compagnia richiedono. Per esempio l’Italia è indietro sulle sterilizzazioni di cani e gatti; persiste anche la piaga dei cani vaganti che rappresentano il maggior costo per la collettività. Non esistono infatti regolamenti, che favorirebbero una più armonica e sicura convivenza con gli animali. Per non parlare del fatto che dilaga uno scarso livello di conoscenza della biodiversità animale, soprattutto in città.

Un dato positivo invece, sempre nell’anno della pandemia, emerge per quanto riguarda l’aumento significativo del numero delle adozioni dei gatti.

I numeri del rapporto “Animali in città”

Vediamo qualche dato significativo che fotografa la situazione della gestione degli animali nei comuni italiani che hanno partecipato all’indagine:

  • il 47,4% delle amministrazioni comunali dichiara di avere attivato un ufficio o un servizio dedicato agli animali; oltre i tre quarti (il 76%) delle aziende sanitarie di avere almeno un canile sanitario e/o un ufficio di igiene urbana veterinaria;
  • poco meno di un Comune su 13 (il 7,8%) raggiunge una performance almeno sufficiente;
  • le migliori performance si registrano a Prato, Verona e Modena, rispettivamente al primo, secondo e terzo posto della classifica riguardante i Comuni;
  •  nell’ATS Brescia, ATS della Montagna e Asl Vercelli per quanto concerne, invece, le aziende sanitarie;
  • la spesa pubblica in questo settore (in calo rispetto al 2019) è stimabile in quasi 193 milioni di euro;

Sul sito di Legambiente è possibile consultare la versione integrale del X rapporto nazionale “Animali in città”.