Animali in città: disponibile il X rapporto nazionale di Legambiente

Animali in città: disponibile il X rapporto nazionale di Legambiente

Lo scorso anno l’attenzione e la cura della pubblica amministrazione per gli animali sono ancora insufficienti e non a dare a assicurare il benessere nei centri urbani: questi sono i dati del X rapporto nazionale Animali in città, diffuso da Legambiente con il patrocinio di Ministero della Salute, Anci, Conferenza delle regioni e delle province autonome, Enci, Fnovi, Anmvi e Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva e presentato simbolicamente il 17 gennaio 2021 nel giorno di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali domestici.

Per il 2020 la ricerca mette in luce le differenze tra Nord e Sud e il perdurare di problemi che, ance a causa della crisi sanitaria e socio-economica, rischiano di accentuarsi: un’Italia arretrata sulle sterilizzazioni di cani e gatti, in cui c’è ancora la piaga dei cani che vagano; invece tra i fattori positivi c’è un incremento importante del numero delle adozioni dei gatti.

Le parole di Legambiente

“Prendersi cura di persone e animali è prendersi cura del pianeta e del benessere di tutti – ha detto Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – Il nostro rapporto focalizza l’attenzione sui dati di Comuni e Aziende sanitarie relativi ai servizi e alle esigenze nel vivere la relazione con gli animali d’affezione e da compagnia che riguarda oltre 30 milioni di italiani. Esigenze che, se rimangono disattese, possono causare costi sanitari e sociali importanti. C’è tanto da fare, ma le esperienze migliori citate nel nostro rapporto dimostrano che è possibile, compiendo i giusti passi. Legambiente avanza quindi sei proposte concrete e misurabili affinché l’importanza dell’approccio One Health trovi concreta attuazione, anche attraverso la cura del benessere animale. Dall’anagrafe unica nazionale per tutti gli animali d’affezione o da compagnia ai patti di comunità per la tutela e la cura degli animali; dal potenziamento del servizio pubblico, con nuovo personale e maggiori strutture fino alla realizzazione di aree e servizi dedicati nelle aree urbane; infine, ma non meno importante, la valorizzazione del ruolo del volontariato”.

Ecco le richieste di Legambiente:

  • approvare e fare entrare in vigore, entro il 2022, l’anagrafe unica nazionale per tutti gli animali d’affezione o da compagnia;
  • agevolare la sottoscrizione, entro il 2025, di 1.000 accordi o patti di comunità per creare reti e alleanze tra amministrazioni pubbliche e soggetti privati per la tutela e la cura degli animali in questione
  • avere, entro il 2030, a 10 mila veterinari pubblici con contratto a tempo indeterminato
  • inaugurare, entro il 2030, 1.000 strutture veterinarie pubbliche
  • creare, entro il 2030, un’area cani ogni 1.000 cittadini residenti per permettere una quotidiana qualità della vita
  • migliorare il rispetto delle regole di civile convivenza utilizzando la vigilanza volontaria con lo scopo entro il 2030, di formare, aggiornare e coinvolgere 15.000 guardie ambientali e zoofile volontarie.