Arresti a Napoli per pesca illegale di datteri

Arresti a Napoli per pesca illegale di datteri

Nella mattinata di giovedì 29 luglio 2021 la Guardia Costiera – Capitaneria di Porto ha arrestato 18 persone (di cui 7 destinatarie della misura coercitiva della custodia cautelare in carcere ed 11 poste agli arresti domiciliari) per il reato di disastro ambientale, ricettazione ed associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di reati concernenti la pesca illegale dei datteri di mare.

Come riporta Cronache della Campania si tratta della raccolta di datteri di mare nei seguenti punti della Penisola Sorrentina:

  • Capo di Sorrento – Bagni Regina Tonnarella;
  • Banco di Santa Croce, località Alimuri ex “mostro” Meta di Sorrento;
  • Punta Scutolo – Vico Equense;
  • Punta Campanella – Località Fossa Papa Massa Lubrense;
  • Località La Solara – Sorrento;
  • Località Le Mortelle  – Punta Montalto Massa Lubrense;
  • Scoglio Isca – Massa Lubrense;
  • Scoglio Penna – Massa Lubrense;
  • Marina di Puolo Sorrento – Massa Lubrense;
  • Punta Sant’Elia – Massa Lubrense;
  • Scoglio Vervece – Massa Lubrense.

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Marevivo si è recentemente costituito parte civile nel processo al Tribunale di Napoli che comincerà il prossimo 24 settembre contro i 21 imputati di associazione a delinquere finalizzata all‘estrazione dei datteri di mare: si dovrà accertare le responsabilità per i danni su diverse scogliere del golfo di Napoli tra cui i Faraglioni di Capri.

“Saremo vigili e presenti perché il mare rappresenta un bene comune che va tutelato e preservato in quanto fonte di vita e non reso oggetto di interessi esclusivamente privati e per giunta illeciti”, ha fatto sapere Marevivo, come riporta ANSA.

C’è speranza in questo processo (in cui sono contestati anche altri reati come l’illecito accesso al reddito di cittadinanza), così come in merito alla sua importanza sociale che vuole creare una reale sensibilizzazione su reati di cui troppo spesso si fa silenzio: “Sfuggono al sentire collettivo che non ha strumenti, informazione e coscienza piena del disastro ambientale che la condotta posta in essere dai cd datterari così come di tutti i predatori del mare arrecano al nostro ecosistema”.