Artiglio del diavolo fiori

Artiglio del diavolo: proprietà, utilizzi e controindicazioni

L’artiglio del diavolo è un rimedio naturale ricavato dall’omonima pianta. Si tratta di una soluzione che presenta diverse proprietà benefiche e può essere utilizzata con diverse modalità. Malgrado alcune controindicazioni specifiche, di solito si presenta come un trattamento sicuro ed efficace.

Si tratta di una pianta perenne della famiglia delle Pedaliacee, che cresce strisciando lungo il terreno. Nota col nome botanico di Harpagophytum procumbense, l’artiglio del diavolo viene chiamato anche Arpagofito. Ha origini nell’Africa del sud, più precisamente nel Botswana meridionale, nella regione sud-orientale della Namibia, in Madagascar e nella provincia sudafricana di Northern Cape.

Questa pianta produce frutti legnosi con punte ricurve, a forma appunto di uncino, che le sono valsi l’appellativo di artiglio del diavolo. La radice è tuberosa e da questa possono partire radici secondarie a bulbo. I fiori sono anch’essi uncinati, ma di colore tra il violaceo e il porpora.

Chi volesse provare a coltivare l’artiglio del diavolo dovrà tenere conto di alcuni accorgimenti. A cominciare dalla necessità di dedicarvi in via esclusiva una parte dell’orto o del giardino. Questo perché come anticipato la pianta tende a svilupparsi in orizzontale, strisciando lungo il terreno, e perché gli uncini potrebbero graffiare eventuali bambini o animali di casa.

Il terreno deve essere particolarmente sabbioso. Richiede una buona esposizione solare e teme le gelate notturne. A questo proposito può essere opportuno coprirla la sera durante i mesi più freddi, soprattutto in corrispondenza di giornate di pioggia o serate molto umide.

Artiglio del diavolo fiore

Artiglio del diavolo: proprietà

Andiamo ora a vedere quali sono le principali sostanze contenute in questa pianta, responsabili delle sue più importanti proprietà benefiche. Su tutte spiccano gli iridoidi, la cui concentrazione oscilla tra lo 0,5 e il 3%. Particolarmente rilevante anche la presenza di acidi fenoli, flavonoidi, fitosteroli, diterpeni e triterpeni.

La proprietà antinfiammatoria è quella che caratterizza maggiormente l’artiglio del diavolo, spesso utilizzata per trattare il mal di schiena. Si tratta però soltanto di una delle possibili applicazioni, che comprendono anche fastidi articolari e più in generale le infiammazioni dell’apparato muscolo-scheletrico.

Questo rimedio naturale è efficace anche in corrispondenza ad esempio di artrite reumatoide o artriti in generale. Da non dimenticare la possibilità di impiegarlo per il trattamento dell’infiammazione al nervo sciatico, anche nota come sciatica. Tra le infiammazioni trattabili con l’artiglio del diavolo figurano anche le tendiniti.

L’artiglio del diavolo presenta anche un’altra importante proprietà, che è quella analgesica. È ritenuto efficace anche nel trattamento della sintomatologia dolorosa, soprattutto se associata a infiammazioni muscolari o tendinee. Risulta utile anche per attenuare il dolore cronico.

Alcune fonti indicano questo rimedio naturale come efficace anche nel contenere i livelli di colesterolo LDL (cattivo). Tuttavia le controindicazioni legate al suo consumo per via orale spingono a consigliare l’utilizzo di altre soluzioni.

Come si usa

Vista anche la sua principale aree d’intervento, l’utilizzo dell’artiglio del diavolo avviene perlopiù per via topica. Ciò vuol dire che nella maggior parte dei casi è da applicare esternamente sulla parte infiammata e/o dolorante.

In questi casi l’artiglio del diavolo si usa sotto forma di creme, pomate o unguenti. Il consiglio è di massaggiare dolcemente la parte trattata, così da favorire l’assorbimento della crema. Non è raro trovare composizioni che prevedono anche l’arnica montana, che con l’altro rimedio condivide una certa azione analgesica. In comune hanno anche l’azione antinfiammatoria, sebbene l’arnica sia maggiormente indicata per il trattamento di ematomi, traumi, contusioni, labbra screpolate e punture di insetto.

Esiste inoltre la possibilità di utilizzare questo rimedio anche sotto forma di estratto secco. Si raccomanda di non superare i 300 mg al giorno, da suddividere in almeno tre assunzioni. Indicato perlopiù per il trattamento di reumatismi e artriti.

Chi vuole può utilizzare anche la tintura madre, da diluire in un po’ d’acqua. Se ne utilizzano tra le 20 e le 40 gocce. Una volta diluite il liquido andrà tenuto per circa un minuto sotto la lingua e lasciato assorbire lentamente.

A questi utilizzi per via esterna si associa un altro tipo di preparazione, l’infuso. In questo caso è prevista l’assunzione per via orale, con appositi limiti per quanto riguarda il dosaggio e il periodo massimo di utilizzo.

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Infuso di radici, come si prepara

Come si prepara l’infuso di radici di artiglio del diavolo? Le possibilità sono essenzialmente due. La prima prevede l’acquisto in erboristeria di una miscela già pronta, per il cui utilizzo sarà sufficiente affidarsi alle indicazioni riportate sulla confezione.

Differente il discorso se invece disponete della radice essiccata, magari perché coltivate in giardino la pianta. In questo secondo caso sarà necessario seguire delle specifiche indicazioni per quanto riguarda la preparazione dell’infuso.

Prima cosa da fare è sminuzzare la radice essiccata. Seconda quella di prenderne due cucchiai, da lasciare in infusione in mezzo litro di acqua bollente per circa 20 minuti. Trascorso il tempo di infusione indicato filtrare dai residui di radice e allungare il liquido con ulteriori 500 ml d’acqua.

A questo punto l’infuso di artiglio del diavolo sarà pronto. Il consumo dovrà avvenire nell’arco di una giornata, suddividendo l’assunzione in 4 o 5 volte.

Controindicazioni

Per buona parte delle persone l’utilizzo dell’artiglio del diavolo è sicuro, anche se il consumo per via orale non dovrebbe prolungarsi troppo nel tempo. Esistono tuttavia delle precise controindicazioni, da valutare con attenzione. In ogni caso si raccomanda il consulto con il proprio medico curante per escludere possibili effetti collaterali specifici.

Una delle possibili controindicazioni per l’assunzione dell’artiglio del diavolo riguarda i trattamenti farmacologici. Da evitare in caso si seguano terapie a base di medicinali anticoagulanti, antinfiammatori o cortisonici.

Più strettamente legate all’assunzione per via orale, quindi come infuso, le controindicazioni relative all’apparato gastrointestinale. Nello specifico è sconsigliato nei soggetti che soffrono di gastrite o di acidità di stomaco. La comparsa di queste ultime due condizioni durante il trattamento dovrebbe spingere a interromperne immediatamente l’assunzione. Stesso discorso vale anche per l’improvvisa comparsa di reazioni cutanee.

Infine un’ulteriore controindicazione riguarda l’utilizzo di artiglio del diavolo durante il periodo della gravidanza o quello dell’allattamento. In particolare durante la gestazione è possibile che questo rimedio naturale induca delle contrazioni uterine, con il rischio di portare a parti prematuri.