impianto fotovoltaico

Autoproduzione energia da rinnovabili, in Europa non è solo un sogno

L’Europa potrebbe riuscire ad alimentarsi autonomamente di energia prodotta dalle fonti rinnovabili, con un conseguente abbattimento, se non azzeramento, dei costi della bolletta. Non è un solo un sogno, ma potrebbe diventare realtà in poco tempo grazie al lavoro delle cooperative e comunità energetiche.

Ma vediamo meglio di seguito di cosa stiamo parlando, quale progetto sostenibile che parla di energia a costo zero, potrebbe davvero realizzarsi in Italia e nel resto dell’Europa.

Come l’Europa autoproduce energia dalle fonti rinnovabili

L’Europa molto probabilmente potrà illuminarsi grazie all’energia autoprodotta. Circa 220 milioni di persone (metà degli abitanti dell’Unione Europea), potrebbero affidarsi all’energia prodotta per conto proprio, ma come concretamente?

In Europa esistono diverse cooperative e comunità energetiche formate da cittadini, aziende private oppure enti pubblici che con uno scopo comune si uniscono: realizzare impianti eolici, idroelettrici e fotovoltaici in grado di alimentare non solo le abitazioni di una determinata area, ma anche industrie e servizi. Vale a dire tanta energia per tutti a chilometro zero. E quale soluzione migliore in un periodo di crisi, come quello che l’Europa sta attraversando?

Quello dell’associazionismo per la produzione dell’energia non è un fenomeno del tutto nuovo, ma al contrario ha radici più antiche che affondano nell’800, quando ancora non esistevano reti centralizzate per la distribuzione di energia elettrica.

Esempi di autoproduzione di energia già attivi in Europa non mancano. A Girona in Catalogna, esiste la Som Energia composta da 77mila membri. Questa cooperativa gestisce 14 impianti fotovoltaici, una centrale idroelettrica e un impianto a biogas. La Enercoop in Francia, riesce anche a vendere l’elettricità che produce in eccesso, mentre la Ews Schönau in Germania ha una propria rete di distribuzione.

L’autoproduzione da rinnovabili in Italia

E in Italia cosa succede? Secondo Legambiente ci sono poco più di 20 comunità energetiche contro le 1750 della Germania, le 700 danesi e le 500 olandesi. Anche se siamo indietro, le previsioni per il futuro sono piuttosto positive.

Secondo uno studio del Politecnico di Milano infatti, è concreta la possibilità che entro il 2025 ci siano 40.000 comunità energetiche capaci di alimentare 1 milione e 200.000 case, 200.000 uffici e 10.000 piccole e medie imprese. Un messaggio di speranza che percorre questa direzione, l’ha lanciato anche Greta Thunberg:

Entro il 2050, oltre l’80% delle famiglie dell’Unione Europea potrebbe diventare un attore attivo. Ciò comporterebbe che le famiglie producano energia rinnovabile, adeguino il loro consumo di energia e immagazzinino elettricità verde per essere gestite in modo ottimale a livello locale.