Gli italiani, nel 2025, hanno riciclato correttamente solo il 31% delle batterie portatili esauste immesse sul mercato, al di sotto di altri importanti Paesi europei come Spagna (46%), Germania (55%) e Francia (50%). Una percentuale critica se confrontata con i target europei fissati dal Regolamento UE 2023/1542 che chiedono di raggiungere il 73% entro il 2030. Per centrare il target, la raccolta media pro-capite nazionale, attualmente ferma a 150 grammi, dovrebbe arrivare a quota 360 grammi.
Erion Energy, Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Rifiuti di Batterie nel 2025 ha raccolto 6.200 tonnellate (+8% rispetto al 2024), il cui corretto trattamento ha permesso di riciclare:
- quasi 3.000 tonnellate di piombo, pari al peso di 285.000 nuove batterie al piombo;
- 1.600 tonnellate di ferro, equivalenti a quasi 160.000 cerchioni di automobile;
- quasi 400 tonnellate di zinco, pari a quasi 64 milioni di monete da 1 euro;
- circa 40 tonnellate di alluminio, pari a oltre 43.000 moka per il caffè.
L’approvazione del Consiglio dei ministri del nuovo decreto legislativo che recepisce il nuovo Regolamento UE 2023/1542 sulle batterie, arrivato pochi giorni fa, rappresenta una svolta importante per il nostro Paese. Come Erion Energy siamo soddisfatti di aver contribuito in modo concreto ai lavori del CDCNPA[2], mettendo a disposizione esperienza tecnica e competenze per supportare la definizione di un quadro normativo solido e attuabile. Non solo un atto normativo, ma un vero e proprio lavoro di squadra straordinario che ha coinvolto istituzione, imprese e sistemi collettivi”. – afferma Laura Castelli, Direttore Generale di Erion Energy – La norma europea cambia radicalmente il modo in cui le batterie devono essere progettate, immesse sul mercato, utilizzate, tracciate e infine raccolte e riciclate. È un vero e proprio “ciclo di vita circolare”, che parte dal design sostenibile e arriva fino alla gestione del rifiuto: più controlli, più trasparenza lungo la filiera, più materiali recuperati e meno inquinamento.
Batterie nei piccoli elettrodomestici: una dimenticanza ad alto rischio
Una delle questioni più rilevanti riguarda la rimozione delle batterie contenute nei piccoli RAEE che arrivano negli impianti di trattamento, perché i cittadini, nel gettare il dispositivo, non si ricordano o non riescono ad estrarle. Oggi, infatti, a fronte di un potenziale di recupero di 10 kg a tonnellata, si arriva solo a 6 kg a tonnellata.
Secondo l’indagine “Sostenibilità e Consapevolezza” realizzata di Ipsos Doxa Italia per Erion, emerge che l’ostacolo maggiore per il conferimento corretto sarebbero i pochi contenitori sparsi nei comuni: la maggioranza dei cittadini e delle cittadine li vorrebbe in tutti i supermercati (84%) e in aree facilmente accessibili come negozi, parchi, fiere, stazioni, altri chiedono una mappatura semplice accessibile da device o almeno dei manifesti promemoria nei luoghi più frequentati. Il 92% degli intervistati ha dichiarato di essere a conoscenza del fatto che le pile esauste debbano essere raccolte separatamente ma la vera barriera è spesso la routine: si gettano nel posto sbagliato senza pensarci.
Abbiamo avviato dei tavoli di lavoro anche con gli impianti di trattamento e con le associazioni di categoria per incrementare la raccolta. – continua Castelli – Molte batterie arrivano infatti agli impianti conferite in modo errato, talvolta sciolte e inserite nel Raggruppamento R4, ovvero nei piccoli elettrodomestici (telecomandi, bilance, casse wireless, ecc.), altre volte ancora contenute all’interno dei dispositivi perché non rimosse dagli utenti.






