Batterie pile e accumulatori

Batterie portatili: Italia al 31,14% nel 2025 tra spinte positive e la sfida dei nuovi target UE

Il comparto del riciclo delle batterie portatili in Italia — che include le comuni pile stilo, quelle a bottone e gli accumulatori di smartphone e pc — sta vivendo una profonda ristrutturazione per allinearsi alla nuova cornice giuridica europea delineata dal Regolamento UE 2023/1542.

Il Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori – CDCNPA ha diffuso i dati ufficiali sulla raccolta, che rappresentano la bussola per valutare lo stato di salute della filiera e il rispetto dei parametri comunitari.

L’attuale quadro normativo derivante dal Regolamento 2023/1542 introduce una struttura molto solida e ridisegna l’intera filiera delle batterie”, afferma Laura Castelli, presidente del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori. “Nella sua funzione anco-ra più centrale nel garantire uniformità e coordinamento del sistema, il CDCNPA conferma la volontà di predisporre le basi affinché esso cresca in modo costante e sostenibile, raf-forzando il coordinamento operativo, la qualità dei dati e il dialogo istituzionale con tutti gli attori della filiera. In questa fase sarà importante completare rapidamente alcuni strumenti attuativi previsti dalla riforma, a partire dall’aggiornamento del registro dei produttori, dall’adozione dello statuto tipo per i sistemi collettivi e dalla definizione delle modalità ope-rative delle garanzie finanziarie. Si tratta di passaggi fondamentali per consolidare il nuovo assetto e accompagnare il Paese verso il raggiungimento dei target europei.

Batterie: i numeri e la rincorsa verso i traguardi europei

La quota di raccolta intercettata in Italia si è attestata al 31,14%. Questo valore si colloca al centro di un delicato passaggio burocratico, segnato dall’adozione dello schema europeo e dalla sua recente introduzione nell’ordinamento italiano tramite il decreto legislativo n. 29 del 7 marzo scorso.

I nuovi standard europei impongono una forte accelerazione, tracciando una precisa linea di sviluppo per i prossimi anni:

  • 63% da raggiungere entro il 2027
  • 73% da raggiungere entro il 2030

La percentuale attuale mette in luce una distanza impiantistica e logistica non trascurabile rispetto ai traguardi fissati da Bruxelles. Per colmare il divario nei prossimi tre anni sarà necessario potenziare in modo strutturale l’intera rete di intercettazione dei rifiuti.

La svolta statistica: perché i dati non sono confrontabili

Per leggere correttamente la fotografia attuale bisogna analizzare le novità introdotte nelle modalità di rilevamento. Il tasso di raccolta è incrociando i quantitativi di pile esauste raccolte nell’anno con la media dei prodotti distribuiti sul mercato nel triennio precedente.

L’introduzione della normativa europea ha modificato profondamente questo algoritmo attraverso due interventi:

  1. nuovo arco temporale: anticipato il blocco di anni preso in esame per quantificare i volumi immessi sul mercato;
  2. criteri di esclusione: dal paniere delle batterie “portatili” sono state rimosse alcune categorie di prodotti prima conteggiate.

Questo cambio di regole genera una inevitabile asimmetria con i vecchi report storici. La discontinuità statistica non indica un rallentamento delle attività sul territorio, ma l’adozione di un sistema di tracciamento più rigoroso, trasparente e uniforme a livello europeo.

LA filiera reale mostra segni di crescita

Se la percentuale sconta l’effetto ottico del cambio di formula matematica, i flussi reali di rifiuti gestiti dal CDCNPA evidenziano una realtà differente.

Il Rapporto Annuale pubblicato a marzo mostra infatti che i quantitativi fisici di pile raccolte sono aumentati rispetto all’anno precedente. Il sistema logistico nazionale si sta consolidando, trainato dall’azione congiunta di produttori, consorzi, catene di distribuzione commerciale, amministrazioni locali e aziende municipalizzate.