L’indagine Beach Litter 2026 di Legambiente scatta una fotografia allarmante dello stato di salute dei lidi italiani, evidenziando come i mozziconi di sigaretta siano diventati una delle principali minacce per la biodiversità marina. In dodici anni di monitoraggi (2014-2026), l’associazione ha raccolto oltre 50.000 “cicche”, con una media di 77 ogni 100 metri lineari di spiaggia. Questo rifiuto occupa il secondo posto tra i materiali più rinvenuti, superato solo dai frammenti di plastica, e rappresenta l’87% dei rifiuti legati al fumo.
Nonostante il Collegato Ambientale alla legge di stabilità 2014 preveda sanzioni fino a 300 euro per l’abbandono di mozziconi, il fenomeno persiste a causa di inciviltà e controlli carenti. Il problema non è solo estetico: i filtri, composti da acetato di cellulosa, non sono biodegradabili. Studi recenti dell’Università Federico II di Napoli confermano che queste particelle persistono per oltre un decennio, rilasciando sostanze tossiche e nicotina che alterano gli ecosistemi e minacciano specie a rischio come la tartaruga Caretta caretta e il fratino, piccolo uccello trampoliere.
Mozziconi di sigaretta: Legambiente lancia “Spiagge e Fondali Puliti”
Per contrastare l’emergenza, Legambiente lancia la 36esima edizione di “Spiagge e Fondali Puliti”, in programma dal 10 al 12 aprile 2026 in occasione della Giornata Nazionale del Mare. Il motto dell’edizione, “Tiriamolisù”, invita alla responsabilità collettiva attraverso oltre 80 iniziative di pulizia in 16 regioni italiane, coinvolgendo cittadini e volontari nella rimozione dei detriti dai lidi e dalle foci dei fiumi.
La campagna assume una dimensione internazionale grazie al gemellaggio con “Clean-up-the-MED”, che estende le attività di pulizia a 12 paesi del Mediterraneo, dalla Tunisia alla Croazia. Attraverso il coinvolgimento attivo sui social media e il supporto di partner come Sammontana, l’iniziativa mira a trasformare la consapevolezza ambientale in azione concreta, promuovendo una gestione sostenibile dei rifiuti per restituire salute — e il “sorriso” — alle coste italiane e internazionali. Il monitoraggio europeo conferma infatti che il problema riguarda l’intero continente, con picchi critici nel Mar Nero e nel Baltico.




