Biancospino

Biancospino: proprietà benefiche e controindicazioni

Il biancospino è una pianta spesso utilizzata per abbellire e profumare giardini e siepi, anche in città. L’utilizzo ornamentale è però soltanto una delle possibilità offerte, in quanto questa specie si rivela anche un ottimo rimedio naturale. Diverse sono le sue proprietà benefiche, malgrado presenti anche delle potenziali controindicazioni. Niente di difficile da gestire però, basta informarsi ed evitare di agire in maniera impulsiva.

Il suo nome scientifico è Crataegus monogyna, che indica anche l’appartenenza al genere Crataegus. Altre volte viene indicato con il termine di Crataegus oxyacantha. Il biancospino fa parte della famiglia delle Rosaceae. In natura sono diffusi in Europa come nel NordAmerica, in Asia occidentale e in NordAfrica. L’habitat preferito è la boscaglia e le aree cespugliose cresciute su terreni calcarei.

Caratteristiche

A tutti gli effetti si tratta di un arbusto, più nel dettaglio di un piccolo albero con ramificazioni contorte e spinose. L’altezza del tronco può assumere tratti molto variabili: va dai circa 50 centimetri fino a raggiungere quasi 6 metri. Già in giovane età questi alberi producono dei rametti spinosi, destinati poi in primavera a produrre le gemme. Da queste successivamente germoglieranno i classici fiori bianchi con leggere sfumature rosate.

Le foglie sono lunghe tra i 2 e i 6 centimetri e terminano con un picciolo a forma romboidale. I fiori sono raggruppati in inflorescenze simili a grappoli, detti corimbi. Per ciascuno dei corimbi sono presenti tra i 5 e i 25 fiori di biancospino. Producono frutti ovali di colore rosso, non più grandi di 1 centimetro e ciascuno dotato di un seme.

Biancospino frutti rossi

Proprietà

All’interno dei derivati del biancospino si trovano diversi flavonoidi: quercetina, iperoside, rutina, apigenina, luteolina e vitexina. Presenti anche le amine, le aminopurine, gli acidi fenolcarbossilici e vari triterpenici pentaciclici, steroli e leucoantocianidine.

Le proprietà benefiche associate al biancospino interessano principalmente due aree. Il primo a beneficiarne è l’apparato cardiovascolare, ad esempio con un’azione ipotensiva, mentre l’altra azione riconosciuta a questa pianta è quella sedativa. In entrambi i casi i vantaggi che ne derivano sono molteplici, come vedremo nel prossimo paragrafo.

Benefici

Approfondiamo come prima azione quella riguardante i benefici per il cuore e l’apparato circolatorio. Questo rimedio naturale viene associato al trattamento delle palpitazioni, dell’ipertensione arteriosa (se in forma lieve) e per contrastare eventuali insufficienze cardiache di lieve entità.

Può svolgere anche una limitata azione nella veste di antiaggregante piastrinico, sempre però sotto la supervisione del proprio medico curante. Stesso discorso vale anche per le sopracitate azioni a carico dell’apparato cardiocircolatorio, per l’aumento della contrattilità e del flusso miocardico, così come per il trattamento di aritmie e tachicardia.

Per quanto riguarda l’azione sedativa, le proprietà del biancospino si rivelano utili anche in presenza di stati d’ansia e agitazione. In generale viene ritenuto valido nella veste di ansiolitico, sedativo e spasmolitico.

Controindicazioni

Malgrado la sua innegabile utilità nel trattamento di diverse condizioni, l’utilizzo del biancospino presenta varie controindicazioni. Gestanti e bambini piccoli sono considerati tra i soggetti più a rischio. Se ne sconsiglia l’impiego durante la gravidanza, l’allattamento e nei minori al di sotto dei 12 anni d’età. Restano sempre da valutare, con il proprio medico curante, eventuali intolleranze o allergie specifiche.

Occorre prestare attenzione anche l’utilizzo di biancospino in concomitanza con terapie mediche che interessano l’apparato cardiocircolatorio. Risulta controindicato in caso di assunzione di antiaggreganti piastrinici, farmaci antiaritmici, cisapride e glicosidi cardioattivi.

Effetti collaterali

Quando parliamo di possibili effetti collaterali facciamo riferimento a fenomeni che potrebbero verificarsi anche in assenza di controindicazioni specifiche (ad esempio gravidanza, allattamento ecc.). Potrebbero verificarsi anche vertigini, dispnea, mal di testa, problemi intestinali (inclusi episodi di flatulenza) e vampate di calore. Si segnala inoltre la possibilità che l’assunzione di infuso o tintura madre di biancospino porti a problematiche anche importanti nei soggetti che presentano varie forme di gastrite.

Non sono esclusi casi in cui gli effetti collaterali possono interessare il cuore come ad esempio eventuali episodi di tachicardia e palpitazioni. Questo malgrado tali patologie vengano annoverate tra quelle potenzialmente trattabili proprio con l’assunzione di biancospino. Tra le possibili spiegazione vi è un’eventuale assunzione a dosaggi eccessivi o, come nel caso della camomilla, a un’infusione prolungata (con riferimento alla tisana) oltre i limiti consigliati.

Biancospino fiori e foglie

Utilizzo

Esistono varie forme attraverso le quali assumere il biancospino. L’infuso o tisana calda è senza dubbio quella più apprezzata durante i mesi invernali, ma è ovviamente consumabile anche durante il resto dell’anno. A questo vanno ad aggiungersi il gemmoderivato e la tintura madre, entrambi disponibili in gocce.

Quante gocce di biancospino per l’ansia?

Il trattamento dell’ansia utilizzando la tintura madre di biancospino prevede l’uso di circa 40 gocce di soluzione diluite in acqua. Può essere assunta fino a tre volte al giorno, sempre lontano dai pasti. A seconda dei soggetti potrebbero rivelarsi sufficienti anche 30 gocce di prodotto.

Consigliata soprattutto prima di andare a dormire qualora l’obiettivo sia quello di contrastare l’insonnia da stress. Potrebbe risultare sconsigliato mettersi al volante dell’auto o guidare un altro mezzo di locomozione dopo aver assunto questo rimedio naturale.

Pressione alta, quante gocce di biancospino utilizzare?

Quando si tratta di pressione alta il dosaggio è decisamente inferiore, circa la metà di quanto indicato per l’ansia. Sempre riferendoci alla tintura madre occorrerà diluire in acqua 20 gocce. Come in precedenza la soluzione idroalcolica può essere assunta fino a tre volte, lontano dai pasti. Non dovrebbero in questo caso presentarsi effetti collaterali legati all’utilizzo di macchinari o mezzi di locomozione. È però prudente agire sempre con cautela ed evitare rischi inutili per sé e per gli altri.

Tisana al biancospino, come prepararla

Preparare una tisana al biancospino può risultare piuttosto semplice, soprattutto acquistando una miscela già pronta in erboristeria o nei negozi specializzati. Altra possibilità è quella di realizzare il proprio infuso a partire da foglie, fiori e bacche raccolti in giardino.

Si ricorda che tali ingredienti andranno fatti prima essiccare. Svolta questa fase si utilizzerà un grammo di bacche schiacciate o in alternativa uno di foglie e fiori tritati. Da lasciare per 10-15 minuti in infusione in 250 ml di acqua bollente. Filtrare il liquido e consumare non appena la temperatura della bevanda lo permetta. Dolcificare a piacere con un po’ di miele.