Biblioteca degli oggetti

Oggetti da usare senza possederli, di Irene Ivoi – EcoDesign

La tappa di questo mese parte da Bologna e approda a Milano. É la storia de La biblioteca degli oggetti Leila, nata nel capoluogo emiliano nel 2016 come associazione di promozione sociale che nel 2023 diventa start up innovativa con l’obiettivo di divulgare il modello in altre città (per esempio a San Vendemiano, Milano Dergano, nella provincia di Verona e in altri contesti). Per chi non sapesse cosa sia una biblioteca di oggetti o oggettoteca, corriamo ai ripari: trattasi di luoghi fisici organizzati per innescare utilizzo di oggetti che vengono adoperati con poca frequenza e che quindi non ha senso acquistare per 3 usi all’anno.

Le oggettoteche sono una materializzazione intelligente della circolarità all’insegna della condivisione: chi mette a disposizione un set di cacciaviti, il trapano, un tosaerba, valigie di grandi dimensioni, strumenti musicali, seggiolini da auto per bebè evita il loro potenziale acquisto e soprattutto la loro sosta in armadi e sgabuzzini per la maggior parte del loro tempo utile.

Le persone che vogliono utilizzare questa opportunità, si iscrivono e condividono almeno un oggetto che resta di loro proprietà e può tornare in loro possesso dopo un anno. In cambio possono prendere in prestito gratuitamente tutti gli oggetti presenti in biblioteca. La formula è: Prenoto, ritiro, utilizzo e restituisco. Come si fa con i libri in una biblioteca tradizionale.

Biblioteca degli oggetti: la crescita esponenziale del prestito solidale a Bologna

L’attività di Leila inizialmente era organizzata presso alcuni corner dislocati in diversi punti della città (all’interno di una biblioteca, in una vineria, in una libreria, in un bar per studenti ecc). Poi è arrivata la sede fisica nel 2020, e tesserati e prestiti hanno iniziato a crescere.

Prima della pandemia i prestiti mensili erano meno di dieci, nel periodo post pandemico sono arrivati a 32-34, nel 2023 40-45, attualmente siamo a 150/180. Un contributo importante alla crescita degli associati è stato determinato dal supporto delle biblioteche della città: i titolari di tessera delle biblioteche di Bologna, per il primo anno, possono fruire anche dei servizi di Leila e sono in molti ad averne usufruito. Oggi i tesserati sono 1500 e l’associazione si è più compiutamente strutturata con un gruppo di volontari fissi e altri attivi a rotazione, con un software gestionale affinato nel tempo che consente di prenotare i beni e rende scalabile e replicabile il servizio.

A ciò si aggiunge nella sede bolognese anche il Leila Social Club: un laboratorio di comunità che promuove la condivisione del sapere attraverso workshop e corsi che i soci promuovono, condividendo il loro saper fare e le loro passioni.

Il modello Leila arriva a Milano

All’insegna del trasferire il modello altrove, da maggio 2025 presso la Biblioteca degli Oggetti Smart dell’Università Bocconi, situata in via Sarfatti 25, ha preso il via un’iniziativa, in seno al progetto MUSA (Multilayered Urban Sustainability Action) spoke 5, che permette agli studenti dell’Università Bocconi di prendere in prestito gratuitamente oggetti di uso quotidiano.

Stiamo parlando di elettrodomestici, utensili e dispositivi tecnologici, disponibili attraverso un sistema di smart locker forniti da WIB Machines. Il progetto è nato proprio grazie alla collaborazione con il network Leila, e intende anche quantificare i benefici ambientali attraverso uno studio di Life Cycle Assessment (LCA) che misurerà l’impatto ambientale ridotto che deriva dall’uso condiviso degli oggetti.

Il progetto si prefigge anche di sviluppare relazioni e senso di comunità e partecipazione tra gli studenti il cui turn over è davvero elevato. Il che dà ulteriore valore a questa iniziativa.

di Irene Ivoi – EcoDesigner