Collegamenti ciclabili, nuove infrastrutture per superare gli ostacoli naturali e una rete pensata per integrare sempre di più bici, pedonalità e trasporto pubblico. Sono questi alcuni degli elementi che emergono dall’aggiornamento del Biciplan di Roma Capitale presentato nel corso delle iniziative della Settimana Europea della Mobilità.
L’incontro ha rappresentato l’occasione per illustrare gli esiti del percorso di partecipazione pubblica e le controdeduzioni elaborate sulle osservazioni ricevute. Alla presentazione hanno partecipato il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessore alla Mobilità Sostenibile e ai Trasporti Eugenio Patanè, il presidente della commissione Mobilità Giovanni Zannola e la presidente di Roma Servizi per la Mobilità Anna Donati.
La presentazione di oggi – ha commentato l’assessore Patanè – segna un passaggio fondamentale per il futuro della mobilità della nostra città. Il lavoro svolto dimostra l’efficacia di un percorso trasparente e di partecipazione che ha permesso di raccogliere le istanze dei territori e di trasformarle in soluzioni concrete. Il Biciplan approvato integrerà infrastrutture, sicurezza stradale attorno alle scuole, isole ambientali e servizi d’interscambio, garantendo a tutti i quartieri, dal centro alle periferie, pari dignità di collegamento e fruibilità. Il Biciplan – ha proseguito Patanè – non è soltanto una mappa di piste ciclabili, ma un vero e proprio piano strategico di rigenerazione urbana e sicurezza stradale, pensato per mettere al centro i pedoni, i ciclisti e tutti gli utenti vulnerabili della strada. La risposta della città durante la fase di partecipazione è stata straordinaria: l’86% di pareri positivi dimostra che Roma vuole e chiede una svolta sostenibile. A dimostrazione che c’è un interesse crescente in città su questo tema, basti pensare al fatto che al momento oltre un milione di romani possiede una bici o un monopattino e che, a mero titolo esemplificativo, ad oggi i dati dei passaggi sulla ciclabile Nomentana e su quella di viale Angelico sono, rispettivamente, 474.000 e 436.000.
Quasi mille osservazioni dai cittadini per il Biciplan
Il confronto con cittadini, associazioni, Municipi e altri soggetti del territorio si è sviluppato tra luglio e settembre 2025. Il percorso ha prodotto 488 comunicazioni, dalle quali sono scaturite complessivamente 941 osservazioni.
Secondo l’analisi condotta da Roma Servizi per la Mobilità, l’86% dei contributi ha evidenziato un orientamento positivo e propositivo. Sul piano tecnico, invece, è stato accolto il 67% delle istanze presentate durante la fase partecipativa.
Il confronto ha quindi portato a una revisione dello scenario previsto dal Piano, con l’inserimento di nuovi collegamenti destinati ad ampliare la rete ciclabile capitolina.
Altri 142 chilometri nel lungo periodo
La principale novità riguarda lo scenario decennale del Biciplan: il piano incorpora ora 51 nuovi tracciati ciclopedonali, per una lunghezza complessiva di 142 chilometri.
La programmazione si articola su tre orizzonti temporali. Nel breve periodo, corrispondente ai prossimi tre anni, sono previsti 185 chilometri aggiuntivi, che porterebbero la rete complessiva a 516 chilometri.
Nel medio periodo, con un orizzonte di cinque anni, l’incremento previsto sale a 265 chilometri, per una rete totale di 781 chilometri.
È soprattutto sul lungo periodo che l’aggiornamento introduce la variazione più significativa. Nell’arco di dieci anni, ai 794 chilometri inizialmente previsti si aggiungono ora ulteriori 142 chilometri, raggiungendo quota 936 chilometri di nuova infrastruttura. La rete ciclabile complessiva di Roma arriverebbe così a 1.717 chilometri.
Nuovi ponti, passerelle e sottopassi
L’ampliamento della rete non riguarda soltanto i tracciati. Per rendere effettivamente continui i collegamenti saranno inseriti nel Piano anche 15 nuovi interventi infrastrutturali, destinati a collegare percorsi oggi separati da fiumi, infrastrutture viarie, ferroviarie o altri elementi di discontinuità urbana.
Tra le opere indicate figurano la passerella ciclopedonale di Ponte Lanciani, il collegamento tra la stazione Acilia Sud e Dragona, il ponte della Scafa e diversi interventi all’interno dei parchi urbani.
L’obiettivo è costruire progressivamente una rete più capillare e funzionale, nella quale la mobilità ciclabile e pedonale possa integrarsi con gli altri sistemi di trasporto e diventare una componente stabile della mobilità quotidiana della Capitale.






