É partita la nuova campagna istituzionale di bikeMi, il servizio di bike sharing del Comune di Milano e ATM gestito da IGPDecaux. Per il 2026, la comunicazione sceglie di non limitarsi a una semplice promozione del servizio ma si propone di interpretare il modo in cui le persone attraversano la città ogni giorno, integrando tempi, ritmi e mezzi diversi in un’unica esperienza fluida.
Adottando il punto di vista di chi vive la quotidianità milanese, la campagna si rivolge sia a chi desidera spostarsi agilmente tra i quartieri sia a chi sceglie le due ruote come naturale estensione della rete metropolitana e di superficie. L’obiettivo di fondo è consolidare il ruolo di bikeMi come colonna portante dell’intermodalità cittadina, presentandolo come un elemento perfettamente integrato nel sistema del trasporto pubblico locale e capillarmente diffuso sul territorio.
Con bikeMi la mappa emotiva di Milano tra creatività e territorio
Protagonisti assoluti di questa prima fase della campagna sono i quartieri, le stazioni e le piazze della città, reinterpretati attraverso giochi di parole e associazioni geografiche. Le cinque grafiche d’esordio trasformano i luoghi simbolo in coordinate emotive e funzionali:
- Dateo scherza sul concetto di vicinanza con il claim “da te/da me”;
- Conciliazione richiama l’equilibrio quotidiano tra impegni e tempo libero:
- Cinque Giornate gioca sulla percezione del tempo per mostrare l’efficacia del trasporto integrato;
- Porta Romana si trasforma in una micro-narrazione incentrata sul nome di Marta;
- Gioia evoca la leggerezza di pedalare lasciandosi alle spalle il traffico cittadino.
Questo primo flight di una campagna multisoggetto, che si arricchirà di nuove creatività nei prossimi mesi, è stato ideato dal team comunicazione di IGPDecaux e dall’agenzia in-house Studiò, con il tocco visivo dell’illustratrice Margherita Caspani. Attraverso un linguaggio essenziale e un tono diretto, l’iniziativa dimostra come la pubblicità esterna possa farsi servizio per la collettività, invitando i cittadini a riscoprire Milano come un sistema di connessioni accessibili e condivise.






