BioArch – Tetto verde sulla Casa circondariale femminile di Rebibbia, di Gianni Terenzi

All’interno della Casa circondariale di Rebibbia a Roma nella sezione femminile, la più grande d’Europa, ho avuto la fortuna di seguire l’installazione di un sistema di tetto giardino tecnologico di tipo estensivo della Harpo, che prevede una stratigrafia composta dalla sovrapposizione di una serie di strati, tra cui l’impermeabilizzazione anti radice certificata, un elemento di ritenzione e protezione del sistema, un elemento di drenaggio, un ulteriore elemento di filtro per evitare che il drenaggio si possa intasare e per finire il terriccio di finitura.

Il substrato finale è stato compartimentato con un profilo di divisione e di drenaggio tra la zona giardino e il camminamento, autoportante in modo da non forare l’impermeabilizzazione e necessario a rispettare il corretto disegno architettonico del giardino e per il corretto funzionamento del terrazzo secondo le esigenze idrauliche.

La terrazza è di 150 mq ed è destinata alla manutenzione delle piante inserite in modo da avere una fruibilità e una funzionalità che va oltre il tecnicismo dell’opera.

Il progetto nasce con l’intento di diventare un modello ripetibile e riproponibile in tutti gli istituti penitenziari italiani in quanto questo tipo di realizzazione ed esperienza non è mai stato realizzato prima.

L’edificio scelto per la copertura a verde è la Biblioteca i quanto edificio simbolico, luogo della cultura e di apertura alle sperimentazioni e all’innovazione e poi per la sua posizione baricentrica all’interno dell’istituto e quindi visibile anche dalle sezioni detentive maggiori.

L’obiettivo è stato duplice:

  1. convincere l’amministrazione penitenziaria che per il rifacimento di una copertura ammalorata fosse meglio adottare una soluzione tecnologica green con spiccate qualità di sostenibilità ambientale e di efficientamento energetico piuttosto che adottare soluzioni di edilizia tradizionale.
  1. implementare le condizioni di benessere per la popolazione residente e quindi le detenute che sono state coinvolte nella realizzazione attraverso un corso di formazione teorico e pratico con la piantumazione diretta, che è stato recepito anche come un percorso di “rinascita”, una vera metafora su cui lavorare e cioè prendersi cura del verde, impegnarsi e saper attendere i tempi, cosa che invece hanno come problema, e cioè il progettare a lungo termine, magari proprio come lavoro per un domani al di fuori del carcere.

Immaginate i 20.000 lastrici solari piani della città di Roma trasformati a tetto verde…un’utopia?

E voi continuate a costruire in maniera tradizionale?

Il video della realizzazione del tetto verde è protagonista del servizio sul canale Youtube “ArchituttoTerenzi in Green” al link: https://youtu.be/8nBkw5_2aL8

Arch. Gianni Terenzi
Progettazionecomunicazione
tecnico ufficiale certificazione di salubrità ambientale Biosafe
consulente tecnico efficienza energetica per l’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia
canale youtube www.youtube.com/c/ArchituttoTerenziINGREEN
website www.gianniterenzi.it

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