Acea, Assonautica Italiana e l’Osservatorio Nazionale per la Tutela del Mare (ONTM) hanno siglato un Protocollo d’Intesa per guidare lo sviluppo sostenibile delle infrastrutture portuali e delle marine del Paese, in linea con le strategie nazionali ed europee sulla Blue Economy. L’accordo unisce le competenze delle tre realtà con un obiettivo chiaro: tutelare le risorse naturali, rafforzare la resilienza delle aree costiere e ammodernare il sistema marittimo italiano.
In questo scenario, Acea si propone come partner strategico per Autorità di Sistema Portuale e porti turistici, promuovendo un modello integrato che unisce sostenibilità ambientale, tutela dell’acqua, efficienza energetica e digitalizzazione.
La competitività del sistema nautico italiano passa sempre più dalla capacità di innovare nel rispetto dell’ambiente. Questo accordo rappresenta un passo concreto verso porti e marine più sostenibili, capaci di integrare tecnologie avanzate, efficienza energetica e gestione responsabile delle risorse idriche. Assonautica Italiana crede fortemente in una Blue Economy che coniughi sviluppo economico, tutela del mare e qualità dei servizi, e il Protocollo sottoscritto oggi va esattamente in questa direzione – ha dichiarato Giovanni Acampora, Presidente di Assonautica Italiana.
Con il Protocollo siglato oggi confermiamo il nostro impegno a supporto della transizione ecologica del Paese e della tutela della risorsa idrica – afferma Pier Francesco Ragni, co-general manager di Acea – La collaborazione con Assonautica Italiana e con l’Osservatorio Nazionale per la Tutela del Mare rafforza il nostro impegno a favore della Blue Economy e dello sviluppo sostenibile delle infrastrutture portuali e costiere. Crediamo che il futuro delle infrastrutture passi attraverso sostenibilità, digitalizzazione, gestione efficiente dei dati anche grazie all’ intelligenza artificiale, principi che guidano ogni giorno il nostro operato nei settori dell’acqua, dell’energia e dell’ambiente.
La collaborazione tra Acea, Assonautica Italiana e ONTM rappresenta un passo concreto verso un modello di sviluppo del mare che integra tutela ambientale, innovazione e crescita sostenibile. L’Osservatorio mette a disposizione il proprio patrimonio di competenze e relazioni istituzionali per favorire il dialogo tra istituzioni, Autorità di Sistema Portuale, operatori e imprese, contribuendo alla diffusione di modelli sempre più avanzati nella gestione delle risorse idriche, dell’energia e delle infrastrutture marittime. Questo Protocollo dimostra come la collaborazione tra soggetti con competenze complementari possa generare valore per il sistema portuale italiano e rafforzare il ruolo della Blue Economy quale leva strategica per la competitività e la sostenibilità del Paese – ha dichiarato Roberto Minerdo, Presidente dell’Osservatorio Nazionale per la Tutela del Mare.
Blue economy: i pilastri dell’intesa
- Digitalizzazione e intelligenza artificiale: monitoraggio intelligente delle infrastrutture e l’uso dell’IA per ottimizzare la gestione delle reti idriche ed energetiche.
- Efficienza energetica e decarbonizzazione: integrazione delle fonti rinnovabili, riduzione delle emissioni climalteranti e sistemi avanzati per il controllo dei consumi, orientati alla carbon neutrality.
- Gestione circolare dell’acqua: massima attenzione alla risorsa idrica attraverso il riuso delle acque trattate, l’abbattimento delle perdite e tecnologie per rendere le marine sempre più autosufficienti dal punto di vista idrico.
L’iniziativa punta ad accompagnare la transizione green delle infrastrutture marittime, garantendo al contempo uno sviluppo armonico ed equilibrato del rapporto tra porti e città costiere.






