Negli ultimi dieci anni la copertura dei consumi elettrici da fonti rinnovabili in Italia è passata dal 33,9% del 2015 al 41,1% del 2025 (127.978 GWh/a), insidiando da vicino le fossili (43,8%). Il dato emerge dal nuovo studio “Italia Rinnovabile”, presentato a Roma da Legambiente in collaborazione con Statkraft Italia, FERA e La Nuova Ecologia.
I dati aggiornati a marzo 2026 evidenziano un sorpasso storico: il solare fotovoltaico ha raggiunto 44.878 MW di potenza installata (il 53,9% del totale green), superando per la prima volta l’idroelettrico e coprendo da solo il 14,2% dei consumi nazionali. Ottimi anche i numeri sugli accumuli (oltre 918mila impianti) e sull’occupazione, che nel 2023 registrava 228.900 addetti nel settore delle rinnovabili (terzo posto in Europa).
Il nodo bolletta elettrica e la transizione a rischio ritardo
Nonostante i progressi, l’attuale bolletta elettrica italiana tocca i 130,5 euro/MWh, contro i 42,5 euro della Spagna, dove il gas incide solo per il 15% grazie agli investimenti nel settore pulito. In Italia, invece, il gas fossile pesa ancora per l’89% delle ore nella formazione del prezzo finale.
Legambiente denuncia la miopia del Governo, accusato di frenare le rinnovabili a favore di fossili e nucleare. A fine marzo 2026, l’Italia ha centrato appena il 33,2% dell’obiettivo 2030 (mancano 53.469 MW). Con il ritmo attuale di installazione, il traguardo verrebbe mancato con ben 5,7 anni di ritardo, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro: secondo la Svimez, i soli obiettivi al 2030 potrebbero generare 73mila occupati nel Mezzogiorno.
Le 11 buone pratiche e le 15 proposte al governo
Il report mappa 11 storie di successo che dimostrano i benefici concreti delle rinnovabili sui territori. Tra queste:
- Trino (Vc): il parco solare più grande del Nord Italia nato su una ex centrale nucleare.
- Lacedonia (Av): un hub eolico che crea occupazione giovanile qualificata.
- Torre San Rocco (Te): 40 ettari di fotovoltaico con forniture agevolate per la comunità.
- Lendinara (Ro): bonifica e rigenerazione di aree degradate tramite impianti green.
Per accelerare la transizione, Legambiente propone al Governo 15 interventi concreti suddivisi in quattro macro-aree: sbloccare e velocizzare gli iter autorizzativi, accelerare il repowering e gli investimenti sulla rete, riqualificare gli edifici in linea con la direttiva UE “case green” e abbattere i costi energetici.
La campagna “ok, la bolletta giusta”
In concomitanza con il rapporto, Legambiente lancia la campagna nazionale “Ok, la bolletta giusta. Prezzo zonale è giustizia sociale”, in partnership con AzzeroCO2 e Coordinamento Free.
L’iniziativa, che attraverserà la penisola con incontri e flash mob, punta a sollecitare l’applicazione integrale del prezzo zonale (introdotto a inizio 2025 ma attuato solo in parte). Questo meccanismo permetterebbe di calcolare il costo dell’elettricità in base all’ora e all’area di produzione, riducendo drasticamente le tariffe per famiglie e imprese che vivono nei territori a maggiore diffusione di impianti rinnovabili e sistemi di accumulo.






