Contrastare l’effetto isola di calore, abbassare le temperature urbane e restituire la natura al nucleo antico della città. Con questi presupposti l’Amministrazione comunale di Bologna lancia una strategia integrata mirata a cambiare il volto dello spazio pubblico attraverso la cura e la valorizzazione del centro storico, alternando soluzioni a breve termine a grandi cantieri strutturali.
Il primo pilastro del piano punta sulla sinergia tra pubblico e privato. Attraverso lo strumento dei Patti di collaborazione, il Comune intende stimolare residenti, negozianti e realtà associative a co-progettare e gestire installazioni vegetali temporanee. Sulla scia del laboratorio urbano già sperimentato in Piazza Verdi, i prossimi allestimenti vedranno la luce nel Quartiere Santo Stefano, coinvolgendo l’associazione di via San Leonardo e la rinnovata edicola di Porta San Vitale.
Per moltiplicare le risorse e accelerare il rinverdimento sia del centro che dei quartieri periferici sarà presto aperto un bando per le sponsorizzazioni private. Nel frattempo, già a partire da settembre, le alberature cittadine aumenteranno grazie a nuove piantumazioni mirate all’interno delle aiuole del centro storico attualmente libere e pronte a ospitare nuove piante.
Tavoli tecnici e la strategia “Bologna verde”
Il cammino verso una città più fresca e vivibile vede anche il coinvolgimento della Fondazione Innovazione Urbana Rusconi Ghigi e degli ordini professionali. Gli uffici comunali hanno infatti ricevuto il mandato di avviare un tavolo di confronto per elaborare soluzioni strutturali a lungo termine e arredi verdi temporanei.
Questi interventi rappresentano un tassello della più vasta cornice strategica denominata Bologna Verde, una programmazione che unisce la rimozione dell’asfalto (desigillazione dei suoli), l’espansione del patrimonio arboreo e il restyling delle piazze, con nuovi progetti specifici per il centro storico che saranno svelati nei mesi a venire.
I primi traguardi: dal canale di Reno alle nuove piazze pedonali
Gli impatti positivi di questa visione urbanistica – legati ai cantieri della linea del tram e alle trasformazioni di Bologna Città 30 – sono già sotto gli occhi di tutti grazie a una serie di interventi mirati:
- Via Riva Reno: dopo la storica riapertura a cielo aperto del Canale di Reno completata nel 2025, l’area si è arricchita di zone pedonali, sedute e 13 nuovi alberi.
- Porta San Felice: una porzione di strada è stata convertita in una piazzetta pedonale dotata di aree verdi e 2 alberi.
- Porta Mascarella: grazie ai fondi del piano “Ciclovie Urbane”, lo snodo è ora riqualificato inserendo nuove piante e 2 alberi.
A questi si sommano i recuperi di importanti polmoni urbani completati di recente, come il parco 11 Settembre (frutto del percorso partecipato “Il Porto Verde di Bologna”), il giardino Graziella Fava e il giardino Pincherle, interventi che continuano a potenziare la rete ecologica del capoluogo emiliano.







