prato fiorito

Bonificare le aree verdi inquinate con le piante, il progetto dell’Università Bicocca

Bonificare le aree verdi inquinate della città con l’utilizzo di piante e microorganismi. L’innovativa tecnica per depurare le aree verdi, sta per diventare realtà, grazie alla sperimentazione che coinvolge il Comune di Milano e il Disat – dipartimento di scienze dell’ambiente e della terra dell’Università degli studi di Milano Bicocca.

La nuova tecnica di bonifica anziché ruspe e camion, mette in atto azioni di fitorisanamento, per dare nuova vita ai tanti spazi verdi attualmente non fruibili. Ma vediamo più nel dettaglio come è possibile depurare intere zone urbane verdi, semplicemente con il potere rigenerativo della natura.

Bonifica aree verdi con le piante: il progetto innovativo dell’Università Bicocca

In cosa consiste la nuova tecnica di bonifica naturale che darà nuova vita a vaste zone della città? In pratica le tecniche Nature Based Solutions, si concentrano sull’utilizzo di specie vegetali dette iperaccumulatrici, capaci di avviare processi biologici di riduzione della contaminazione dei suoli. Siamo nel campo del fitorisanamento che pratica la messa a dimora di diverse specie di piante, alberi e arbusti. In pratica per risanare i terreni, i sedimenti e le acque, si sfrutta l’attività biologica delle piante e la crescita della flora batterica, senza dover impiegare mezzi meccanici come i camion per il trasporto di materiali.

Il progetto del Comune insieme all’Università Bicocca, ha due obiettivi che viaggiano insieme:

  1. favorire una maggiore conoscenza sull’efficienza e sull’applicabilità in ambito urbano e periurbano, delle tecnologie di fitorisanamento in relazione alla tipologia e all’uso del suolo;
  2. progettare e mettere in atto sperimentazioni di bonifiche naturali per ripristinare e migliorare la qualità dei sistemi suolo-vegetazione nelle aree verdi contaminate, così da renderle nuovamente fruibili, creando un modello di riferimento replicabile.

L’Amministrazione mette a disposizione 130.000 euro di fondi in tre anni. Gli spazi urbani da bonificare saranno definiti in una fase successiva di comune accordo tra l’Amministrazione e il Dipartimento di scienze dell’ambiente e della terra dell’Università Bicocca.