Combustibili fossili

Caldaie a combustibile fossile: dal 1° gennaio 2025 stop alle agevolazioni

Stop dal 1° gennaio 2025 alle agevolazioni legate all’acquisto e all’installazione di caldaie a combustibile fossile. Tradotto niente più Ecobonus o Bonus Ristrutturazione per l’acquisto e la relativa installazione di caldaie a combustibili fossili. L’Italia era a rischio infrazione ma fortunatamente le associazioni ambientaliste hanno avuto la meglio sui produttori:

Ben venga l’assenso che il Governo Meloni ha dato all’emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle e che pone fine ai sussidi alle caldaie alimentate a fonti fossili. Un passo importante verso la decarbonizzazione e l’innovazione del settore edilizio, ma anche verso la riduzione dei costi in bolletta per le famiglie e verso la riduzione della dipendenza dal gas e dalle importazioni – così ARSE, Coordinamento Free, Greenpeace, Kyoto Club, Legambiente e WWF Italia hanno commentato la novità.

Questa scelta – continuano le associazioni – è importante non solo per queste ragioni, ma anche perché, come avevano scritto nella lettera indirizzata ai Ministri Gilberto Pichetto Fratin e Giancarlo Giorgetti, e l’ex Ministro Raffaele Fitto, avrebbe permesso di scongiurare la possibile procedura di infrazione per il mancato rispetto delle Direttive europee. Un’assunzione di responsabilità importante e che vogliamo sottolineare. Il Parlamento ha fatto la scelta giusta: ora si prosegua nell’iter di approvazione della Legge di Bilancio, senza ripensamenti.

Caldaie a combustibile fossile e Direttiva Case Green

Il testo della Legge di Bilancio, in un primo momento, non contemplava lo stop a Ecobonus o Bonus Ristrutturazione per l’acquisto e la relativa installazione di caldaie a combustibili fossili, imposto invece dalla Direttiva Case Green per tutti gli Stati Membri a partire dal 2025.

Con il provvedimento casa green l’Unione Europea intende ridurre del 55% entro il 2030 le emissioni nocive rispetto ai livelli del 1990 e raggiungere le emissioni zero entro il 2050. I nuovi edifici dovranno essere a zero emissioni a partire dal 2028 mentre i vecchi dovranno raggiungere la classe energetica E entro il 1° gennaio 2030 e D entro il 2033.

Per il riscaldamento si prevede il divieto di utilizzo di combustibili fossili entro il 2035 e l’abolizione di sussidi per l’installazione di boiler a combustibili fossili entro il 2024. Secondo stime Enea il 74% delle abitazioni italiane, cioè 11 milioni, apparterrebbero a classi energetiche inferiori alla D, nello specifico il 34% in G, 23,8% in F e 15,9% E.