Calendula

Calendula: proprietà, utilizzi e controindicazioni

La calendula è un fiore apprezzato sia per il suo utilizzo a scopo ornamentale che nella veste di rimedio naturale. Nota anche con il termine scientifico di Calendula officinalis, questo esemplare rientra a pieno titolo tra le cosiddette piante officinali.

Si tratta di una pianta annuale che appartiene alla famiglia delle Asteraceae. Deve il suo nome attuale all’espressione latina Calendae, in virtù del fatto che tende a fiorire una volta al mese durante il periodo estivo. Le sue origini sono relativamente note, in quanto risulta nativa dell’area del Mediterraneo. In particolare la calendula è presente in Italia, in Spagna, nelle Azzorre e in Inghilterra.

Allo stato selvatico è più facile trovarla nei climi più temperati, quindi difficilmente nelle aree montane. Nel Bel Paese la calendula selvatica può essere avvistata con maggiore probabilità nelle regioni del Centro-Sud. Coltivata può crescere piuttosto bene anche in zone collinari, fino a circa 600 metri sul livello del mare. Si adatta bene a differenti tipologie di terreno.

Caratteristiche

Questa pianta presenta un fusto di circa 70 centimetri, ramificato e perlopiù coperto da una leggera peluria. Lungo lo stelo sono disposte foglie lanceolate con un bordo regolare o leggermente dentato. In cima compaiono i celebri fiori, con tonalità che variano dal giallo scuro all’arancione. Da questi ultimi vengono estratte le sostanze benefiche, inclusi carotenoidi e flavonoidi, che rendono questa pianta un efficace rimedio naturale.

Calendula: proprietà

Calendula fiori

Le proprietà benefiche attribuite alla calendula sono diverse. Alcune delle principali riguardano il benessere della pelle, il riferimento in questo caso è all’azione lenitiva e a quella antibatterica. Molto utilizzate le pomate e le creme per il trattamento di scottature e ustioni.

Sempre a beneficio della pelle è l’uso della calendula nel trattamento dell’herpes, dell’acne e della couperose. Da non trascurare anche la possibilità di utilizzare i rimedi ottenuti dai fiori di questa pianta per alleviare i fastidi da punture di zanzare.

Se impiegata in abbinamento con l’olio extravergine d’oliva e l’aloe vera può contribuire al mantenimento del normale stato di salute delle pelle. Utile anche a preservarne la naturale morbidezza. Può essere efficace anche nella riparazione delle piccole ferite, in virtù dell’azione offerta dai caroteonoidi (stimolano la produzione di fibrina). Applicandone l’infuso tramite degli impacchi aiuta a ridurre in maniera naturale la sudorazione.

Se impiegato a uso interno, sotto forma di infuso, questo rimedio naturale aiuta a ridurre i rischi da ulcera. Questo beneficio è frutto dell’azione protettiva della mucosa gastrica esercitata dalla calendula. La tisana si rivela efficace anche nell’attenuare i sintomi della sindrome premestruale.

Uso

Calendula unguento pomata-crema

L’uso della calendula come rimedio naturale può avvenire sia attraverso l’assunzione per via orale che tramite applicazione esterna. Non di rado questa pianta è inclusa tra gli ingredienti di creme e pomate, in particolare quando si tratta di prodotti per la cura della pelle. Un altro degli utilizzi comuni è sotto forma di tintura madre, di cui è consigliata un’assunzione massima di 30-40 gocce (per un massimo di 2-3 volte al giorno).

È possibile preparare a casa anche un unguento curativo. Per ottenere questo rimedio fai da te basterà lasciare a macerare 10 grammi di fiori, immersi in 50 grammi in olio extravergine d’oliva, all’interno di un barattolo di vetro. Il vasetto dovrà essere ben chiuso e lasciato al sole, ricordandosi di rimescolare il contenuto di tanto in tanto.

Infuso

Un altro modo di sfruttare le proprietà benefiche della calendula è quello di preparare un infuso curativo. Anche in questo caso la preparazione è tutto sommato molto semplice. Prendere un cucchiaio raso di fiori e lasciarli in infusione in 250 ml di acqua bollente.

Una volta che saranno trascorsi 10 minuti di infusione si potrà filtrare il liquido e consumare non appena avrà raggiunto una temperatura tale da risultare bevibile. Consumarlo caldo (non bollente) fornirà un ulteriore aiuto per chi desidera alleviare i disturbi legati alla sindrome premestruale.

Olio di calendula

Per ottenere l’olio di calendula occorreranno due ingredienti: 500 ml di olio di mandorle e 100 grammi di fiori. Si parte inserendo i fiori all’interno di un barattolo di vetro dotato di una chiusura ermetica. Aggiungere l’olio coprendo bene i fiori, quindi chiudere il vasetto.

Lasciare a macerare per 30 giorni, ricordandosi di scuotere il barattolo una volta al giorno. Trascorso il periodo indicato filtrare l’olio utilizzando una garza, così da poter spremere con facilità anche il liquido residuo presente sui fiori.

A questo punto servirà una bottiglia o contenitore di vetro scuro, in cui andrà versato l’olio di calendula ottenuto. Chiudere con cura e conservare in un luogo fresco e buio, come ad esempio una cantina. Gli utilizzi saranno molteplici: potrà essere applicato direttamente sulla pelle oppure impiegato come ingrediente principale nella preparazione di creme e pomate.

Controindicazioni

Non sono conosciute particolari controindicazioni relative all’utilizzo della calendula come rimedio naturale. Anche dal punto di vista delle allergie è considerata una pianta relativamente sicura, in quanto presenta bassi livelli di lattoni sesquiterpenici.