Cambiamenti climatici: le rinnovabili verso un rinnovamento?

La sfida che la lotta ai cambiamenti climatici ci pone lascia poco spazio ai tentennamenti se vogliamo garantire un futuro al Pianeta. Per questo servono rigorosi interventi sul fronte del contrasto alle sovra-emissioni di gas serra nell’atmosfera. Ma, dati alla mano, il processo di decarbonizzazione sembra essere lento e meno efficace delle aspettative.

Gli ultimi report del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) fotografano come il settore delle rinnovabili sia pigramente in leggera crescita. Usciti da poco, i risultati relativi a produzione e consumo di energia relativi all’anno 2019, ci mostrano infatti come le FER (acronimo di fonti di energia rinnovabile) siano cresciute solo dell’1,3% rispetto al 2018, anche se complessivamente costituiscono più di un terzo della produzione elettrica nazionale.
Ma se l’obiettivo è quello della transizione verso un utilizzo su larga scala di fonti di energia rinnovabile occorre fare di più. L’Unione Europea, infatti, ha come target di abbattimento delle emissioni di CO2 la riduzione del 55% entro il 2030, e il PNRR è assolutamente in linea.

Una buona notizia viene dalle parole del Direttore Enel Italia Carlo Tamburi, pronunciate nel corso del webinar online dal titolo “Transizione energetica: il futuro che vivremo”: “La penetrazione delle rinnovabili deve arrivare a circa il 70%, rispetto al 37% di oggi. Per fare questo bisogna installare nuovi impianti a fonti rinnovabili, con un passo che è 7-8 volte più alto di ciò che è stato fatto in questi anni”.

Il monito è preciso, ma occorre anche che assuma un carattere programmatico. Alle parole devono seguire necessariamente i fatti. Nel corso dell’incontro on line si è evidenziato come i risultati non siano raggiungibili se non si interviene sul nodo delle autorizzazioni e più in generale sugli aspetti burocratici che devono essere snelliti e velocizzati. Serve una capacità di visione d’insieme e una maggiore interazione tra i soggetti coinvolti.
“Caposaldo del percorso – ha aggiunto il dirigente Enel – è la chiusura delle centrali a carbone al 2025, con la necessità di sostituirle con rinnovabili abbinate a sistemi di accumulo e, per un periodo limitato, con impianti a gas, necessari per la stabilità del sistema elettrico”.

di Elena Sofia Midena