Camomilla tisana fiori

Camomilla: proprietà, utilizzi e controindicazioni

La camomilla è uno dei rimedi naturali più apprezzati e diffusi anche in Italia. Questo termine viene comunemente associato a una tisana, che si ottiene lasciando in infusione i fiori di Matricaria Camomilla per alcuni minuti. Questa pianta è anche nota come Matricaria recutita L.

Si tratta di un fiore facilmente riconoscibile, dal tipico colore giallo intenso per quanto riguarda la parte centrale e un candido colore bianco per i petali. Questa pianta appartiene alla famiglia delle Asteraceae ed è ampiamente diffusa in Europa, Italia compresa, e in Asia. Risulta presente anche in Australia e nelle Americhe.

Compare spontaneamente nei prati e nei terreni (anche poveri e acidi) al di sotto degli 800 metri s.l.m., anche in città. Può risultare una specie infestante in corrispondenza dei terreni agricoli. Deriva il suo nome dal greco chamàimēlon (chamài del terreno” e mēlon, “mela”), anche in virtù del suo particolare profumo che ricorda quello della mela nana.

Principi attivi

All’interno della camomilla trovano spazio due differenti tipologie di principi attivi. I primi sono quelli idrofili ed essendo anche i soli idrosolubili sono gli unici a essere presenti nelle tisane e negli infusi. Si tratta ad esempio dei flavonoidi, dell’acido fenolico e delle cumarine glicosilate.

I secondi principi sono quelli lipofili. Proprio per questo possono essere sfruttati soltanto utilizzando la camomilla nella veste di olio essenziale. Appartengono a questa categoria gli azuleni e i terpeni.

Camomilla fiori

Proprietà della camomilla

Le proprietà associate alla camomilla sono diverse, tra le quali spicca la sua azione calmante. Non è inusuale fare riferimento a questo rimedio naturale come aiuto per un riposo notturno soddisfacente o per rilassarsi dopo una giornata stressante. Questo purché si rispettino i tempi di infusione e i dosaggi consigliati, pena l’incorrere in alcuni spiacevoli effetti collaterali di cui parleremo più avanti.

Oltre all’azione calmante risultano presenti quella antispasmodica, anche nel caso della sindrome premestruale, e quella digestiva. In più vengono associate alla camomilla anche proprietà antinfiammatorie per la protezione della pelle e delle mucose.

Camomilla, proprietà per la pelle

Come accennato la camomilla può rivelarsi un efficace rimedio naturale per la pelle. Ad esempio nel trattamento delle infiammazioni cutanee, degli arrossamenti e più in generale delle dermatiti. Calma anche il prurito e risulta benefica anche contro stomatiti, gengiviti e afte.

Digestione

All’assunzione di una tisana alla camomilla sono associate proprietà a beneficio dell’intestino e della mucosa gastrica. Da utilizzare in caso di coliche ed eccesso di gas intestinale. Il merito in questi casi è da attribuire alle azioni antispasmodica e digestiva derivata dalla presenza di flavonoidi e cumarine.

Altri benefici della camomilla

Le proprietà e i benefici della camomilla non si esauriscono ai più famosi e già citati esempi. L’assunzione di una tisana a base di questi fiori risulta curativa anche nel caso del mal di testa o delle infiammazioni urogenitali.

Altro utilizzo comune per questo fiore è il trattamento dei dolori mestruali o dei disturbi associati alla menopausacongiuntivite e sbalzi d’umore completano il quadro dei possibili campi di utilizzo della camomilla come rimedio naturale.

Tisana alla camomilla

Utilizzi

Come già anticipato l’utilizzo principale di questi fiori è quello di infuso o tisana. Questo consente di sfruttarne le diverse proprietà benefiche per l’intestino, la digestione, il rilassamento della muscolatura e dell’umore. Aiuta inoltre a contrastare i dolori mestruali sia per le sostanza contenute che per il calore tipico della bevanda.

Tale preparazione non è destinata soltanto all’assunzione per via orale (possibile anche diluendo in acqua alcune gocce di tintura madre). Una volta preparato l’infuso è possibile lasciarlo raffreddare fino a temperatura ambiente e impiegarlo per degli impacchi benefici.

Si tratta di soluzioni utili in caso di infiammazioni cutanee, irritazioni, dermatiti, piccole ustioni e prurito. Traggono beneficio da questa pratica anche gli occhi stanchi e arrossati, impacchi lasciati ad agire sulle palpebre chiuse, oppure affetti da congiuntivite. Sempre a uso esterno sono le pomate o creme contenenti estratti di camomilla, oppure l’olio essenziale.

Da non dimenticare infine il possibile utilizzo dell’infuso di camomilla per effettuare dei gargarismi. L’azione benefica sarà qui rivolta verso il trattamento di afte, stomatiti e gengiviti.

Quanta camomilla si può bere al giorno?

L’assunzione consigliata è di massimo tre-quattro tazze da 250 ml per quanto riguarda il “quanta” camomilla  si può bere al giorno. Un altro limite a cui prestare attenzione è quello relativo ai grammi da utilizzare per la preparazione degli infusi, circa 3-5 grammi per ogni tazza.

Quando bere la camomilla?

Il consumo è consigliato lontano dai pasti. Alcuni sostengono che bere camomilla prima di mangiare stimoli il senso di sazietà e possa portare a un minore consumo calorico. Alla base di questa indicazione stanno le teorie che vedono nell’infuso una possibile azione dimagrante.

Altra possibilità è quella di bere una tazza di camomilla dopo circa mezz’ora dalla fine del pasto. L’obiettivo in questa seconda eventualità è quello di favorire la digestione. Soprattutto se il pranzo o la cena sono stati particolarmente ricchi e difficili da digerire.

Camomilla: controindicazioni ed effetti collaterali

Partiamo dal presupposto che la camomilla è generalmente ben tollerata da tutti, inclusi bambini e anziani. Esiste però la possibilità di reazioni allergiche nelle persone iper-sensibili alle Astaraceae. Possibilità di reazioni cutanee sono associate al contatto con la pianta fresca.

Malgrado sia un rimedio ad azione calmante, se lasciata in infusione prolungata (oltre i 5 minuti) o a dosaggi eccessivi, la camomilla tende a provocare agitazione e insonnia. Inoltre un infuso preparato in maniera non corretta può ridurre l’assorbimento di ferro e indurre nausea.

Rischio nausea possibile anche a dosaggi normali qualora si aggiungano alla camomilla sia il succo di limone che lo zucchero. Normalmente il succo dell’agrume agirebbe come antiemetico, ma l’aggiunta della sostanza zuccherina (come il consumo a stomaco pieno) trasforma i suoi principi attivi in sostanze acidificanti.

Camomilla e gravidanza

Capitolo a parte per quanto riguarda l’utilizzo della camomilla durante la gravidanza. Viene generalmente consigliato di evitare l’assunzione di questo infuso durante i primi tre mesi di gestazione.

Questa indicazione è legata alla possibilità che un alto dosaggio di questo fiore induca delle contrazioni premature. Discorso analogo anche per quel che riguarda l’assunzione di camomilla durante i restanti sei mesi. In ogni caso è consigliato il consulto preventivo con il proprio ginecologo.