Capsule compostabili

Capsule compostabili: necessario un cambio di passo per un caffè sostenibile

Le capsule compostabili devono diventare la norma quando si consuma il caffè, la bevanda più amata dagli italiani. Ogni 100 grammi di caffè torrefatto venduto in Italia – rivelano i dati Mediobanca relativi al 2022 – oltre 37 sono contenuti nelle capsule monouso e altri 6 nelle cialde. In parole povere poco meno della metà, una cifra sostanzialmente analoga a quella della moka (47,5 grammi).

Al di là del modo in cui ci concediamo il piacere del caffè, è fondamentale che gli scarti del prodotto e gli imballaggi utilizzati per contenerli vengano smaltiti nel modo giusto – dichiara Carmine Pagnozzi, direttore generale di Biorepack – In caso contrario, milioni di chili di caffè, invece di essere conferiti tra i rifiuti umidi, rischiano di finire nell’indifferenziato e, da lì, in discarica. E ciò impedisce di inviare agli impianti di trattamento grandi quantità di scarti organici da trasformare in prezioso compost, con il quale riportare sostanza organica e fertilità ai nostri terreni agricoli. È quindi importante sostenere gli sforzi in senso circolare delle aziende del comparto.

Capsule compostabili, i dati sui consumi

Il mercato delle capsule monodose per caffè è in costante crescita a livello globale. Secondo AMI Consulting, nel 2023 ne sono state vendute circa 80 miliardi in tutto il mondo. L’Europa, con un consumo di circa 50 miliardi all’anno rappresenta un mercato chiave, e l’Italia, con 2,8 miliardi di capsule consumate annualmente, si posiziona come uno dei principali attori nazionali.

Questo boom, oltre a rappresentare un’importante opportunità per l’industria, solleva cruciali questioni ambientali. La gestione del fine vita di queste capsule, infatti, rappresenta una sfida significativa. La maggior parte delle capsule è composta da alluminio (22%) o plastica (72%), con solo una piccola percentuale (6%) realizzata in materiali compostabili.

Per fare chiarezza sul complesso mondo delle capsule monodose e promuovere l’uso di materiali compostabili, Biorepack ha colto l’occasione di TriestEspresso Expo per organizzare un incontro pubblico. In occasione dell’undicesima edizione di questa importante fiera dedicata al caffè, il consorzio ha voluto sottolineare i vantaggi ambientali legati alla corretta gestione del fine vita delle capsule compostabili.

Grazie alla nostra filiera industriale oggi possiamo offrire tre tecnologie di trasformazione per capsule compostabili in Mater-Bi come pure soluzioni ad alta barriera per l’imballaggio – ha spiegato durante l’incontro Alberto Castellanza, Director of Markets and Products Development di Novamont – E anche capsule che possono raggiungere fino al 100% di contenuto rinnovabile e con carbon footprint verificata in accordo con lo standard internazionale ISO 14067:2018.

 

Sin dal 2013 Fi-Plast ha dedicato gran parte delle sue risorse di Ricerca e Sviluppo a trovare soluzioni biocompostabili tecnicamente funzionali per l’applicazione Capsule Caffè. Già due anni dopo, i nostri clienti erano presenti negli scaffali con capsule biocompostabili che ancora oggi sono perfettamente attuali – ha affermato Gianluigi Mariani, direttore generale di Fi-Plast – Da sempre abbiamo ritenuto che il passaggio dalle plastiche tradizionali ai nostri prodotti Estabio fosse un itinerario da percorrere insieme, fianco a fianco con i nostri clienti, partendo dalla progettazione fino alla certificazione dei prodotti finiti e anche attraverso l’impegno educativo presso i giovani, al fine di ottenere dai prodotti biocompostabili la massima riduzione possibile dell’impatto ambientale. Oggi le capsule compostabili sono analoghe, come prestazioni, a quelle di altri materiali. A livello organolettico, di protezione e di funzionamento con i macchinari, sia professionali sia domestici.