Portoscuso

C’è puzza di gas, la nuova campagna Legambiente contro il metano

C’è puzza di gas è la nuova campagna di Legambiente volta sensibilizzare i cittadini in merito ai rischi legati alle dispersioni del gas metano. Questa iniziativa è nata con l’aiuto di Clean Air Task Force (CATF). Sono otto le tappe previste da Nord a Sud Italia con flash mob e tanto altro. Ecco le regioni interessate: Sardegna, Abruzzo, Sicilia, Basilicata, Liguria, Veneto, Campania ed Emilia-Romagna.

Il viaggio parte proprio dalla Sardegna e nello specifico da Portoscuso (SU) presso il futuro Terminal GNL di Portovesme (banchina est). Ci sarà un sit-in contro la supermetaniera, visto che la regione fa parte di un programma di metanizzazione con l’uso di gas fossile almeno fino al 2050/2060. Ha dichiarato Annalisa Colombu, presidente di Legambiente Sardegna:

Non si arresta il tentativo di metanizzare la Sardegna l’unica regione italiana a non avere una infrastruttura ramificata di gas fossile. La nuova campagna non poteva che partire da qui, per continuare a denunciare l’inammissibilità del progetto della supermetaniera nella piccola area portuale di Portovesme: un progetto che tiene sotto scacco il futuro dell’isola, rendendola dipendente dal gas fossile e facendo perdere così ai territori l’occasione di innovazione energetica e crescita locale”.

C'è puzza di gas

C’è puzza di gas: tutte le tappe

Dopo la Sardegna l’iniziativa C’è puzza di gas arriva nei seguenti luoghi:

  • Abruzzo a Sulmona (AQ) presso la futura Centrale di compressione (settembre)
  • Sicilia a Gela (CL) presso il Terminal del Greenstream (ottobre)
  • Basilicata a Val d’Agri (PZ) nel Centro Oli COVA (ottobre)
  • Liguria a Porto Venere (SP) presso il Terminal GNL di Panigaglia (novembre)
  • Veneto, una regione caratterizzata da decine di infrastrutture fossili (dicembre)
  • Campania presso la Centrale Termoelettrica di Acerra a Napoli (gennaio)
  • Emilia-Romagna a Minerbio (BO) presso il Centro di Stoccaggio e contro la futura Centrale di Compressione di approdo della Rete Adriatica del gas (febbraio)

Ha aggiunto Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente:

L’obiettivo della nuova campagna che presentiamo oggi è non solo quello di ricordare quanto sia importante per il bene del Paese uscire dal gas fossile, ma anche far riflettere su un tema decisamente poco noto e poco discusso, che vede protagonista un gas fino a 86 volte più climalterante dell’anidride carbonica, il secondo responsabile del cambiamento climatico: le emissioni dirette di metano.

Vogliamo portare questo contenuto nelle piazze ma anche nelle agende parlamentari, facendo capire quanto sia strategico se pensiamo che per raggiungere l’obiettivo europeo al 2030 di riduzione delle emissioni nette di gas climalteranti, le emissioni di metano dal settore dell’energia dovrebbero diminuire di circa il 58% entro il 2030 rispetto al 2020. Necessario che in Italia ed in Europa vengano adottati regolamenti ambiziosi, finalizzati al tracciamento e alla riduzione delle perdite di metano