La campagna “Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città + fresche, città + giuste” di Legambiente fa tappa a Napoli e presenta, dopo Roma, i risultati delle 34 termografie, realizzate tra il 1° e il 2 luglio, nelle ore più calde della giornata, nei quartieri Vomero e Secondigliano, analizzando servizi, aree verdi, spazi d’ombra, trasporti e infrastrutture blu e grigie su circa 1 km².
A pagare il prezzo più alto delle temperature torride sono sempre i quartieri più periferici e a basso reddito, esposti alla cooling poverty (povertà di raffrescamento), la povertà energetica che impedisce di mantenere ambienti freschi e vivibili, sia in casa (per mancanza di accesso a impianti di climatizzazione), che negli spazi pubblici (per assenza di infrastrutture, spazi verdi e servizi adeguati).
Questa la denuncia di Legambiente che con la nuova iniziativa realizzata con il supporto di Banco dell’Energia e in collaborazione con la Croce Rossa Italiana chiede alle amministrazioni interventi mirati e concreti per rendere le città e le periferie più vivibili, giuste e resilienti al caldo estremo, proteggendo la salute della cittadinanza, in particolare delle fasce sociali più vulnerabili.
Che caldo che fa!: i dati del Vomero e Secondigliano
Nel caso del Vomero (99 aree verdi, una piscina, 4 fontane, 3 portici e un sistema di trasporto pubblico ben sviluppato) la temperatura media dell’aria registrata in 9 punti monitorati è di 36,6°C, con un picco al suolo di 76,2°C nei pressi di una fontanella di Ppiazza Medaglie d’Oro. Il Parco Mascagna emerge come un’oasi urbana più fresca, con temperature al suolo e dell’aria di 27°C e 32,4°C rispettivamente, grazie a una progettazione verde efficace. Zone come via Luca Giordano e Villa Floridiana risultano ben ombreggiate e vivibili, mentre l’ingresso del Pronto Soccorso Santobono è tra le aree più critiche, con asfalto a oltre 60°C e aria a 42,9°C.
Nel quartiere Secondigliano (solo 6 aree verdi, nessuna fontanella o piscina, né portici o coperture artificiali e solo 12 fermate bus) la temperatura media dell’aria rilevata in 6 punti è più alta: 39,7°C. Il valore massimo al suolo che si è toccato è nel Parco San Gaetano Errico, con 81,2°C nell’area giochi esposta al sole. Nonostante il recente rinnovo, la scarsa ombreggiatura e irrigazione del parco ne compromettono la vivibilità durante le ore più calde. Via Dante, completamente esposta al sole durante la quasi totalità della giornata e caratterizzata dalla presenza di un singolo albero, ha registrato una temperatura di 36,3°C aria e 34,7°C suolo.
Le proposte di Legambiente
Alla luce di ciò, il Cigno Verde indirizza alle amministrazioni sei proposte per contrastare la cooling poverty nei quartieri più vulnerabili:
- 1) Una governance climatica integrata, con una Strategia e un Piano di Adattamento e un Ufficio Clima dedicato, per coordinare le politiche urbane e attuare azioni efficaci contro il caldo estremo, a partire dai quartieri più fragili;
- 2) Affiancare al nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC) un Regolamento Edilizio sostenibile, che imponga superfici permeabili, risparmio idrico, recupero delle acque meteoriche e materiali e colorazioni adeguati, promuovendo infrastrutture verdi e blu per favorire l’adattamento climatico in tutte le nuove costruzioni e ristrutturazioni;
- 3) Integrare il PUC con il Piano del Verde Urbano, puntando su forestazione urbana, infrastrutture verdi e blu e connessione ecologica tra città e aree rurali, dando priorità alle periferie carenti di verde e garantendo al contempo manutenzione agli spazi esistenti con metodi innovativi e sostenibili;
- 4) Promuovere e coordinare interventi con enti e aziende, come quelle dei trasporti, per aumentare l’ombreggiatura delle fermate e dei parcheggi pubblici tramite piante, tende e tettoie fotovoltaiche. Con l’ABC (Acqua Bene Comune, servizi idrici comunali) mettere a punto il potenziamento di fontanelle pubbliche e l’attivazione di sistemi di nebulizzazione nelle piazze più esposte al sole;
- 5) La creazione di centri di raffrescamento naturali e artificiali in ogni quartiere, arrivando a una loro mappatura e valorizzazione con attività culturali e servizi di prossimità, accompagnando questo percorso da campagne di comunicazione per informare e tutelare le persone più a rischio durante le ondate di calore;
- 6) L’adozione di un approccio integrato per le politiche di adattamento climatico, per identificare e sostenere le aree urbane più vulnerabili, evitando di ampliare le disuguaglianze sociali.






