Parte la nuova campagna di Legambiente “Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città + fresche, città + giuste”, realizzata con il supporto di Banco dell’Energia. Obiettivo portate in primo piano quei quartieri in cui le alte temperature sono rese ancora più insostenibili dalla mancanza di infrastrutture, spazi verdi e servizi adeguati ad affrontarle, e di chiedere interventi puntuali e precisi per città e periferie più fresche e giuste. Cinque le tappe: Roma, Napoli, Bologna, Milano e Palermo con la partecipazione della Croce Rossa Italiana.
Prima osservata speciale della campagna “Che caldo che fa!” è la capitale con due dei suoi quartieri simbolo: Garbatella e Don Bosco; qui l’associazione del cigno verde il 18 e il 19 giugno ha realizzato 31 termografie. Le termofoto scattate nelle ore più calde della giornata, in un areale di circa mezzo chilometro quadrato (rispettivamente di 0,65 km2 per Garbatella e di 0,43 km2 per il Don Bosco) dove si trovano farmacie, supermercati, fermate di bus, piste ciclabili e parchi, hanno rilevato una temperatura media rispettivamente di 35,4°C e di 37,9°C; mentre quella massima registrata al suolo ha toccato i 68°C in una pista ciclabile a Don Bosco. Temperature altrettanto alte, di 52,2°C, alla fermata del bus Giulio Agricola e al parcheggio antistante la Regione Lazio, 53,7°C. Situazione migliore nei luoghi ombreggiati dove la temperatura al suolo rilevata è stata di ben 15°C in meno.
Che caldo che fa! sempre più bollini rossi
Nelle città italiane fa sempre più caldo, soprattutto d’estate. Nella Penisola da fine maggio al 20 giugno 2025, sono stati emessi dal Ministero della salute ben 21 bollettini giornalieri indicanti 23 “livelli 3” il livello massimo di allerta, per ondate di calore e caldo eccessivo. Dieci le città da bollino rosso: Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Roma, Torino.
Una fotografia preoccupante dove a pagarne lo scotto sono soprattutto quartieri e periferie più densamente abitati. Senza contare che le temperature elevate possono causare danni alla salute fino alla morte. Lo scorso anno, sempre stando ai dati del Ministero della Salute sono stati emessi 359 bollettini rossi/livello di allerta 3 (il massimo) nelle 27 città monitorate e l’eccesso di mortalità, ossia i decessi in più rispetto al totale atteso per tutto il periodo estivo del 2024, a carico delle classi di età più anziane (85+ anni), è stato notevole sia al Nord (+8%) che al Centro-Sud (+9%).
Quanto scotta Roma
Bollino rosso nella capitale: secondo gli ultimi dati disponibili (2022, fonte Istat) la temperatura media ha raggiunto i 18,7°C, con un incremento di +3,1°C rispetto alla media 1971-2000 e più che doppio rispetto all’aumento medio nazionale rispetto al periodo preindustriale di +1,48°C. Sempre più frequenti anche le notti tropicali, durante le quali la temperatura minima non scende sotto i 20°C, mentre l’effetto isola di calore segna una differenza di 6,5°C tra le zone centrali e il quadrante est della città grazie alle aree verdi.
Altro alert è rappresentato dagli eventi meteo estremi che dal 2015 al 2024 hanno raggiunto quota 89 facendo di Roma il primo comune in classifica nella Penisola per eventi meteo estremi. Ai dati climatici, si aggiungono quelli socio-economici: se da una parte Roma è in linea con la media nazionale sul reddito medio (€24.243 al 2023), con un buon tasso di occupazione (70,4% contro il 62% in Italia), dall’altro lato nella Capitale il tasso di disoccupazione giovanile è oltre la media, con un 21,7% contro il 20,1% della media nazionale al 2023.
Monitoraggio quartiere Garbatella
Sono 16 le termografie realizzate da Legambiente, utilizzando una termocamera. Mappati 8 luoghi, tra cui parchi, piazze, farmacie, fermate del trasporto pubblico, ingressi di scuole e chiese. Qui la temperatura ambiente media è risultata pari a 35,4°C, con una temperatura massima registrata sulla sagoma di 66,8°C, dopo che era stata lasciata qualche minuto sullo scivolo in un’area giochi del parco Cavallo Pazzo. Nei pochi luoghi più freschi del quartiere, dalle termofoto si registrano differenze di temperatura di quasi 15°C (tra zona ombreggiata e al sole del parco Cavallo Pazzo), e 24°C (tra zona ombreggiata e al sole della fermata del bus). La sagoma di cartone, posizionata in una zona ombreggiata a lato di una farmacia e pochi minuti dopo su una panchina al sole di fronte alla stessa farmacia, ha visto un aumento di temperatura di 19°C.
Quartiere Don Bosco
E sono 15 qui le termografie realizzate da Legambiente in 10 luoghi diversi. Anche qui mappate con la termocamera piazze, piste ciclabili e viali alberati. La temperatura ambiente media registrata è stata di 37,9°C, mentre la temperatura massima al suolo ha toccato i 68°C, rilevata su una pista ciclabile completamente priva di ombra.
Nel quartiere, a valle delle termografie, è risultato che una delle zone più fresche per la sagoma è stata la zona centrale di una carreggiata, completamente ombreggiata da alberi molto alti, ma ad oggi “convertita” in un parcheggio improvvisato: lì la temperatura della sagoma è stata di 33°C, 13,4°C in meno di quelli poi raggiunti dalla sagoma una volta posta in piazza San Giovanni Bosco sotto al sole. Temperature sulla sagoma ancora più alte presso la casetta dell’acqua in piazza, a 51°C, e presso la fermata del bus Giulio Agricola, a 52,2°C, quasi 20°C in più alla prima temperatura.
Fondazione Banco dell’energia, cosa fa
Fondazione Banco dell’energia è un ente senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere, attraverso il meccanismo della solidarietà indiretta, persone e famiglie in situazione di vulnerabilità economica e sociale, ponendo particolare attenzione al tema della povertà energetica. Dal 2016 Banco dell’energia ha raccolto e donato oltre 13 milioni di euro a sostegno di circa 17.000 beneficiari, operando attraverso interventi in sostegno di persone in difficoltà e iniziative formative e di sensibilizzazione per aumentare la cultura e la consapevolezza sui consumi e l’efficientamento energetico.





