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Cibo sostenibile del futuro, arriva la pancetta a base di alga kelp

Gli organismi vegetali come le alghe potrebbero diventare il cibo sostenibile del futuro che tutti mangiamo. Anche se non sembrano così appetibili per il loro aspetto il consumo di alghe aumenta, anche perché sono ricche di nutrienti e vitamine. Per questo motivo negli Stati Uniti crescono le aziende che puntano a proporre sul mercato questo cibo trasformato per soddisfare anche occhi e palato.

Vediamo allora quali aziende in Europa e negli Stati Uniti stanno provando a trasformare un’alga verde, molliccia e viscida in qualcosa di estremamente appetitoso. Mettere sul mercato cibi salutari che contribuiscono alla sostenibilità ambientale è un passo da compiere rapidamente se vogliamo nutrici senza impattare e depredare il pianeta.

Cibo sostenibile: dagli USA la pancetta a base di alghe

Il consumo di alghe come dicevamo è in lenta crescita. La diffidenza verso questo alimento è grande, perché l’aspetto nel cibo conta insieme al gusto. Per ovviare a questo problema culturale, alcune aziende americane hanno provato, con successo, a trasformare le alghe kelp in una sorta di bacon.

La start up Umaro Foods per esempio, sta provando ad avviare una produzione agroalimentare che sostiene il pianeta, proprio sfruttando il potenziale dei vegetali presenti nell’oceano. Con le alghe e l’acquacoltura si ottengono così nuove fonti proteiche. Le alghe kelp possono produrre cinque volte più proteine di un campo di semi di soia.

L’obbiettivo dell’azienda americana era quello di tentare di rendere le alghe più simili alla pancetta, come? Insieme al laboratorio di innovazione alimentare dell’Oregon State University, gli scienziati e biologi di Umaro Foods, hanno ottenuto un prodotto finale del tutto simile, nel sapore e nell’aspetto, alla nostra pancetta nella sua versione più croccante. Per ottenere il prodotto finale, non solo piacevole agli occhi ma soprattutto al gusto, sono stati utilizzati anche altri ingredienti come ceci, olio di cocco, olio di girasole e sale. Non è dato sapere quando gli italiani più curiosi potranno assaggiarla alla nostre latitudini.