Biciclette

Ciclo Canavese occidentale: pronto il progetto

La Ciclo Canavese occidentale diventa realtà? Ne potrebbero beneficiare i Comuni di Bosconero, Rivarolo Canavese, Feletto, Cuorgnè, Salassa, Valperga e San Ponso che hanno già chiesto alla Città Metropolitana di Torino lo studio di fattibilità. Stiamo parlando di una rete di percorsi ciclabili in comunicazione con quelli provinciali, regionali e nazionali (la rete Bicitalia sviluppata dalla FIAB).

Un modo per incentivare anche l’uso sostenibile delle bici per lo spostamento da casa a lavoro. Non solo. Tra gli obiettivi c’è anche quello di sviluppare il trasporto intermodale treno + bici grazie ad accordi con il Gruppo Torinese Trasporti. Sarà possibile caricare le bici sui treni in modo salire con questi veicoli e poi utilizzarle, una volta scesi, in una delle stazioni del Canavese occidentale.

Ciclo Canavese occidentale, tutti i dettagli

Innanzitutto la Ciclo Canavese occidentale dovrà coordinarsi con la rete ciclabile provinciale per una maggiore pianificazione della mobilità sostenibile. I tecnici consigliano di utilizzare la viabilità già presente come modalità per contenere i costi. Ricordiamo che grazie a un algoritmo realizzato dal gruppo Bike Ottawa è possibile capire se una infrastruttura è sicura.

Il secondo passo è quello di capire i servizi bike friendly a disposizione, siano pubblici o privati, e da qui proseguire con attività di vendita o noleggio bici elettriche. Sì all’attivazione di una nuova via, ma sì anche al facile reperimento dei mezzi affinché non diventi un’opere inutile. Inoltre verranno creati nuovi parcheggi di interscambio per le biciclette vicino alle stazioni ferroviarie. Quello di Rivarolo, già attivo, potrà essere preso da esempio anche per le altre stazioni. Inoltre dovranno essere aggiunte ulteriori stazioni di ricarica delle biciclette elettriche e aree con i kit di riparazione.

Infine i vari Comuni sopra citati hanno già proposto alcuni tracciati che dovranno unire i centri abitati con le periferie e i luoghi d’interesse. Quelli che dovranno sorgere potranno nascere su strade sterrate o asfaltate, generalmente di campagna, che non hanno un enorme afflusso veicolare.