Bologna tra le città più care

Città più care: Ravenna e Bologna in testa, la classifica

Secondo la classifica dell’Unione Nazionale Consumatori con le città più care in termini di aumento del costo della vita troviamo al primo posto Bologna e Ravenna. Proprio l’Emilia-Romagna è al secondo posto tra le regioni italiane più care, subito dopo il Trentino, infatti nella top 10, al sesto posto si posiziona anche Modena.

I dati dell’inflazione di ottobre delle città con più di 150 mila abitanti sono stati pubblicati dall’Istat e al vertice troviamo Ravenna con un rialzo del 13,9%, mentre al secondo posto il capoluogo emiliano con una inflazione del 13,2%.

Prima di scoprire quali sono le altre città in classifica, vi ricordiamo che nel frattempo Bologna sarà la prima città italiana a diventare “città 30“. Il primo capoluogo ad introdurre il limite di 30 Km/h nella maggior parte delle strade, oltre quelle del centro storico in cui è già in vigore da diverso tempo.

Città più care: Bologna in testa, la classifica completa

Dopo Ravenna e Bologna, al terzo posto troviamo Bolzano che fino allo scorso anno invece dominava la classifica delle città più care. Ora si ferma al 12,3% di inflazione. Al quarto posto c’è Milano (+11,7%), poi Catania (15,6%), Modena (+12,8%), al settimo posto Trento (+11,7%). Chiudono la top 10 Perugia (+13,1%), Brescia (+11,3%) e Firenze (+12,7%).

Attualmente Roma si trova al ventesimo posto, mentre Torino al ventunesimo. La Sicilia è la regione con le città con inflazione più alta, al contrario la città più virtuosa risulta essere Potenza, seguita da Catanzaro e Reggio Calabria. La città con inflazione più bassa è Aosta, con +8,7%.

Tornando al tema delle regioni, quella più cara è il Trentino che registra una inflazione annua a +11,9%. A seguire troviamo l’Emilia Romagna, dove si registra un aumento dei prezzi del 12,5%, mentre terza è l’Umbria con +12,7%. La regione con l’aggravio prezzi più basso è la Basilicata, +9,3%, seguita dalla Puglia (+12,2%). La Valle d’Aosta ha, invece, l’inflazione più bassa (+8,8%).